Google Maps, così come le altre principali soluzioni di navigazione satellitare, solitamente adotta un approccio che funziona allo stesso modo, ossia prendendo in considerazione soltanto il conducente e il traffico in generale, fornendo così le relative indicazioni per raggiungere il punto di destinazione nel minor tempo possibile.

Questo genere di approccio, tuttavia, può generare dei problemi nel caso in cui incidenti, lavori stradali o altri imprevisti costringano improvvisamente tutti gli utenti a percorrere la stessa deviazione, causando una congestione di una strada già sotto stress.

Ebbene, Google ha deciso di provare a testare un nuovo approccio, basato su un concetto di navigazione più “collaborativo” tra i vari utenti.

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Come cambia la navigazione su Google Maps

Il nuovo sistema studiato dal colosso di Mountain View, già ampiamente sperimentato nelle principali città statunitensi, non ha come primario obiettivo soltanto ottimizzare il tempo di percorrenza dei singoli utenti, in quanto l’algoritmo si preoccupa anche dell’efficienza dell’intera rete di trasporto.

In pratica, la nuova soluzione di Google Maps indirizza i singoli automobilisti verso percorsi alternativi, in modo da decongestionare proattivamente i tratti stradali che somo cronicamente intasati, con i conseguenti benefici per la collettività. 

Sebbene questo nuovo sistema sia stato usato con una frequenza bassa (appena il 2% di tutti i viaggi analizzati), la velocità media sui tratti esaminati è aumentata di circa il 2%, con una riduzione del consumo di carburante di circa l’1%.

Si tratta, pertanto, di una soluzione che, se adottata su larga scala, potrebbe influire in modo rilevante non solo sulla gestione del traffico ma anche sui consumi di carburante.

Resta da capire quanto affidabile sia il nuovo sistema studiato dal colosso di Mountain View, che a qaunto pare mira a posizionarsi come fornitore di servizi di gestione del traffico per i governi.