Per Natale avete regalato o avete ricevuto in dono un nuovo smartphone Android? Voi o un vostro conoscente non sapete come portare a termine la prima configurazione e il trasferimento dei dati dal vecchio smartphone, o semplicemente volete essere sicuri che tutto venga fatto in maniera corretta per essere sicuri di aver compreso e completato correttamente la configurazione iniziale? Qui potrete trovare tutte le informazioni utili per effettuare la configurazione iniziale di uno smartphone Android.
Pur essendo realizzata facendo riferimento ai dispositivi della serie Pixel basati su Android 12, questa guida è perfettamente valida anche per tutti gli smartphone Android basati basati sulle passate e sulle successive versioni di Android. Potrebbero cambiare alcuni passaggi ma i consigli e le spiegazioni varie restano assolutamente validi.
Nel corso della guida troverete molte immagini esplicative. Inoltre, va detto che alcuni passaggi potrebbero non essere presenti qualora stiate effettuando la configurazione iniziale di uno smartphone Android diverso da un Google Pixel. In questo caso potrete semplicemente passare oltre verso il passaggio successivo, senza timore di sbagliare. Iniziamo.
Indice:
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Effettuare il backup del vostro smartphone
Se quello che state per configurare non è il vostro primo smartphone Android, è probabile che vogliate effettuare un backup dei vostri dati per poterli ritrovare nel nuovo dispositivo. Non ci riferiamo solo al backup “di base” collegato all’account Google, quello che permette di avere una copia dei contatti, degli appuntamenti e della posta elettronica, ma di un backup esteso che contenga anche la copia delle applicazioni e del loro contenuto.
In particolare dovete ricordarvi di effettuare il backup delle conversazioni e dei file multimediali su WhatsApp, delle vostre foto (ad esempio con Google Foto) e degli altri file presenti in memoria. Per questo abbiamo preparato una guida completa, che vi spiega come effettuare le copie di sicurezza dei vostri dati, sia tramite PC che tramite smartphone, con diverse modalità adatte sia ai principianti sia agli utenti più smaliziati, senza scordare la possibilità di salvare i dati sul cloud.
Di seguito trovate il link alla guida su come effettuare il backup completo, procedura da seguire prima di procedere con la configurazione del vostro smartphone Android.
Come configurare un nuovo smartphone Android
Il passo iniziale è quello di mettere in carica lo smartphone, per essere certi di avere un’autonomia sufficiente per completare l’intera operazione senza che lo smartphone possa scaricarsi e spegnersi nel frattempo. Solitamente i nuovi smartphone arrivano comunque con una discreta percentuale di carica, è vero, ma per evitare qualsiasi inconveniente è consigliabile lasciarlo in carica finché l’indicatore di carica non segni il 100% (basta premere una volta il tasto di accensione/spegnimento per visualizzare la percentuale di carica ragiunta).
Un’altra operazione preliminare che vi consigliamo di effettuare prima di accendere lo smartphone e avviare la configurazione è l’inserimento della SIM, in modo da portare a termine correttamente tutti i passaggi successivi. Va detto che non è un passaggio obbligatorio ma la procedura guidata di ogni smartphone Android inizia proprio ricordando questa operazione.
Per inserire una SIM fisica, dovete prendere la spilletta, solitamente fornita nella confezione di vendita, individuare il carrellino della SIM (che potrebbe essere su uno qualsiasi dei quattro bordi dello smartphone) e verificare di avere la SIM del formato corretto (ormai, di norma è la Nano SIM). Nel carrellino, sarà necessario inserire la SIM nel verso giusto ma di norma c’è una guida nel carrellino stesso per far sì che si allinei correttamente.
A questo punto non vi resta che accendere lo smartphone tenendo premuto per alcuni secondi il tasto di accensione situato solitamente sul lato destro. L’accensione viene confermata da una piccola vibrazione e dopo qualche secondo lo smartphone mostra la schermata iniziale. Se avete inserito una SIM il sistema riconosce automaticamente la lingua, nel caso contrario la procedura vi chiede in quale lingua proseguire per completare la procedura.
Molti smartphone ormai prevedono il supporto alle eSIM e, in questo caso, è ancor più semplice la configurazione. Nel caso in cui siate in possesso di una eSIM, dovrete necessariamente prima accndere lo smartphone e poi selezionare l’opzione per configurare una eSIM invece di inserire una SIM fisica.
