Perdere gli auricolari, lo smartphone o qualsiasi altro dispositivo elettronico è un’esperienza comune a tutti. Dalla disattenzione a un piccolo incidente, può capitare di non ricordare dove si è messo il dispositivo che si sta cercando. Un aiuto potrebbe presto arrivare da Google e più precisamente da Android. Analizzando la versione 26.36.30 di Google Play Services, il colosso di Mountain View starebbe lavorando a due funzioni pensate per chi utilizza cuffie, tag e altri accessori Bluetooth collegati al proprio smartphone Android. Un lavoro che segue le recenti novità su Find Hub, il servizio che riunisce la localizzazione di dispositivi, tag e gadget tech. Google ha infatti aggiornato Find Hub introducendo la nuova scheda per gli oggetti ricordati da Gemini, che permette a Gemini di salvare la posizione di oggetti privi di un localizzatore fisico.

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Notifiche quando si dimentica un accessorio

Nel codice della versione di Google Play Services sono emerse stringhe di testo che fanno riferimento a un sistema di notifiche per gli oggetti dimenticati, ossia degli avvisi che scatterebbero quando ci si allontana da cuffie o tag Bluetooth associati al proprio account.

Una funzione simile è già presente su alcuni prodotti di altri marchi (come Galaxy Buds di Samsung) che avvisano il proprietario quando si allontana troppo dal dispositivo. Per evitare notifiche superflue, il sistema sul quale è al lavoro il team di Google includerebbe anche un meccanismo di geofencing in grado di sospendere gli avvisi quando l’accessorio viene lasciato volontariamente in un luogo conosciuto, come la propria abitazione. Non è ancora chiaro se la gestione di questa funzione avverrà direttamente dall’app Find Hub o da un’altra sezione delle impostazioni di sistema.

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Il ritorno di chiamata dal tag al telefono

La seconda funzione individuata nel codice andrebbe nella direzione opposta rispetto alla prima, permettendo cioè di ritrovare lo smartphone tramite l’accessorio a cui è collegato. Le stringhe di testo farebbero riferimento a una funzione di “reverse ringing”, che consentirebbe di premere due volte il pulsante fisico di un tag per far squillare il telefono associato, a patto che quest’ultimo si trovi nel raggio d’azione del Bluetooth.

La funzione farebbe squillare lo smartphone anche con la modalità Non disturbare attiva o con la suoneria silenziata. Anche in questo caso non si tratterebbe di una novità assoluta nel panorama Android. Motorola, per esempio, aveva introdotto una funzione simile su Moto Tag, il suo localizzatore Bluetooth compatibile con la rete Trova il mio dispositivo di Google.

Al momento nessuna delle due funzionalità è attiva o utilizzabile e non sono stati resi noti tempi di rilascio. Trattandosi dell’analisi del codice di una versione dell’app non ancora distribuita a tutti gli utenti, esiste sempre la possibilità che le funzioni individuate non arrivino mai in una versione pubblica dell’applicazione, oppure che vengano modificate in modo sostanziale rispetto a quanto emerso finora.