Quando colleghiamo delle cuffie Bluetooth a uno smartphone Android, normalmente ci limitiamo ad accoppiarle e iniziamo ad ascoltare musica senza preoccuparci troppo di ciò che succede dietro le quinte. In realtà però, il telefono potrebbe offrire molte più possibilità di quelle visibili nelle normali impostazioni Bluetooth, soprattutto per quanto riguarda il codec utilizzato per trasmettere l’audio.

Android infatti, integra diversi codec Bluetooth e, a seconda dello smartphone e delle cuffie utilizzate, è possibile scegliere tra SBC, AAC, aptX, aptX HD, aptX Adaptive, LDAC e LHDC. Il problema è che molte di queste opzioni rimangono nascoste e possono essere visualizzate soltanto accedendo alle impostazioni sviluppatore.

Segui TuttoAndroid su Google Discover

Come accedere ai codec Bluetooth nascosti di Android

Se prendiamo per esempio delle cuffie che tecnicamente supportano aptX di Qualcomm, nelle normali impostazioni Bluetooth di uno smartphone può comparire soltanto LDAC come opzione ad alta definizione, insieme a SBC per la riproduzione standard; in alcuni casi inoltre, il telefono potrebbe non mostrare nemmeno un’opzione dedicata a un codec HD.

Per vedere cosa è realmente disponibile bisogna prima associare normalmente le cuffie allo smartphone, quindi aprire le Impostazioni e recarsi nella sezione dedicata alle Opzioni sviluppatore; qui bisogna scorrere fino alla sezione relativa a Rete/Bluetooth e cercare voci come Codec audio Bluetooth, Qualità di riproduzione LDAC e Bit audio per campione. La prima permette di visualizzare l’elenco dei codec disponibili.

Ovviamente, la presenza di una determinata voce non significa necessariamente che quella modalità funzionerà, il supporto dipende dall’hardware dello smartphone e dalle cuffie, oltre che dalle scelte dei singoli produttori.

Pubblicità-44%MOVA Z60 Ultra Roller

SBC, LC3, AAC e aptX: cosa cambia tra i diversi codec

Il codec più comune è SBC, ovvero quello obbligatorio per tutti i dispositivi Bluetooth che utilizzano il profilo A2DP, è stato progettato per essere relativamente semplice da implementare e utilizzare, considerando i limiti di larghezza di banda e capacità di elaborazione del Bluetooth dell’epoca.

SBC suddivide il segnale audio in otto sottobande e utilizza un’allocazione dinamica dei bit per comprimere soprattutto le informazioni meno importanti dal punto di vista percettivo. Le implementazioni standard possono arrivare a circa 345 kbps, mentre alcune varianti SBC XQ raggiungono i 512 kbps; il codec rimane però limitato all’audio a 48 Hz e 16 bit e presenta una latenza dell’ordine dei 100-200 ms.

In pratica, SBC è il codec di fallback che funziona quasi sempre, ma se telefono e cuffie supportano una soluzione migliore non c’è generalmente motivo di selezionarlo manualmente.

Un’alternativa più moderna è LC3, annunciato dal Bluetooth SIG nel 2020 come successore di SBC per i dispositivi Bluetooth 5.2 e successivi. Offre una qualità superiore a SBC allo stesso bitrate, consuma meno energia, gestisce meglio la perdita dei pacchetti e può funzionare anche a bitrate inferiori per ridurre le interruzioni. Rimane però limitato a 48 kHz, 16 bit e 345 kbps, il suo ruolo è soprattutto legato alla nuova architettura Bluetooth LE Audio, motivo per cui potrebbe non comparire ancora nel selettore dei codec degli smartphone Android.

C’è poi AAC, un formato di compressione con perdita molto diffuso anche al di fuori del Bluetooth. La sua efficacia dipende dall’implementazione: sui dispositivi Android vengono comunemente utilizzati bitrate tra 128 e 320 kbps, mentre l’iPhone utilizza generalmente 256 kbps.

AAC sfrutta tecniche psicoacustiche per eliminare o ridurre le informazioni che l’orecchio umano percepisce con maggiore difficoltà, per questo può offrire una buona qualità senza richiedere bitrate particolarmente elevati. La compatibilità è uno dei suoi principali punti di forza, anche se il risultato può cambiare sensibilmente tra diversi smartphone Android.

