Nuovo capitolo nella saga degli aumenti derivanti dall’impennata dei costi delle RAM: l’ultimo produttore di smartphone Android a dovere rivedere i propri piani è Xiaomi che, dopo un iniziale tentativo di “assorbire” internamente l’aumento, ha ceduto.

Il produttore cinese ha definito la situazione insostenibile e ha annunciato aumenti (fino al 25%) per molti smartphone e tablet già esistenti. Andiamo quindi a scoprire quali sono i dispositivi per i quali cambia il prezzo e a ragionare sulle conseguenze che ciò avrà per i futuri modelli.

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Xiaomi “costretta” ad aumentare i prezzi dalla crisi delle RAM

La divisione giapponese di Xiaomi, ma immaginiamo che la situazione possa presto essere estesa anche ad altre divisioni regionali del produttore cinese, si è affidata ad un post su X per diffondere un annuncio importante per tutti i fan del brand (proposto di seguito tradotto in italiano):

Oggi abbiamo un annuncio importante da condividere con voi.

Come vi abbiamo già segnalato in precedenza, l’ambiente relativo ai costi di produzione si fa ogni giorno più complesso, anche a causa del forte aumento dei prezzi delle memorie.

Fin dalla nostra fondazione, siamo rimasti fedeli alla filosofia di “offrire prodotti eccellenti a un prezzo equo”. Abbiamo fatto ogni sforzo per assorbire l’impatto di questi rincari e mantenere stabili i listini, così da continuare a proporvi i nostri dispositivi al prezzo più accessibile possibile.

Tuttavia, i recenti aumenti dei costi hanno ormai raggiunto un livello tale da non poter più essere compensati esclusivamente dai nostri sforzi; per questo motivo, ci troviamo costretti a rivedere al rialzo i prezzi di alcuni prodotti già in commercio.

Confidiamo sinceramente nella vostra comprensione riguardo a questa decisione. Se state valutando l’acquisto di uno di questi articoli, vi suggeriamo di farlo prima dell’entrata in vigore dei nuovi prezzi.

Per quanto riguarda invece il nuovo smartphone il cui lancio è previsto per la prossima settimana, stiamo facendo tutto il possibile sul fronte del prezzo per renderlo quanto più accessibile a tutti i fan che lo attendono con entusiasmo. Continuate a seguirci per la presentazione ufficiale.

La presenza e il sostegno di voi fan, che continuate a supportare Xiaomi, sono la nostra vera forza motrice. Continueremo a relazionarci con voi con la massima trasparenza e a impegnarci per offrirvi prodotti innovativi ed esperienze che superino ogni aspettativa.

Grazie di cuore per il vostro costante supporto a Xiaomi.

Alcuni modelli già esistenti aumentano di prezzo

Xiaomi non si è limitata a dire di trovarsi costretta a “rivedere al rialzo i prezzi di alcuni prodotti già in commercio” ma ha fornito l’elenco dei dispositivi che subiranno l’aumento, ha quantificato l’aumento stesso e ha indicato la data di entrata in vigore del nuovo listino.

Come anticipato in precedenza, la situazione che dipingeremo di seguito è relativa al mercato giapponese ma, considerando che la crisi delle RAM è un fenomeno su scala globale, è molto probabile che qualcosa del genere possa avvenire anche dalle nostre parti.

Aumenti da martedì 1 settembre 2026

  • Xiaomi 17T Pro (aumento di 20.000 yen, circa 108 euro)
    • Versione 12+256 GB – passa da 119.800 yen a 139.800 yen
    • Versione 12+512 GB – passa da 139.800 yen a 159.800 yen
  • Xiaomi Pad 8 Pro
    • Versione 8+128 GB – passa da 89.980 yen a 94.980 yen (+5.000 yen, circa 27 euro)
    • Versione 12+512 GB – passa da 119.800 yen a 129.800 yen (+10.000 yen, circa 54 euro)
  • REDMI Pad 2 Pro (aumento di 2.000 yen, circa 11 euro)
    • Versione 6+128 GB – passa da 42.980 yen a 44.980 yen
  • REDMI Pad 2 (aumento di 3.000 yen, circa 16 euro)
    • Versione 4+128 GB – passa da 27.980 yen a 30.980 yen

Aumenti da venerdì 4 settembre 2026

  • POCO X8 Pro Max (aumento di 20.000 yen, circa 108 euro)
    • Versione 12+256 GB – passa da 79.980 yen a 99.980 yen
    • Versione 12+512 GB – passa da 89.980 yen a 109.800 yen
  • POCO X8 Pro (aumento di 20.000 yen, circa 108 euro)
    • Versione 8+256 GB – passa da 59.980 yen a 79.980 yen
    • Versione 8+512 GB – passa da 69.980 yen a 89.980 yen
    • Versione 12+512 GB – passa da 74.980 yen a 94.980 yen

Le indicazioni per i futuri modelli dell’azienda

Come avrete potuto comprendere dal post diffuso dalla divisione giapponese di Xiaomi, il produttore cinese ha dovuto aumentare i prezzi perché la strategia di assorbimento interno dell’aumento dei costi (dovuto principalmente alle memorie RAM) era diventata insostenibile.

Stando al più recente report di Counterpoint Research, le vendite di smartphone in Europa, anno su anno, relative al secondo trimestre sono calate in generale del 10% e, riguardo Xiaomi, sono passate dal 19% al 15%.

Il produttore cinese ha poi recentemente diffuso i risultati del secondo trimestre 2026, registrando la maggior parte del fatturato grazie a dispositivi IoT e smartphone, soprattutto sulla fascia premium. In calo, invece, le vendite di smartphone di fascia media e medio-bassa, quelle più colpite dalla crisi.

D’altronde, la memoria rappresenta un costo sempre più importante (e impattante) sul prezzo finale dei prodotti e tutti i brand cinesi hanno dovuto rivedere (o stanno rivedendo) la propria strategia aggressiva adottata finora.

A conclusione del post, Xiaomi menziona “il nuovo smartphone il cui lancio è previsto per la prossima settimana“, suggerendo che l’azienda stia facendo tutto il possibile per far sì che la nuova proposta sia accessibile a tutti i fan.

Sebbene non venga direttamente menzionato il modello, qualche giorno fa abbiamo visto che il produttore cinese dovrebbe lanciare gli inediti POCO X8 5G e POCO X8 Power 5G nelle fasi iniziali di settembre; le due tempistiche sembrano corrispondere.

Per il resto, la crisi non sembra essere destinata a finire o, almeno, a rallentare: in futuro aspettiamoci quindi dispositivi sempre più costosi (ciò si dovrebbe verificare anche con i nuovi iPhone attesi tra qualche settimana) o con poche innovazioni rispetto al passato, come abbiamo ad esempio visto sui Pixel più recenti che risultano un po’ conservativi.