Amazon ha deciso di spingere ancora più a fondo sull’integrazione dell’intelligenza artificiale nella propria app, ma l’ultima funzionalità annunciata solleva più di qualche perplessità e si può inserire tranquillamente nella categoria di novità di cui nessuno sentiva il bisogno e che, anzi, mette in cattiva luce questa tecnologia.

Da qualche giorno, l’applicazione di shopping negli Stati Uniti pare stia iniziando a generare immagini di prodotti mentre l’utente digita i termini di ricerca nella barra. Il problema? Quei prodotti non esistono.

L’azienda di Bezos sta inserendo funzionalità AI praticamente ovunque nella propria app, e questa nuova aggiunta rappresenta forse l’esempio più discutibile di come l’intelligenza artificiale possa essere applicata in modi che lasciano francamente perplessi.

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Come funziona la generazione di immagini nella ricerca

Mentre si digitano parole nella barra di ricerca, l’AI di Amazon genera in tempo reale immagini di prodotti che corrispondono alla descrizione inserita. Il problema, ed è un problema non da poco, è che il prodotto visualizzato non esiste realmente nel catalogo Amazon. Quella immagine serve come riferimento visivo per “trovare prodotti che assomigliano a queste immagini AI”, secondo il colosso.

Amazon spiega che la funzionalità è pensata per colmare il divario tra “immaginazione” e “scoperta del prodotto”. L’esempio portato dall’azienda riguarda l’abbigliamento in cui un cliente potrebbe desiderare una maglia con un particolare tipo di colletto ma non conoscere il termine tecnico “collo a scialle”, oppure un divano con pannelli laterali intrecciati senza sapere che quel materiale si chiama “rattan”.

Ora, mentre i clienti cercano prodotti usando un linguaggio descrittivo, come colore, texture o pattern, le immagini generate dall’AI prendono forma istantaneamente nei suggerimenti sotto la barra di ricerca, modificandosi e raffinandosi con ogni parola aggiunta“, ha spiegato Amazon nel comunicato ufficiale. “I clienti possono toccare l’immagine generata che meglio si allinea con la loro visione e acquistare prodotti visivamente simili“.

La funzione è disponibile da qualche giorno per le categorie abbigliamento e casa, con altre categorie in arrivo nel tempo.

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Altre novità AI nell’app Amazon

Oltre alla generazione di immagini nella ricerca, Amazon sta introducendo diverse altre funzionalità basate sull’intelligenza artificiale nella propria app. Tra queste figurano i “collage generati dall’AI” per aiutare i clienti a “comprare per stile”, la possibilità di aggiungere testo alle ricerche per immagini e una scorciatoia “più simile a questo” per trovare prodotti visivamente simili.

Amazon Lens Live potrà interagire con il mondo reale e rispondere a domande, mentre Lens otterrà anche una scorciatoia nella schermata principale e una funzione “cerchia per cercare” che ricorda quella introdotta da Google sui dispositivi Android.

Il rischio di confondere i clienti

Come accennato in apertura, la perplessità principale riguarda l’utilità effettiva di questa funzione. Le persone vanno su Amazon per acquistare prodotti reali e fisici che poi potranno acquistare per davvero, quindi avere un’intelligenza artificiale che prende la ricerca e crea cose che non esistono appare quantomeno controintuitivo.

Usare l’AI per analizzare i milioni di immagini di prodotti reali presenti su Amazon e mostrarle durante una ricerca sarebbe un’altra cosa, ma creare prodotti dal nulla rischia di generare confusione nei clienti che improvvisamente non riescono a trovare un prodotto che corrisponde a quello che Amazon ha appena mostrato loro nella ricerca.

L’idea di Amazon di colmare il divario tra ciò che l’utente sta cercando e ciò che effettivamente esiste è buona sulla carta e può avere senso, ma non se l’app si limita a generare qualsiasi cosa l’utente descriva senza verificare che esista davvero nel catalogo.

Il rischio concreto è quello di creare aspettative che poi non possono essere soddisfatte, con clienti frustrati che cercano invano un prodotto che hanno visto ma che, semplicemente, non è mai stato prodotto da nessuno e che, nel peggiore dei casi, abbandonano l’app.

Come ha fatto notare qualcuno online, c’è poi la questione dello spreco di risorse computazionali per cui generare immagini AI in tempo reale per ogni ricerca rappresenta un utilizzo significativo di potenza di calcolo per una funzionalità dal valore pratico tutto da dimostrare.