Nella giornata di ieri abbiamo assistito al keynote d’apertura del Google I/O 2023, sede in cui il colosso ha svelato al mondo il futuro dei Pixel grazie all’annuncio di Pixel 7a, Pixel Tablet e il tanto atteso primo pieghevole dell’azienda: Google Pixel Fold. Come spesso accade in queste conferenze delle cosiddette big tech, largo spazio è stato concesso a numeri e statistiche, utili per fare il punto della situazione dell’ecosistema Google e mostrare le tendenze prominenti dell’industria.

I numeri e le parole che hanno dominato il Google I/O 2023

La kermesse del Google I/O non ha fatto eccezione, anzi è stata l’occasione per l’azienda di mostrare e raccontare lo stato attuale dei propri prodotti e servizi attraverso i numeri. Parlando di tendenze, impossibile rimanere indifferenti al ruolo centrale riservato all’intelligenza artificiale negli annunci di Big G che non si è risparmiata nel menzionare la rivoluzionaria tecnologia ogni qualvolta ne avesse la possibilità. Ecco i numeri del Google I/O e le parole che hanno dominato l’evento.

Google Bard arriva in 180 paesi e supporterà due nuove lingue

Nel corso della conferenza, Google ha annunciato la rimozione della lista d’attesa per Bard aprendo, di fatto, l’anteprima del proprio chatbot basato sull’intelligenza artificiale, a più di 180 Paesi (tra cui l’Italia). In aggiunta esso espande il supporto a due nuove lingue, giapponese e coreano le quali si aggiungeranno alle oltre 40 in arrivo nei prossimi mesi.

Google I/O

La casa di Mountain View ha sfoggiato le potenzialità del proprio chatbot AI il quale sarà in grado di comprendere e scrivere codice in più di 20 linguaggi di programmazione. Gli sviluppatori ringraziano.

Google Lens taglia il traguardo dei 12 miliardi di ricerche

Google Lens rappresenta uno dei pilastri dell’ecosistema dell’azienda e, a buon motivo, una funzione alquanto popolare tra gli utenti come dimostrano i 12 miliardi di ricerche mensili comunicati da Google nel corso del keynote. Un numero gigantesco che da solo aiuta a comprendere l’egemonia del colosso nel campo della ricerca sul web.

Nonostante ciò, Big G non sembra volersi adagiare sugli allori vista l’imminente integrazione di Google Lens con Bard.

Qualcuno ha detto AI?

Lo sappiamo, l’intelligenza artificiale è l’argomento più chiacchierato del settore e non solo; ogni giorno aziende, dalle più grandi alle più piccole, si affrettano per annunciare e implementare funzioni legate a questa tecnologia le cui potenzialità sono ancora tutte da scoprire.

Google, seppur con colpevole ritardo rispetto alla concorrenza, è una dei protagonisti della corsa frenetica all’IA e il Google I/O è stata l’occasione ideale per sfoggiare i progressi fatti finora e il modo in cui l’IA diverrà un elemento cruciale del proprio ecosistema pur rimarcando il proprio impegno verso un suo sviluppo sostenibile nel rispetto dell’etica e della privacy degli utenti.

Tutto questo ha portato il CEO di Google e Alphabet, Sundar Pichai, a menzionare numerose volte l’AI finendo per suscitare la fantasia degli utenti su Twitter; uno fra questi, il giornalista di The Verge Tom Warren, ha realizzato una clip contenente i momenti in cui è stata ripetuta la parola AI. Qualora qualcuno dovesse chiedervi quale sia l’argomento dominante nel panorama tecnologico attuale sapete cosa mostrargli.

800 milioni di persone utilizzano il protocollo RCS

Google ha approfittato delle kermesse del Google I/O per tornare a stuzzicare Apple riguardo l’adozione dello standard RCS, il protocollo di messaggistica aperto creato da Google per sostituire gli SMS e che punta a fornire un elevato livello di sicurezza senza le costrizioni degli attuali sistemi di messaggistica, primo fra tutti iMessage.