Per configurare una eSIM dovrete recuperare il codice QR fornito dal vostro operatore in fase di acquisto della eSIM (o richiedere un codice QR sostitutivo) e inquadrarlo con lo smartphone, seguendo le indicazioni fornite dal dispositivo stesso. Terminata questa procedura, potrete proseguire oltre.
Connettività
Il successivo passaggio della configurazione iniziale di uno smartphone Android, che abbiate inserito o meno una SIM, riguarda la connessione a una rete Wi-Fi. È consigliato infatti collegarsi a una rete senza fili per completare la prima fase, visto che la procedura prevede la ricerca di eventuali aggiornamenti di sistema (del software e delle app di sistema) e potrebbe consumare una notevole quantità di dati inclusi nelle vostre offerte telefoniche.
Per configurare la rete Wi-Fi sul vostro smartphone Android dovete semplicemente toccare il nome della rete alla quale volete collegarvi, dopo averla individuata tra quelle che vi vengono mostrate. A questo punto dovrete inserire l’eventuale password, prestando attenzione alle lettere maiuscole e alle lettere minuscole, e poi premere il tasto Connetti. In questo caso e in tutti quelli in cui ci sono dati da inserire basta toccare lo spazio vuoto per far comparire la tastiera virtuale a schermo, che vi permette di inserire password e informazioni.
Una volta che lo smartphone sarà stato collegato alla rete Wi-Fi scelta, il sistema effettuerà una ricerca per verificare la presenza di eventuali aggiornamenti (che verranno installati in maniera automatica prima che il processo passi alla fase successiva). Su alcuni smartphone Android la schermata di configurazione della connessione Wi-Fi potrebbe essere proposta dopo quella che stiamo per descrivervi.
Copia di app e dati: trasferire i dati dallo smartphone precedente
Dopo esservi collegati a una rete Wi-Fi, dovrete indicare alla procedura se volete avviare una configurazione pulita, perfetta nel caso questo sia il vostro primo smartphone Android o non vogliate trasferire alcun dato da quello vecchio, o scegliere di trasferire dati e impostazioni da un altro dispositivo Android o da un iPhone.
Se non volete recuperare dati e impostazioni, o nel caso in cui questo sia il vostro primo smartphone Android, potrete passare direttamente al punto successivo. Ricordate che, in ogni caso potete, recuperare i dati dal vecchio smartphone anche in un momento successivo.
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Ormai ci sono tre meccanismi per potere completare la procedura di copia dei dati: tramite cavo USB-C (sfruttando il cavo fornito in dotazione per collegare tra loro vecchio smartphone e nuovo smartphone) o completare la procedura tramite WiFi, seguendo le indicazioni fornite da Google se provenite da un iPhone o un iPad, o semplicemente utilizzando il vostro account Google per ripristinare il backup effettuato sul vecchio dispositivo, e memorizzato nel cloud di Google.
Qualora vogliate trasferire i dati dal vecchio smartphone Android, dovrete aprire l’applicazione Impostazioni e cercare la voce “Google”, selezionare Configura dispositivo vicino e scegliere il nome che vi viene mostrato sullo schermo.
A questo punto dovrete decidere quali applicazioni e impostazioni trasferire, selezionandole dall’apposita lista. Nel caso in cui abbiate deciso di recuperare un backup da un account Google, dovrete ovviamente inserire nome utente (indirizzo e-mail) e password, selezionare il backup tra quelli presenti nel cloud, e quindi i dati da ripristinare. Mentre avviene il ripristino dei dati, potrete continuare con la procedura guidata, anche se prima andremo ad analizzare la configurazione dell’account Google, che vi verrà richiesta anche qualora abbiate deciso di procedere con la configurazione da zero.
Configurazione dell’Account Google
Uno degli aspetti chiave di uno smartphone Android è la presenza dei servizi Google, che ci permettono di avere sempre a disposizione i contatti telefonici, le foto, il calendario, la posta elettronica e molte altre informazioni, senza doverci preoccupare di salvarle e trasferirle in seguito.
Qualora già possediate un account Google, è il momento di inserire i relativi dati. Nel caso in cui fosse invece la vostra prima esperienza nel mondo Google, dovrete creare un nuovo account, seguendo la procedura accessibile toccando sulla scritta “Oppure crea un nuovo account“.
In questo caso, dovrete inserire nome e cognome, data di nascita e sesso, oltre a scegliere il vostro nuovo indirizzo e-mail, con estensione “@gmail.com” e scegliere la password, che deve essere composta da almeno otto caratteri.
