Qualche giorno fa Google ha annunciato che Quick Share è diventato compatibile con AirDrop, abilitando la condivisione dei file nelle vicinanze tra i dispositivi Android e gli iPhone e sorprendendo Apple, ignara di tutto e non coinvolta nello sviluppo (che è stata a tutti gli effetti un’opera di reverse engineering).
Dall’annuncio si può evincere chiaramente che, nonstante questa potenzialità sia attualmente disponibile solo sui Pixel 10, in futuro sarebbe stata estesa anche ad altri dispositivi Android. A confermare ciò e a suggerire che non ci vorrà molto, ci ha pensato Qualcomm tramite l’account ufficiale dedicato ai chip Snapdragon.
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Il Quick Share “potenziato” arriverà presto sui dispositivi con SoC Snapdragon
Tramite l’account Snapdragon su X, Qualcomm ha citato il post di Google in cui viene annunciata la compatibilità di Quick Share con AirDrop e ha detto di non vedere l’ora che “le persone possano utilizzare questa funzionalità, una volta abilitata su Snapdragon, nel prossimo futuro”.
Non vengono forniti dettagli precisi su quando ciò avverrà e non vengono fornite indicazioni su quali saranno i dispositivi coinvolti. Anche Nothing, tramite l’account ufficiale su X di Carl Pei, ha fatto sapere che di essere all’opera per implementare questa funzionalità sui propri dispositivi
L’unica certezza, dunque, è che la possibilità di scambiare file nelle vicinanze tra dispositivi Android e iPhone non rimarrà un’esclusiva dei Pixel (in questo articolo vi abbiamo spiegato come sfruttare la potenzialità con un Pixel 10 e un iPhone).
Can’t wait for people to use this once enabled on Snapdragon in the near future. https://t.co/IUvT23p5pq
— Snapdragon (@Snapdragon) November 21, 2025
Niente assist dall’UE: Google ha fatto tutto da sola
Come anticipato in apertura, Google ha effettivamente colto Apple di sorpresa nell’annunciare questa potenzialità di Quick Share (tant’è che dalle parti di Cupertino stanno pensando a un’eventuale contromossa), sviluppata con tecniche di reverse engineering.
Nonostante Big G non ne abbia parlato nell’annuncio, voci di corridoio hanno suggerito che il colosso di Mountain View potesse sfruttare un assist fornito dall’Unione Europea (più precisamente dal DMA) che avrebbe costretto Apple ad accantonare AWDL (Apple Wireless Direct Link) in favore dello standard del settore, ovvero il protocollo Wi-Fi Aware.
Analizzando bene i documenti UE, si evince che Apple non ha avuto nessuna forzatura nell’accantonare AWDL: più semplicemente, l’obbligo è quello di implementare Wi-Fi Aware ma AWDL sarebbe potuto rimanere (e così è stato) come base di AirDrop.
La cosa sorprendente, dunque, è che Google sia riuscita a rendere Quick Share compatibile con AirDrop senza vantaggi, aggiungendo il supporto ad AWDL direttamente nel suo meccanismo di condivisione nelle vicinanze.

