Presentato per la prima volta durante il Mobile World Congress del 2013, Samsung Knox compie 10 anni e con il tempo è diventata una piattaforma di sicurezza per miliardi di consumatori e aziende in tutto il mondo. Per Samsung è però arrivato il momento di evolversi un’altra volta e guarda alla prossima frontiera della sicurezza dei dispositivi connessi con l’introduzione di Knox Matrix.
Nel corso degli anni Samsung Knox si è evoluto introducendo sempre nuove funzioni per garantire la sicurezza di tutti gli utenti. Appena un anno dopo il suo arrivo è stato introdotto TrustZone, che ha fornito un ambiente sicuro all’interno del sistema operativo per eseguire applicazioni e processi sensibili, per esempio differenziando l’ambiente lavorativo da quello di tutti i giorni utilizzando lo smartphone.
Col tempo sono state introdotte una miriade di altre funzionalità, come per esempio Knox Suite per aiutare aziende ed istituzioni a proteggere il proprio software con la sicurezza end-to-end, o anche il più recente Knox Vault per isolare i dati più sensibili degli utenti ed evitare che finiscano nelle mani sbagliate.
Ma il mercato moderno non è fatto solo di smartphone e tablet, e con oltre 14 miliardi di dispositivi connessi sul mercato – come frigoriferi, TV e robot aspirapolvere – Samsung è consapevole che un aumento della connettività può portare a maggiori rischi. La tradizionale infrastruttura di sicurezza che protegge i singoli dispositivi potrebbe non essere più sufficiente in questo nuovo contesto, ed è per questo che il colosso coreano sta sviluppando attivamente Knox Matrix.
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Come funziona Knox Matrix per una sicurezza multi-dispositivo
Samsung Knox Matrix è la prossima iterazione di Samsung Knox, ideato per far sì che i dispositivi connessi all’interno di uno stesso ecosistema possano proteggersi a vicenda. Al momento, in un mondo interconnesso e sempre più votato alla domotica, un dispositivo compromesso potrebbe influire sugli altri all’interno dell’ecosistema.
Knox Matrix apre invece la strada alla sicurezza multi-dispositivo, creando una rete di sicurezza affidabile in cui tutti i dispositivi connessi sotto la medesima rete possano proteggersi a vicenda. Se un elemento risulta compromesso, questo nuovo livello di sicurezza lo isolerà dall’ecosistema per proteggere gli altri, trasformando una casa intelligente in quello che Samsung chiama uno “scudo intelligente”: in altre parole, più dispositivi sono collegati alla stessa rete e maggiore sarà il livello di protezione totale.
Per funzionare, Knox Matrix utilizza tre diverse funzionalità in sintonia l’una con l’altra. La prima, Trust Chain, monitora i dispositivi in cerca di eventuali minacce. Credential Sync protegge le informazioni personali dell’utente mentre i dati vengono spostati di dispositivo in dispositivo, mentre Cross Platform SDK consente a dispositivi di vari sistemi operativi (come Android, Windows o Tizen) di unirsi a Knox Matrix con standard di sicurezza coerenti.
Tutto questo viene eseguito all’interno di una blockchain privata che consente ai dispositivi di interfacciarsi e controllarsi a vicenda, e nuove funzionalità verranno aggiunte in futuro tramite aggiornamento per garantire una sicurezza ancora più completa. Gli utenti avranno controllo completo sui propri dispositivi, e Knox Matrix li avviserà in caso di situazioni potenzialmente pericolose, come un firmware non aggiornato, suggerendo come agire di conseguenza.
Al momento Samsung è ancora al lavoro su Knox Matrix e i primi modelli compatibili con il nuovo standard di sicurezza saranno i dispositivi Galaxy (sia smartphone che tablet) in arrivo a partire dal 2024. In seguito verrà esteso anche agli elettrodomestici dell’azienda, per passare infine ai dispositivi di terze parti.