Qualora non abbiate inserito una SIM la procedura vi potrebbe chiedere anche di indicare l’ora e la data, mentre con la SIM inserita il passaggio viene saltato, visto che tali informazioni sono recuperate autonomamente dalla rete cellulare. Potrete dunque andare al passaggio successivo.
Configurare la protezione del dispositivo
In questa fase, per prima cosa, lo smartphone chiederà di configurare uno dei metodi “classici” di sblocco tra Pin, Password e Sequenza. Considerando poi che la quasi totalità dei nuovi smartphone dispone di un lettore delle impronte digitali (alcuni potrebbero addirittura avere altri sistemi, come il riconoscimento del volto), successivamente vi richiederà la configurazione dell’autenticazione biometrica (appunto quella tramite impronta digitale).
Difficile dire quale sia il migliore, visto che non esiste un miglior metodo di sblocco, per cui dovete valutare quale ritenete più affidabile. In questa guida illustriamo i passaggi per configurare lo sblocco con impronta digitale, che come detto verrà abbinato a uno dei tre metodi classici per avere accesso alla schermata di sblocco come alternativa in caso di mancato riconoscimento dell’impronta.
Come anticipato, dovrete innanzitutto configurare il metodo di sblocco secondario, inserendo il PIN, la password o la sequenza di sblocco. A questo punto dovrete seguire le istruzioni a schermo, posizionando il dito sul lettore delle impronte digitali, che può essere frontalmente (sotto al display), integrato nel pulsante di accensione spegnimento o, più raramente, nella parte posteriore dello smartphone (che comunque vi suggerirà la collocazione durante la configurazione).
Per configurare un’impronta digitale, dovrete alzare e appoggiare ripetutamente il dito, variando leggermente la posizione di volta in volta e seguendo le indicazioni fornite dalla procedura stessa (che, ad esempio, suggerisce di posizionare la punta del dito o uno dei due bordi del dito a un certo punto). Qualora stiate effettuando correttamente la procedura, dovreste sentire una leggera vibrazione; mentre nel caso in cui stiate sbagliando qualcosa, lo smartphone vi chiederà di posizionare in maniera corretta il dito.
Dopo aver raccolto un numero sufficiente di campioni, lo smartphone vi comunicherà di aver registrato l’impronta e vi offrirà la possibilità di configurare altre impronte digitali (solitamente fino a un massimo di quattro) seguendo nuovamente la stessa procedura. In alternativa, potrete procedere oltre, dato che le altre impronte digitali possono essere registrate anche in un secondo momento dalle impostazioni dello smartphone.
Configurare l’assistente digitale
Il passo successivo della configurazione iniziale di uno smartphone Android è dedicato alla configurazione dell’assistente digitale che, in questo periodo storico, sta passando dal vecchio Google Assistant al più moderno Gemini.
La procedura è praticamente la medesima tra i due assistenti, cambia solo la sostanza dell’assistente durante l’utilizzo (dato che Gemini è basato sull’IA a differenza di Assistant). In questo caso potrete ignorare la configurazione dell’assistente ed effettuarla in un secondo momento (ma vi consigliamo di procedere subito per sfruttare a fondo le potenzialità del vostro nuovo smartphone Android).
Il primo passo è ovviamente insegnare all’assistente a riconoscere la vostra voce, quindi dovete pronunciare per tre volte la frase Hey Google e scegliere se utilizzare la hotword (ovvero questa parola chiave) per sbloccare il telefono e iniziare a utilizzarlo con i comandi vocali.
Attivazione dei servizi Google
A questo punto, sarà il momento di decidere quali servizi Google attivare. Per ognuno di essi troverete una descrizione, in modo da avere ben chiaro cosa stiate facendo. C’è la sezione Backup e archiviazione (per salvare i dati personali e quelli delle applicazioni sul cloud), la sezione Posizione (per attivare il servizio di geolocalizzazione, utilizzando le reti mobili e quelle Wi-Fi, oltre al GPS, per stabilire con la massima precisione la vostra posizione). Potrete poi decidere se contribuire in maniera anonima al miglioramento dell’esperienza Android, inviando i dati diagnostici a Google e ricevere notizie e offerte relative a Google Play.