Tra i codec più conosciuti troviamo poi aptX, che in realtà non identifica una singola tecnologia, ma una vera e propria famiglia di codec Qualcomm. Le varianti principali sono aptX Classic, aptX HD, aptX Adaptive e aptX Lossless.

aptX utilizza un sistema di codifica basato sulla differenza tra un campione audio e un valore previsto, mentre il segnale viene suddiviso in quattro sottobande. aptX HD aumenta il bitrate fino a 576 kbps e introduce il supporto a 24 bit e 48 kHz.

aptX Adaptive segue invece un approccio dinamico: modifica il bitrate in base alla qualità della connessione wireless, privilegiando la qualità quando il collegamento è stabile e riducendola quando interferenze o distanza aumentano il rischio di interruzioni. Le revisioni più recenti supportano anche audio compresso a 24 bit e 96 kHz e hanno introdotto aptX Lossless.

Quest’ultimo punta invece a mantenere una qualità CD a 16 bit e 44,1 kHz senza perdita di dati, arrivando fino a 1,2 Mbps in condizioni ottimali. Se sono disponibili più varianti aptX, Adaptive rappresenta generalmente la soluzione più flessibile, mentre Losseless è quella da prendere in considerazione se l’obbiettivo specifico è mantenere la qualità CD senza perdita.

LDAC e LHDC puntano sulla qualità, ma il bitrate non è tutto

LDAC è il codec proprietario sviluppato da Sony e introdotto nel 2015, il suo principale punto di forza è l’elevato bitrate, con tre modalità da 330, 660 e 990 kbps, oltre al supporto per audio a 24 bit e 96 kHz.

Il funzionamento interno è più complesso di quello di SBC e aptX e utilizza una rappresentazione basata sulla Trasformata Discreta del Coseno Modificata (MDCT), suddividendo l’audio in un numero molto elevato di bande di frequenza. Anche LDAC utilizza tecniche psicoacustiche per ridurre le informazioni meno percepibili.

C’è però un aspetto particolarmente importante, la modalità predefinita di LDAC è best effort. Il codec può quindi passare automaticamente tra i tre livelli di bitrate in funzione della qualità della connessione. Per essere certi di utilizzare la modalità alla massima qualità bisogna selezionarla manualmente nelle impostazioni sviluppatore.

Questo non significa comunque che 990 kbps sia sempre la scelta migliore, se il collegamento è instabile e il bitrate più elevato provoca frequenti interruzioni, 660 kbps o persino un altro codec possono garantire un’esperienza complessivamente migliore.

Un altro protagonista è LHDC, che sulla carta presenta caratteristiche simili a LDAC. I profili più comuni utilizzano bitrate da 400, 560 e 900 kbps, mentre LHDCv5 amplia la gamma da 128 fino a 1.400 kbps e introduce il supporto a 24 bit, 192 kHz Hi-Res e Lossless.

Google ha inoltre introdotto il supporto a LHDC sui Pixel con Android 17, anche se l’opzione viene mostrata soltanto quando sono collegate cuffie compatibili; il supporto a questo codec sta crescendo soprattutto tra auricolari e cuffie dei produttori asiatici, rendendolo una valida alternativa a LDAC.

Perché LDAC rimane il codec HD predefinito di Android

A questo punto potrebbe sorgere spontanea una domanda: se Android supporta così tanti codec, perché LDAC continua a essere l’opzione HD predefinita?

La risposta è legata soprattutto al modo in cui Sony ha integrato il codec nell’ecosistema Android. Il supporto a LDAC è arrivato nel sistema operativo con Android 8.0, insieme all’integrazione del codice sorgente e del binario dell’encoder; questo significa che i produttori non hanno dovuto procurarsi separatamente un encoder proprietario.

La situazione era diversa per codec come aptX, legati ad accordi di licenza opzionali. LDAC ha quindi potuto diventare una soluzione ad alta qualità disponibile su un’ampia gamma di smartphone e cuffie.

I produttori Android possono comunque modificare l’ordine di priorità dei codec e, sui dispositivi che supportano tecnologie come aptX Lossless o LHDC possono decidere di utilizzare queste soluzioni come impostazione predefinita.

In definitiva, quindi, non esiste un codec Bluetooth universalmente migliore. Il bitrate è soltanto uno degli elementi da considerare, contano anche compatibilità, stabilità della connessione, latenza, consumo energetico e qualità dell’implementazione sullo specifico smartphone e sulle cuffie.

Inseguire il numero più alto, quindi, non è necessariamente la scelta giusta. Se LDAC a 990 kbps introduce interruzioni mentre AAC o aptX Adaptive rimangono stabili, questi ultimi possono offrire un’esperienza di ascolto migliore. Le impostazioni sviluppatore di Android permettono semplicemente di avere maggiore controllo su questo compromesso, senza trasformare automaticamente il bitrate più elevato nella soluzione migliore.