A meno di due settimane dall’evento Made by Google dedicato in cui faremo ufficialmente la conoscenza della nuova serie Pixel 11 — che dovrebbe essere affiancata dalle Pixel Buds Pro 2 in una nuova colorazione esclusiva —, le indiscrezioni si moltiplicano di ora in ora ma in questo caso non ci portano nuovi dettagli tecnici sui prossimi smartphone di Mountain View, bensì fanno luce sulla chiacchierata funzionalità Pixel Glow, che alla fine dei conti potrebbe chiamarsi diversamente.

Segui TuttoAndroid su Google Discover

Pixel Glow ci sarà, ma si chiamerà HiLight

Mentre in quel di New York fervono gli ultimi preparativi per il lancio della famiglia di smartphone composta da Google Pixel 11Pixel 11 ProPixel 11 Pro XL e Pixel 11 Pro Fold, un leaker ha provato a fare chiarezza sulla funzionalità esclusiva nota finora come Pixel Glow.

I più attenti di voi ricorderanno probabilmente che il nome Pixel Glow era apparso per la prima volta nella Beta 4 di Android 17; nel frattempo, Big G l’ha esibito nel primo teaser ufficiale dei Pixel 11 e poi ancora in un secondo teaser dedicato a Pixel 11 Pro. Ebbene, quando tutti ci stavamo ormai abituando a questo nome, il leaker Dylan Roussel ha confermato che la funzionalità in questione non si chiamerà Pixel Glow, bensì HiLight. Questo nome sarebbe stato pensato dal team di Google per giocare con la parola “light”, ossia luce, e sul concetto di “highlight” (“mettere in evidenza”), che ben riassume l’utilità di questa nuova funzione.

Sì, perché già lo scorso aprile, dal codice di Android 17 Beta 4 — e, nello specifico, dall’app Impostazioni — era emersa la descrizione di una funzione che sfrutta “una luce e un colore discreti sul retro del dispositivo per segnalarti attività importanti quando è appoggiato a faccia in giù”, con particolare riferimento a:

  • Chiamate dai contatti preferiti
  • Conversazioni in corso con Gemini.

Insomma, il nome Hilight sarebbe stato scelto per identificare una funzione che mette in evidenza i contatti preferiti dell’utente e il fatto che Gemini sia all’opera. Resta da capire se e in che misura gli sviluppatori di terze parti avranno accesso ad HiLight per dare risalto ad altre attività e/o informazioni.