Configurazioni opzionali
Siamo quasi giunti al termine della prima parte della configurazione iniziale dello smartphone Android, con la procedura indicata che vi permetterà di aggiungere un altro account e-mail, gestire le informazioni nella schermata di blocco o controllare le app aggiuntive. Ancora una volta, si tratta di operazioni opzionali, che potranno essere completate anche in un secondo momento attraverso l’applicazione Impostazioni.
Dopo aver portato a termine le eventuali operazioni aggiuntive, sempre attraverso delle procedure guidate chiare e semplici, potrete completare la prima parte, scegliendo la voce “No grazie” oppure “Configura più tardi“. Il sistema potrebbe elaborare alcuni dati e, al termine di questa elaborazione, vi porterà alla schermata iniziale di Android.
Come trasferire i dati dei giochi (salvataggi)
Una volta configurato il tutto, una delle operazioni più “complesse” da fare quando si cambia smartphone è trasferire i salvataggi dei giochi. Non c’è infatti un metodo universale per farlo, bisogna invece aprire ciascuno di essi e verificare se c’è un metodo di login come: email e password, account Google, account Facebook, SuperCell ID, altri.
Utilizzando uno di questi metodi spesso è possibile recuperare i salvataggi semplicemente ricollegando il medesimo account dopo aver installato il gioco sul nuovo smartphone. Operazione noiosa ma decisamente semplice. Va però detto che, ormai, molti giochi sfruttano Google Play Giochi che sincronizza i salvataggi di gioco direttamente tra i vari smartphone che sono configurati con il medesimo account Google.
Come personalizzare lo smartphone Android
Uno smartphone con Android stock è praticamente privo di personalizzazioni, con le sole applicazioni di Google alle quali possono aggiungersene alcune (specie sugli smartphone di produttori diversi).
Andiamo dunque a vedere come personalizzare uno smartphone Android, rendendo più personale l’aspetto dello smartphone stesso, cambiando lo sfondo, modificando la barra delle notifiche, selezionando una suoneria per le chiamate, le notifiche e le sveglie.
In questa sezione, poi, potrete trovare ulteriori personalizzazioni più profonde nel caso in cui vogliate cambiare del tutto lo stile. Vi spiegheremo inoltre come aggiungere elementi alla schermata iniziale, come cambiare le impostazioni del display, personalizzando ad esempio la dimensione dei caratteri e regolando la luminosità.
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Schermata iniziale
Ad ogni accensione o sblocco dello smartphone, vi troverete di fronte alla schermata iniziale, chiamata anche Home, che può differire a seconda del Launcher predefinito sullo smartphone o su quello che deciderete di usare.
In questa guida faremo sempre riferimento al Pixel Launcher, installato di serie sui dispositivi della gamma Google Pixel. In ogni caso potrete sempre installare in un secondo momento un launcher alternativo, come ad esempio Action Launcher, Niagara Launcher o il sempreverde Nova Launcher.
Come aggiungere icone alla schermata iniziale
Al primo avvio è molto probabile che troviate esclusivamente le icone nel dock (ovvero le icone fisse nella parte bassa della schermata iniziale), con i collegamenti all’applicazione Telefono, all’app Messaggi, al Play Store, a Google Chrome e alla fotocamera; nel resto della prima schermata potrebbero esserci alcune cartelle con i collegamenti ad altre applicazioni Google, come Gmail, Maps e altre.
Con uno swipe verso l’alto, scorrendo quindi il dito sullo schermo verso la parte superiore, potrete accedere alla Lista delle app, ovvero l’elenco con tutte le applicazioni installate sul vostro smartphone. Per comodità, è possibile portare sulla schermata iniziale le applicazioni che utilizzate più spesso, creando collegamenti a partire da tutte quelle disponibili nella Lista delle app.
La schermata iniziale può essere suddivisa in più pagine, accessibili scorrendo orizzontalmente. Il launcher mostra inizialmente una sola schermata ma potrete decidere, a vostra discrezione, se posizionare collegamenti ad app installate su quella pagina o su un’altra pagina, in modo da ottenere l’organizzazione dei collegamenti che vi risulti più comoda.


Per creare un collegamento a un’app sulla schermata iniziale, vi basterà effettuare una pressione prolungata sull’icona dell’applicazione che vi interessa spostare sulla schermata iniziale e trascinarla in qualsiasi direzione per veder apparire la pagina principale della schermata iniziale: posizionandola sopra a un’icona già presente, il launcher andrà a creare una nuova cartella; trascinandola verso il bordo destro potrete collocarla in una pagina diversa da quella principale.
