L’intelligenza artificiale generativa continua la sua inarrestabile marcia, integrandosi sempre più profondamente nelle piattaforme che usiamo quotidianamente. Le ultime novità vedono protagonisti due nomi di spicco del settore, ChatGPT di OpenAI e Perplexity AI, che ora diventano accessibili direttamente dall’app di messaggistica più popolare al mondo: WhatsApp. Questa integrazione segna un passo importante, permettendo a miliardi di utenti di interagire con potenti chatbot senza la necessità di scaricare applicazioni dedicate o navigare su siti web esterni.

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ChatGPT e Perplexity AI arrivano su WhatsApp: ora puoi chattare con l’IA senza uscire dall’app

L’idea alla base è semplice quanto efficace: trasformare WhatsApp, già centro nevralgico delle nostre comunicazioni digitali con i suoi due miliardi di utenti attivi, in un hub versatile anche per l’accesso a servizi di intelligenza artificiale di terze parti. Meta, la società madre di WhatsApp, sta evidentemente ampliando le funzionalità della piattaforma ben oltre la semplice messaggistica, seguendo una strategia già vista con l’introduzione di canali, community e pagamenti in alcuni mercati.

Come interagire con ChatGPT e Perplexity AI su WhatsApp

Ma come funziona esattamente questa integrazione? Niente più app dedicate da scaricare e installare, almeno per un’interazione di base. L’accesso avviene tramite un metodo sorprendentemente semplice: basta salvare specifici numeri di telefono nella propria rubrica. Una volta salvati, i chatbot appariranno come normali contatti all’interno di WhatsApp, pronti per ricevere le nostre domande o richieste.

Per Perplexity AI, il numero da aggiungere ai contatti è +1 (833) 436-3285. L’annuncio è stato dato direttamente dal CEO di Perplexity, Aravind Srinivas, tramite un post sulla piattaforma X (ex Twitter).

Srinivas ha sottolineato che gli utenti possono conversare con il chatbot “quanto vogliono”, suggerendo un utilizzo ampio, sebbene i dettagli su eventuali limiti non siano stati specificati. Attualmente, l’integrazione di Perplexity AI via WhatsApp permette di effettuare chat conversazionali, ottenere risposte a domande specifiche (presumibilmente con le fonti citate, caratteristica distintiva di Perplexity) e persino generare immagini. Tuttavia, lo stesso CEO ha precisato che le funzionalità disponibili tramite WhatsApp sono al momento inferiori rispetto a quelle offerte dall’app dedicata o dal sito web, ma ha promesso l’arrivo di nuove feature nel prossimo futuro.

Anche OpenAI, la società dietro il celeberrimo ChatGPT, non è rimasta a guardare. L’integrazione con WhatsApp era stata preannunciata e ora è operativa. Per avviare una conversazione con ChatGPT direttamente dalla chat di messaggistica, il numero da salvare è +1 (800) 242-8478. Anche in questo caso, una volta aggiunto il contatto, sarà possibile interagire con il chatbot più famoso al mondo direttamente dall’interfaccia familiare di WhatsApp.

Un’alternativa a Meta AI, tra comodità e critiche

Questa mossa riveste un’importanza strategica notevole. Offrire l’accesso a chatbot concorrenti direttamente all’interno della propria piattaforma potrebbe sembrare controintuitivo, ma si inserisce in una visione più ampia di WhatsApp come ecosistema aperto e indispensabile. Inoltre, queste nuove integrazioni si pongono come alternative dirette a Meta AI, il chatbot proprietario di Meta basato sui modelli Llama, che l’azienda sta progressivamente implementando all’interno delle sue app (WhatsApp, Instagram, Messenger).

L’integrazione nativa di Meta AI, tuttavia, non è stata esente da critiche. Molti utenti lamentano la presenza costante e non disattivabile del pulsante dedicato (spesso posizionato nell’angolo in basso a destra o in altre posizioni prominenti dell’interfaccia), che porta frequentemente ad attivazioni accidentali. Questa imposizione ha generato malcontento, con richieste esplicite da parte della community di poter nascondere o rimuovere il collegamento a Meta AI. L’arrivo di ChatGPT e Perplexity AI come contatti “opzionali” offre quindi una scelta diversa, meno invasiva e attivabile solo su esplicita volontà dell’utente tramite l’aggiunta del numero in rubrica.

L’arrivo di ChatGPT e Perplexity AI su WhatsApp rappresenta un passo significativo verso la democratizzazione dell’accesso agli strumenti di intelligenza artificiale. Sfruttando la capillarità di WhatsApp, queste potenti tecnologie diventano immediatamente disponibili per un pubblico vastissimo, abbattendo la barriera dell’installazione di nuove app e integrandosi nel flusso di comunicazione quotidiano. Resta da vedere come evolveranno queste integrazioni, quali nuove funzionalità verranno aggiunte e come Meta bilancerà la promozione del proprio Meta AI con la presenza di alternative così popolari all’interno della sua stessa piattaforma.