Durante il keynote di ieri, Google ha affermato che sono oltre 800 milioni le persone che utilizzano RCS a livello globale (numero in crescita rispetto ai 500 milioni dello scorso anno), aggiungendo che questo numero potrebbe essere molto più alto se ogni sistema operativo recepisse il messaggio, adottando il suddetto protocollo.

Google I/O

Il colosso, nella persona del Vice Presidente di Android, Sameer Samat, ha ribadito la propria mission in questo ambito ovvero la creazione di una rete di comunicazione globale unificata che possa consentire a tutti gli utenti di comunicare liberamente tra loro a prescindere dal sistema operativo adottato.

100 miliardi di chiamate spam bloccate

Google ha orgogliosamente annunciato che la propria funzione di filtro chiamate (Call Screen) sui dispositivi Pixel e  funzioni simili sugli altri smartphone Android hanno contribuito a bloccare più di 100 miliardi tra chiamate e messaggi solo lo scorso anno.

Oltre 50 applicazioni ottimizzate per tablet

Google ha ufficializzato il suo ritorno nel settore dei tablet con il lancio del nuovo Pixel Tablet, una mossa che ha accelerato i progressi nel campo delle applicazioni per questa categoria di dispositivi, spesso trascurate rispetto alla controparte per smartphone. Ebbene, come spesso accade con il rilascio di un hardware Made by Google, l’azienda illumina la strada da percorrere agli sviluppatori stabilendo gli standard della categoria e, come in questo caso, mostrando le potenzialità delle applicazioni sviluppate appositamente per tablet.

Il colosso californiano ha annunciato che oltre 50 applicazioni Google sono state aggiornate e ottimizzate per consentire di ottenere il massimo dalle maggiori dimensioni dello schermo. E lo sviluppo ha coinvolto anche sviluppatori di terze parti, per essere sicuri che l’esperienza fosse sempre fluida e visivamente appagante, senza peggiorare l’usabilità.

5 volte più smartwatch con Wear OS 3

Wear OS 3 rappresenta indubbiamente uno degli aggiornamenti più importanti della piattaforma e a beneficiarne sono soprattutto gli OEM, Samsung in particolare, grazie ai quali il numero di smartwatch Wear OS 3 è ora di 5 volte superiore rispetto al Google I/O 2021, sede in cui è stato presentato.

Google I/O

Peraltro, in occasione del keynote di ieri l’azienda ha fornito un piccolo assaggio delle future novità in arrivo con Wear OS 4; sintomo di una piattaforma in costante miglioramento.

Pixel 7a e il sensore della fotocamera più grande del 72%

Come accennato in apertura, Google ha finalmente presentato al mondo il Pixel 7a, dispositivo la cui aura di mistero è durata ben poco vista la mole di rumor e indiscrezioni di cui è stato protagonista nelle scorse settimane. Lo smartphone (che abbiamo recensito qui) si profila come il candidato ideale per conquistare quote di mercato nella fascia media, raccogliendo l’eredità del Pixel 6a di cui migliora le caratteristiche in alcuni aspetti cruciali: primo fra tutti, il comparto fotografico completamente rinnovato che vanta un nuovo sensore principale Sony IMX787 da 64 megapixel, che fa segnare un netto passo in avanti per quanto concerne le dimensioni, del 72% superiori (1/1,73” contro 1/2,55”) rispetto al predecessore.

1899 euro, il prezzo del gioiellino Google Pixel Fold

Dulcis in fundo, il protagonista più atteso dell’intera conferenza ovvero Google Pixel Fold, anch’esso protagonista di un’infinità di indiscrezioni, è il dispositivo che segna l’ingresso di Google nel mondo dei pieghevoli, un settore ancora relativamente giovane e sicuramente inesplorato per la casa di Mountain View. Tra le specifiche tecniche di rilievo e l’interpretazione Made by Google del nuovo form factor, che vi invitiamo ad approfondire nel nostro articolo dedicato, il numero che balza all’occhio è 1899, il prezzo in euro della variante 12/256 GB del gioiellino di Big G.

Una cifra tutt’altro che sorprendente viste le specifiche premium del dispositivo il quale sembra avere tutte le carte in regole per dare del filo da torcere agli altri pieghevoli sul mercato, primo fra tutti Samsung Galaxy Z Fold4, e con i quali si allinea anche nei costi.

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