Gli aggiornamenti dei vari servizi offerti dal colosso di Mountain View vengono implementati non soltanto attraverso le patch di sicurezza che Google rilascia ogni mese ma anche attraverso il Play Store, ormai da diverso tempo a questa parte.

Quest’ultima soluzione rappresenta un sistema senza dubbio più semplice per il colosso di Mountain View perché permette di aggiornare singoli servizi senza dover attendere che ogni produttore di smartphone implementi le ultime patch di sicurezza sui propri device ed è frutto degli sforzi condotti dal team di Google su quello che è stato chiamato Project Mainline.

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Arriva un nuovo Aggiornamento di sistema Google Play

Così come spiegato da Google, il Project Mainline può essere usato per aggiornare soltanto una parte del sistema operativo, ossia 14 moduli essenziali raggruppati in tre macro-aree, “security”(Media Codecs, Media Framework Components, DNS Resolver e Conscrypt), “privacy” (Documents UI, Permission Controller e ExtServices) e “consistency” (Timezone data, ANGLE, Module Metadata, Networking components, Captive Portal Login e Network Permission Configuration).

Ebbene, anche ad aprile il team di sviluppatori di Google ha deciso di sfruttare il Play Store per implementare un nuovo aggiornamento in alcune delle parti del sistema anche se, allo stato attuale, non è chiaro quali siano le novità introdotte (il changelog, infatti, non fornisce indicazioni al riguardo).

Pur non essendoci nulla di importante secondo il changelog ufficiale, questo nuovo Aggiornamento di sistema Google Play richiede un download di 50 MB e un riavvio del dispositivo e ciò sembra suggerire che qualcosa di una certa rilevanza dovrebbe essere comunque stata implementata. Una volta riavviato lo smartphone, nelle impostazioni dell’Aggiornamento di sistema Google Play sarà riportata la data del 1 aprile 2023.

Il Project Mainline rappresenta senza dubbio una delle soluzioni più interessanti tra quelle studiate dal colosso di Mountain View negli ultimi tempi, in quanto sembra avere tutte le potenzialità per risolvere uno dei principali limiti di Android, ossia quello della sua frammentarietà a causa della necessità dell’intervento di ogni produttore anche per implementare i vari aggiornamenti di sicurezza dei device basati su questo OS.