Negli ultimi tempi, complice una maggiore attenzione nei confronti dell’ambiente e verso il problema dei rifiuti elettronici, sono diversi i produttori di smartphone che si adoperano per incentivare le riparazioni dei propri dispositivi, con lo scopo di invogliare gli utenti alla riparazione piuttosto che alla sostituzione, strada intrapresa anche dall’UE. Se per esempio Samsung vuole ridurre i costi di riparazione utilizzando ricambi usati, Google sta valutando un approccio differente: modificare la costruzione degli smartphone Pixel per arrivare, un giorno, a poter effettuare le operazioni di riparazione direttamente in casa senza bisogno di strumenti specifici.
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Google guarda al futuro dei Pixel, le riparazioni si effettueranno senza strumenti specifici
Il colosso di Mountain View ha già dimostrato in passato una particolare attenzione nei confronti della riparazione degli smartphone Pixel, nel 2022 infatti ha collaborato con iFixit per rendere i pezzi di ricambio ufficialmente disponibili sulla piattaforma, ovviamente non si tratta dell’unica azienda, anche Samsung lo stesso anno aveva avviato una collaborazione con iFixit per un programma di riparazioni fai da te, ma sembra che Google abbia in mente alcune novità per il futuro.
Nell’ultimo episodio del podcast Made by Google un’interessante intervista con Steven Nickel, direttore delle operazioni hardware consumer di Google, ha fatto luce sui piani futuri dell’azienda per portare le riparazioni degli smartphone Pixel ad un livello superiore, l’obbiettivo della società è chiaro, “Vogliamo che tutti siano in grado di effettuare riparazioni“, per arrivare a ciò bisogna per prima cosa limitare la quantità di colla utilizzata per sigillare i telefoni Pixel.
Alcuni di voi potrebbero ricordare come qualche anno fa, quando gli smartphone non vantavano le certificazioni di impermeabilità odierne e le batterie erano removibili, fosse estremamente facile sostituire le componenti interne di uno smartphone: bastava rimuovere la scocca posteriore posizionata a incastro e togliere qualche vite qua e là per raggiungere i componenti di nostro interesse. Al giorno d’oggi invece, in parte per le certificazioni già menzionate, in parte per l’impossibilità di rimuovere la batteria, e in parte per la volontà dei produttori di conferire un aspetto decisamente più premium rispetto al passato ai propri dispositivi, smontare uno smartphone per effettuare una riparazione non è più un’operazione alla portata di tutti.
Oltre ad una buona dose di manualità sono infatti necessari appositi strumenti per eseguire le operazioni, senza i quali si rischia di fare ulteriori danni ed è proprio qui che Google vuole intervenire: modificare la progettazione degli smartphone Pixel, limitando per esempio la quantità di colla utilizzata, è un primo passo per consentire a qualunque utente di riparare in completa autonomia il proprio smartphone.
Per migliorare la riparabilità dei dispositivi Pixel l’azienda prevede l’assegnazione a ciascuno smartphone di una “Scorecard Design for Serviceability“, ovvero un punteggio sulla riparabilità, punteggio che secondo quanto condiviso aumenta costantemente con ogni generazione di Pixel, segno di come Google si impegni costantemente per raggiungere l’obbiettivo primario.
“Vogliamo arrivare a un punto in cui puoi entrare in un cassetto della cucina ed essere in grado di sostituire lo schermo“, questo l’obbiettivo condiviso da Nickel durante l’intervista, sia chiaro, Google come tutti gli altri produttori sono ancora parecchio lontani da uno scenario di questo tipo, ma è innegabile come la prospettiva per gli utenti sia più che allettante; non ci resta che attendere per scoprire come il colosso di Mountain View modificherà la progettazione degli smartphone Pixel per poter raggiungere questo traguardo e consentire a chiunque di riparare il proprio smartphone con strumenti di uso comune presenti in casa.