Con una pressione prolungata in uno spazio vuoto della schermata iniziale, invece, potrete aggiungere un widget alla schermata iniziale: basta selezionare il menù Widget, scorrere l’elenco fino a individuare il widget desiderato e poi effettuare una pressione prolungata (o selezionarlo e poi premere “Aggiungi”) per portarlo sulla schermata iniziale.
Un widget è una piccola “finestra” nella quale vengono visualizzate alcune informazioni provenienti dalla relativa applicazione, come le mail più recenti, gli SMS, una lista di contatti e molto altro.
Come cambiare lo sfondo su uno smartphone Android
Al primo avvio, la schermata iniziale mostrerà un’immagine scelta da Google, che può cambiare a seconda della versione di Android installata sul vostro smartphone (o dallo smartphone stesso).
È comunque possibile cambiare lo sfondo in maniera molto semplice, scegliendo l’immagine da impostare tra quelle pre-caricate, tra le foto scattate con la fotocamera dello smartphone o tra le altre immagini presenti nella galleria.


Ancora una volta, basterà effettuare una pressione prolungata in uno spazio vuoto della schermata iniziale e poi selezionare Sfondo e stile. Nella schermata successiva viene mostrata la schermata attualmente impostata e una serie di immagini tra cui scegliere; subito sotto è presente “Altri sfondi”.
Da questo menù, sarà possibile scegliere una foto salvata sullo smartphone, scegliere uno degli strumenti per l’editing degli sfondi di Wallpaper Studio (come Effetti dinamici, Sfondo AI e Emoji Lab) o scegliere una delle immagini contenute nelle Raccolte.
Selezionando un’immagine verrà mostrata l’anteprima e sarà necessario premere “Avanti”. Da qua, potrete selezionare le spunte su “Schermata di blocco” e “Schermata Home”, a seconda di dove vogliate impostare lo sfondo (noi vi consigliamo di impostare un’unico sfondo per entrambe le schermate, in modo da conferire al sistema un aspetto più uniforme). A questo punto, dovrete premere “Applica” per applicare lo sfondo.
Come cambiare la suoneria di uno smartphone Android
Una delle prime personalizzazioni che vuole fare un utente è legata sicuramente alla suoneria, che gli permette di riconoscere le chiamate in arrivo da quelle delle alte persone. Per farlo dovrete ricorrere all’applicazione Impostazioni, accessibile dal drawer delle applicazioni (o dal centro dei comandi rapidi, toccando l’ingranaggio presente nell’angolo in basso a destra).
A questo punto dovete toccare la voce Suoni e vibrazione e poi scegliere se cambiare la “Suoneria” (quella per le chiamate), la “Notifica” (il suono predefinito per le notifiche) o la “Sceglia” (la suoneria per le sveglie). Toccando la voce relativa, si aprirà l’app Suoni di Google, nella quale sono disponibili varie “cartelle” corrispondenti a raccolte di suoni predefiniti (in alternativa c’è la raccolta I miei suoni che permette di aggiungere file audio salvati sullo smartphone).



Se non doveste trovare qualcosa di adatto, potrete rivolgervi ad applicazioni di terze parti, scaricandole dal Play Store, o copiando manualmente un file MP3 da inserire nella cartella Ringtones dello smartphone. La stessa operazione può essere effettuata tutte e tre le tipologie di suoneria, scegliendo tra altri suoni di sistema. Potete inoltre decidere se attivare la vibrazione alla ricezione di una chiamata e attivare la funzione non disturbare, oltre a poter regolare i vari volumi di sistema e i suoni vari.
Come personalizzare il centro dei comandi rapidi di uno smartphone Android
Con le versioni più recenti di Android è possibile decidere quali icone visualizzare nel centro dei comandi rapidi, accessibile con un doppio swipe verso il basso nella barra di stato (quella con le icone e l’ora di sistema). Al primo swipe, si accede alla tendina delle notifiche (e vengono mostrate due file di comandi rapidi).
Una volta che avrete avuto accesso al Centro dei comandi rapidi, basterà toccare l’icona a forma di matita per accedere alla modalità di modifica. In questo modo potrete decidere quali riquadri (le piccole icone che permettono di accedere alle varie impostazioni) visualizzare, l’ordine in cui vengono mostrati e le dimensioni dei vari riquadri. Nel caso in cui abbiate fatto confusione e non riusciate più a raccapezzarvi, potrete rimettere i valori di default attraverso la voce Reimposta presente in fondo.
