Google continua a lavorare sull’integrazione di Gemini all’interno dell’ecosistema dedicato alla casa, con un nuovo aggiornamento che introduce alcuni miglioramenti sia per l’assistente disponibile su altoparlanti e display, sia per l’app Google Home. Le novità, comunicate il 2 settembre 2026 nell’ambito dell’accesso anticipato di Gemini per la casa, puntano soprattutto a rendere più naturale l’interazione con i dispositivi domestici e più semplice la gestione delle automazioni.

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Gemini per la casa diventa più versatile con i comandi vocali

Una delle modifiche più interessanti riguarda proprio il modo in cui Gemini interpreta i comandi vocali sugli altoparlanti e sui display compatibili. L’assistente è ora in grado di comprendere una gamma più ampia di richieste relative ai controlli multimediali e alla gestione dei dispositivi presenti in casa, permettendo inoltre di combinare azioni all’interno della stessa frase.

Si tratta di un’evoluzione che può rendere le interazioni quotidiane decisamente più rapide, perché non è necessario impartire necessariamente un comando alla volta. Per esempio, è possibile chiedere a Gemini di spegnere le luci mentre interrompe la riproduzione della musica, oppure di passare alla canzone successiva e contemporaneamente accendere le luci in giardino.

La combinazione tra controlli multimediali e comandi dedicati alla smart home permette quindi di eseguire più operazioni attraverso una singola richiesta vocale. Tra gli esempi forniti da Google c’è anche la possibilità di intervenire sui sottotitoli durante la riproduzione di un video, chiedendo semplicemente di disattivarli.

L’obbiettivo sembra essere quello di rendere Gemini meno vincolato alla struttura rigida dei comandi vocali tradizionali, avvicinandolo maggiormente a una conversazione naturale nella quale l’utente può formulare richieste più articolate senza dover specificare ogni singola operazione separatamente.

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Risolti anche alcuni problemi con sveglie ed elenchi

L’aggiornamento non riguarda però soltanto le nuove capacità dell’assistente, Google segnala anche la risoluzione di alcuni problemi che, per una parte degli utenti, impedivano di creare o modificare correttamente sveglie ed elenchi.

Si tratta di correzioni meno appariscenti rispetto alle nuove funzioni vocali, ma potenzialmente importanti nell’utilizzo quotidiano di Gemini per la casa, considerando che sveglie, promemoria ed elenchi rappresentano alcune delle attività più comuni affidate a un assistente vocale.

È stato inoltre sistemato un problema nell’interfaccia delle impostazioni che poteva creare confusione riguardo al supporto di Google Keep. Google ha infatti chiarito che Keep continua a essere un’app supportata, eliminando così un’ambiguità presente nella relativa schermata delle impostazioni.

Google Home migliora la gestione delle automazioni

Le novità proseguono all’interno dell’app Google Home, dove l’aggiornamento introduce alcuni cambiamenti dedicati alle automazioni. In questo caso Google interviene soprattutto sull’organizzazione delle funzioni e sulla gestione della privacy quando vengono utilizzate integrazioni con applicazioni di terze parti.

L’app ora rispetta le restrizioni di visibilità configurate dalle applicazioni di terze parti, questo significa che le routine impostate come private all’interno di queste applicazioni non dovrebbero più comparire nell’elenco generale delle automazioni di Google Home, evitando che elementi che l’utente ha scelto di mantenere nascosti finiscano nella gestione della casa.

È un cambiamento che punta quindi a rendere più coerente il comportamento delle automazioni tra Google Home e i servizi esterni, evitando di mostrare nell’app informazioni che le applicazioni di origine hanno contrassegnato come private.

Sempre nell’editor delle automazioni arriva inoltre un piccolo ma utile miglioramento dell’organizzazione. Starter, condizioni e azioni vengono ora ordinati alfabeticamente, rendendo più semplice individuare rapidamente una determinata funzione o caratteristica associata ai dispositivi della propria casa.

Si tratta di una modifica apparentemente secondaria, ma che può diventare particolarmente utile all’interno di configurazioni più complesse, dove il numero di dispositivi, condizioni e azioni disponibili può crescere rapidamente. Un ordinamento più prevedibile dovrebbe permettere di trovare ciò che serve senza dover scorrere manualmente un elenco organizzato in modo differente.

Nel complesso, l’aggiornamento del 2 settembre conferma quindi il percorso intrapreso da Google per rendere Gemini un componente sempre più centrale anche nella gestione della smart home; da una parte l’assistente diventa più flessibile nell’interpretazione dei comandi vocali, soprattutto quando devono essere eseguite più azioni contemporaneamente, dall’altra Google Home riceve interventi più mirati alla privacy e alla gestione delle automazioni.

Le novità sono al momento indicate da Google nell’ambito dell’accesso anticipato di Gemini per la casa, quindi la disponibilità può variare in base agli utenti, ai dispositivi e alle funzionalità coinvolte.