Chi è abbonato ad Amazon Prime apprezza molto la natura all-inclusive del pacchetto, che include spedizioni gratuite, Prime Video, Music Prime e persino una piattaforma di cloud gaming. Un’offerta ricca, certo, ma che ultimamente sembra stia subendo un processo di lenta erosione. Prima è toccato a Prime Video, che ha introdotto la pubblicità per gli abbonati e successivamente ha messo i contenuti in 4K dietro un ulteriore paywall. Ora, stando a quanto emerso nelle ultime ore, potrebbe essere il turno di Music Prime.
Amazon ha infatti avviato una modifica alla propria offerta musicale in India. E così, gli utenti che accedono a Music Prime tramite l’abbonamento standard si troveranno presto a fare i conti con interruzioni pubblicitarie durante l’ascolto. La notizia è emersa dopo che alcuni abbonati hanno ricevuto una comunicazione via email che li informava dei cambiamenti imminenti al proprio piano musicale.
La mossa si inserisce peraltro in uno scenario ben più ampio, con Amazon che ha scelto l’India come mercato in cui lanciare per la prima volta Music Unlimited, il piano a pagamento separato che offre un’esperienza senza pubblicità e con maggiore controllo sulla riproduzione. Introdurre gli annunci nel livello base è, in sostanza, un modo per spingere gli utenti a fare l’upgrade verso l’offerta premium.
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Fino a quando il resto del mondo sarà al sicuro?
Dopo che la notizia ha iniziato a circolare, anche un utente australiano avrebbe segnalato di aver ricevuto una comunicazione simile, alimentando i timori che il cambiamento potesse riguardare più mercati contemporaneamente. Android Authority ha quindi contattato direttamente Amazon per fare chiarezza, e la risposta dell’azienda è stata piuttosto chiara, con le modifiche annunciate che riguardano esclusivamente il mercato indiano.
Gli abbonati italiani possono quindi per ora tirare un sospiro di sollievo.
Il problema è che non sappiamo cosa accadrà in futuro
Tuttavia, la dichiarazione di Amazon lascia aperta una porta che molti avrebbero preferito vedere sbarrata. L’azienda ha specificato che le modifiche sono “specifiche all’offerta in India”, una formulazione che non esclude affatto interventi analoghi in altri Paesi in futuro. E guardando al percorso intrapreso negli ultimi anni con Prime Video (prima la pubblicità, poi i contenuti premium a pagamento) è difficile non chiedersi se si tratti di una tendenza destinata a espandersi.
Il modello sembra insomma collaudato. Prima si introduce il cambiamento in un mercato di test o comunque percepito come meno sensibile alle reazioni, si valuta la risposta degli utenti e, se i numeri reggono, si procede con il rollout globale.