Ogni riquadro vi permetterà di accedere a una diversa impostazione, in alcuni casi attivando direttamente la funzione in altri aprendo la schermata relativa per ottenere maggiori informazioni o cambiare i parametri.


Come cambiare metodo di sblocco
Dopo la configurazione guidata iniziale, potrete cambiare il metodo che utilizzate per sbloccare lo smartphone in qualsiasi momento. Nei dispositivi Google Pixel più recenti, sono presenti sia il lettore delle impronte digitali che lo sblocco col volto.
L’operazione potrà essere effettuata dal menù “Sicurezza e privacy” delle impostazioni di sistema, selezionando la voce Sblocco dispositivo. A questo proposito vi invitiamo a leggere la nostra guida ai migliori metodi di sblocco, per trovare quello più adatto alle vostre esigenze.
Se nella fase iniziale della configurazione avete aggiunto una sola impronta digitale, potrebbe essere giunto il momento di aggiungerne altre, in modo poter sbloccare lo smartphone anche con altre dita, o per consentire ad altre persone si accedervi. È possibile associare un nome a ciascuna delle impronte digitali registrate (fino a quattro o cinque, a seconda di quelle supportate dallo smartphone) in modo da renderle più facilmente identificabili.
Nella pagina Sblocco dispositivo, basterà selezionare la voce Impronta, digitare il PIN (o la password o la sequenza), effettuare l’autenticazione biometrica con l’impronta già registrata e selezionare l’opzione Aggiungi per avviare la procedura di registrazione di una nuova impronta (la stessa effettuata durante configurazione iniziale).
Potrete inoltre decidere di sbloccare il vostro smartphone con uno Smartwatch, opzione che manterrà sbloccato lo smartphone quando sarà nelle vicinanze dello smartwatch, in una determinata località, quando lo avete in tasca, con la voce e con il volto, anche se in questo caso non ci sono algoritmi particolarmente complessi per garantire una elevata sicurezza.
Come regolare la luminosità e i caratteri
Tramite l’applicazione Impostazioni, potrete regolare un po’ di impostazioni legate alla visualizzazione e al display. Basterà selezionare la voce Display e tocco per regolare opzioni quali Livello di luminosità (ma anche la luminosità adattiva), le impostazioni su cosa mostrare nella schermata di blocco, il Display sempre attivo (mostra sempre l’ora), se attivare il Tema scuro e la modalità di navigazione del sistema (tra “Navigazione tramite gesti” e “Navigazione con tre pulsanti”).
Potrete inoltre regolare le Dimensioni di visualizzazione/testo (dimensioni dei contenuti sullo schermo e dei caratteri) e scegliere se abilitare la regolazione automatica dei colori in base alla luce ambientale (tramite le voci “Tonalità adattiva” e “Colori”), regolare la Sensibilità al tocco e la Risoluzione. In questo modo, adatterete il tutto alle vostre esigenze e ai vostri gusti personali. Potrete inoltre regolare manualmente la luminosità grazie al cursore presente nella parte alta della tendina delle notifiche, scavalcando quindi le impostazioni proposte automaticamente dal sistema.
Come installare applicazioni Android
Alla prima accensione del nuovo smartphone Android, troverete esclusivamente le applicazioni targate Google e quelle indispensabili per il sistema. Ovviamente mancheranno tutte quelle applicazioni “utili” che vengono abitualmente utilizzate dagli utenti: ad esempio, tutte le applicazioni di messaggistica istantanea, quelle dedicate allo shopping e moltissime altre, accessibili tramite il Google Play Store.
Il Play Store è il negozio virtuale del colosso di Mountain View dal quale è possibile scaricare, il più delle volte gratuitamente, le applicazioni che rendono ancora più utile lo smartphone. Per sfruttarlo, è necessario eseguire l’accesso con il proprio account Google, un’operazione che avrete già effettuato al momento della prima configurazione dello smartphone Android. Nel caso in cui non lo aveste fatto, vi verranno richiesti i dati relativi all’account Google per accedere al negozio.
Senza entrare nel dettaglio sul funzionamento di Google Play Store, per il quale vi rimandiamo alla nostra pagina dedicata, diamo una rapida occhiata su come installare semplicemente un’applicazione. Il metodo più semplice è quello di inserirne il nome nella barra di ricerca della scheda “Ricerca” dello store. Dopo aver digitato il nome dell’app, basterà premere l’icona a forma di lente di ingrandimento sulla tastiera (in basso a destra) e il Play Store vi mostrerà le applicazioni corrispondenti, con quella più rilevante nella parte superiore. A questo punto sarà sufficiente selezionare l’app e, dalla sua scheda, selezionare “Installa” e attendere che l’applicazione venga scaricata e installata nello smartphone.
Google Play Store aggiungerà automaticamente le icone delle nuove applicazioni installate nella schermata iniziale, a meno che non abbiate disattivato l’opzione dalle impostazioni del launcher. Per fare ciò, basterà tornare alla schermata iniziale, effettuare una pressione prolungata su uno spazio vuoto e selezionare “Impostazioni Home”. Da qua, basterà disattivare il toggle “Aggiungi icone delle app alla schermata Home per le nuove app” . Potrete comunque aggiungere un collegamento all’app installata in un secondo momento, trascinando l’icona dal drawer delle applicazioni.
Per la configurazione di ogni singola applicazione vi basterà poi seguire la configurazione guidata che ogni produttore inserisce, al fine di rendere la procedura semplice e alla portata di chiunque.
Come disinstallare o disattivare le applicazioni Android
Può succedere che non abbiate più bisogno di una particolare applicazione che avete installato o che vogliate rimuovere un’applicazione di sistema. Anche in questo caso abbiamo già preparato una guida completa per disinstallare o disattivare le applicazioni, senza permessi di root, ma per comodità vi facciamo un breve riassunto qui. Per rimuovere un’applicazione dal vostro smartphone avete due metodi, entrambi molto semplice da utilizzare.
- Trascinare l’icona dell’applicazione da disinstallare nel cestino (che compare tenendo premuto a lungo sull’icona) – Questa operazione va svolta dal drawer delle applicazioni, mentre effettuandola dalla schermata iniziale potrete scegliere se cancellare solamente il collegamento o disinstallare completamente l’applicazione.
- Dall’elenco delle app installate – Nelle impostazioni di sistema, selezionando “App” e poi “Mostra tutte le app”, accederete all’elenco di tutte le app installate sullo smartphone (tranne quelle di sistema, che possono essere mostrate tramite l’opzione dedicata nel pulsante con i tre pallini in alto a destra). Per ogni app viene mostrato lo spazio occupato. Selezionando una delle app, avrete più opzioni a disposizione:
- Archivia – elimina tutto il contenuto dell’app tranne i dati fondamentali per ripristinare l’app.
- Disinstalla – elimina completamente l’app dallo smartphone e sarà poi necessario ripristinarla.
- Forza interruzione – è comodo per essere sicuri che un’applicazione sia effettivamente chiusa e non consumi preziose risorse, mentre il primo ci permette di cancellare l’applicazione dallo smartphone. Viene mostrata una finestra di conferma, per evitare di cancellare applicazioni per sbaglio e dando una ulteriore conferma l’applicazione viene rimossa.
Ci sono però alcune applicazioni che non possono essere disinstallate dallo smartphone: si tratta delle applicazioni di sistema, inserite dal produttore nella configurazione iniziale e che possono essere cancellate solo sbloccando i permessi di root, un’operazione non priva di rischi. È comunque possibile disattivare le applicazioni che non ci interessano, nascondendole nel drawer delle applicazioni e impedendo loro di consumare risorse del sistema. Rimane lo spazio occupato nella memoria interna, ma quantomeno non vengono consumati dati, RAM e altre risorse di sistema in maniera inutile.
In conclusione
Siamo così giunti al termine della nostra guida che vi ha spiegato come configurare uno smartphone Android e trasferire i dati dal vecchio al nuovo smartphone. In alcuni casi, le schermate che vi abbiamo mostrato possono essere diverse da quelle visualizzate sul vostro dispositivo, a seconda della differente versione del sistema operativo utilizzato, ma in linea di massima il processo è rimasto molto simile negli anni.
Sugli smartphone diversi dai Pixel, ovvero quelli che offrono l’esperienza Google più completa, potrebbero mancare alcuni passaggi, mentre altri potrebbero essere presentati in ordine diverso, ma seguendo le indicazioni presentate nei vari paragrafi potrete essere certi che il vostro nuovo smartphone Android sia configurato correttamente.

