Recensione ASUS ZenFone 7 Pro – ZenFone 7 e ZenFone 7 Pro sono i nuovi arrivati top di gamma del 2020 dell’azienda taiwanese, proposti ad un prezzo di listino rispettivamente di 699 Euro (8/128 GB) e 799 Euro (8/256 GB). Differiscono tra loro unicamente per la presenza, su 7 Pro, di processore Snapdragon 865+, 256 GB di memoria e un sensore fotografico aggiuntivo. Per il resto sono perfetti gemelli e, dopo aver osservato ZenFone 7 Pro nella nostra video anteprima, è giunto il momento di trarre delle conclusioni.

Non perdiamo tempo e diamo un occhio più da vicino a questo smartphone concreto e ben equipaggiato ma con qualche neo a cui dover rimediare.

Video recensione ASUS ZenFone 7 Pro

Design e materiali

Sono assenti drastici cambiamenti estetici rispetto al predecessore ZenFone 6: ora il fingerprint è incorporato nel tasto accensione così come avviene per il pulsantino fisico dedicato chiamato “tasto smart” visto su ZenFone 6, utile per eseguire azioni rapide come richiamare l’assistente vocale o una specifica app; la FLIP Camera guadagna un nuovo sensore teleobiettivo con zoom 3x ottico ed è stato definitivamente rimosso il jack audio 3,5 mm. In merito allo sblocco con il polpastrello, questo è tra i più rapidi che ci sia mai capitato di provare e tutta la sua velocità si sprigiona durante lo sblocco a schermo acceso, se spento rallenta di qualche decimo di secondo rimanendo comunque performante.

La scocca di ZenFone 7 Pro è, per ovvi motivi, esente da certificazione IP e lo smartphone pesa nel complesso 230 grammi, con uno spessore di 9,6 mm, frame in metallo e retro in vetro con inserti in plastica per migliorare la ricezione telefonica.
Nel lato inferiore trova posto lo speaker “simil-stereo” (più avanti approfondiamo l’argomento, ogni cosa a suo tempo), l’ingresso USB 3.1 con uscita video e il LED di notifica: si tinge d’arancio quando il telefono è in carica mentre lampeggia di verde alla ricezione di notifiche. Peccato però non esserci alcuna opzione di personalizzazione dalle impostazioni.

Display e audio

Sul fronte ora c’è una sorpresa succulenta: un ampissimo display AMOLED da 6,67” in rapporto 20:9 FullHD+ a 90Hz con supporto HDR10+ molto luminoso e super immersivo data l’assenza del notch. ASUS si stacca, per la serie ZenFone, dalle soluzioni IPS LCD degli scorsi anni ma a dirla proprio tutta a questo prezzo e a questo punto ci potevamo aspettare 120Hz di refresh rate.
Inoltre, come esposto durante la nostra video anteprima, confermiamo la presenza di uno strano alone verdognolo più chiaro quando regoliamo la luminosità display a valori bassi e riproduciamo tonalità di colore scuro.
Tale comportamento è riconducibile alle caratteristiche intrinseche dei display OLED e l’unica speranza in tal senso è che ASUS riesca ad ovviare in parte e in qualche modo via software. Tuttavia precisiamo come al momento la versione software del nostro sample non sia quella definitiva dal momento che arriverà nei prossimi giorni e, di conseguenza, potranno esserci migliorie o aggiustamenti sotto questo fronte.

Il sonoro non ci ha particolarmente convinto in quanto è presente sia uno speaker inferiore che un piccolo altoparlante proprio dietro il tassello della fotocamera rotante: il primo si occupa di riprodurre prevalentemente frequenze medie/basse, mentre il secondo quelle alte.
È una soluzione ereditata da ZenFone 6 che non abbiamo però compreso appieno dato il generale effetto “ovatta” e la scarsa nitidezza e profondità dell’audio. Sarebbe stato senza dubbio preferibile l’adozione di un unico speaker mono sul fondo dalla migliore qualità, però c’è da dire che il volume massimo in uscita è veramente elevato.

Fotocamera

Il modulo rotante è composto da 3 differenti sensori:

  • Standard 64 MP f/1.8, 1/1.72″, 0.8µm, PDAF, OIS;
  • Super wide 12 MP f/2.2, 113˚, 1/2.55″, 1.4µm, dual pixel PDAF;
  • Tele 3x ottico (fino 12x digitale) 8 MP f/2.4, PDAF, OIS.

Una tale setup non fa differenza tra scatti normali e selfie dato che i sensori sono i medesimi e la flip cam è utilizzabile anche come metodo di sblocco 2D con il volto. Non raggiunge certo la rapidità del fingerprint laterale, bensì è solamente uno sfizio o un motivo in più per sfoggiare la Flip Camera in tutta la sua bellezza ed eccentricità. Ma attenzione a non bloccarla con le dita durante lo sblocco: appare in questo caso un apposito messaggio e si sarà costretti a ripetere l’operazione.
Inoltre questa fotocamera rotante, a differenza di quella montata su ZenFone 6, resiste fino a 200.000 aperture contro le 100.000 precedenti e i piccoli rotori meccanici sono stati ulteriormente miniaturizzati e resi più potenti, ora in grado di far compiere al tassello rotante un movimento più morbido e fluido.

Gli unici aspetti non pienamente riusciti lato foto riguardano colori e contrasto, con scatti non eccessivamente brillanti e la generale presenza di troppo contrasto delle zone in ombra rispetto a quelle in luce. Ecco che dei ritocchi post-scatto si rendono quasi sempre necessari per valorizzare meglio il soggetto.
Niente di eccezionale i selfie con bokeh artificiale attivo: piuttosto consigliamo l’utilizzo del sensore standard in buona luce così da ricreare uno sfocato reale, sacrificando però il campo visivo.

I video raggiungono i 4k a 60 fps per i sensori super wide e standard mentre il tele si ferma al FullHD 30 fps. In registrazione vengono sfruttati i 3 microfoni per una cattura audio niente male e il passaggio da un sensore all’altro è concesso e avviene rapidamente, tuttavia lo switch di norma non passa inosservato dato il repentino cambio di esposizione.

Non mancano le modalità di registrazione e scatto manuali così come timelapse in 4k, slowmotion in 4k a 120 fps e la registrazione video 8K con il solo sensore standard. Una trovata alla Galaxy S20, la soluzione è la stessa ma lascia comunque il tempo che trova data la pesantezza dei file generati e la conseguente difficoltà nel processarli senza subire rallentamenti.

L’app stock fotocamera conserva però al suo interno delle chicche software niente male, come l’attivazione dello zoom, o scatto foto o regolazione dell’inclinazione della camera rotante alla pressione di uno dei due tasti del bilanciere volume. Non solo: posso salvare delle angolature specifiche per la Flip Camera e attivarle sfruttando i 4 pulsanti rapidi dedicati. Da notare come tutti i preset delle inclinazioni siano personalizzabili in qualsiasi momento sempre dall’app.

Hardware e software

Sotto la scocca ha tutto l’hardware che gli serve per risultare potente, performante, affidabile e pronto a tutto: CPU Snapdragon 865+, 8GB di RAM LPDDR5 e 256 GB di memoria UFS 3.1. Dunque un SoC estremamente potente ma non troppo parsimonioso nella gestione della scarica, allo stesso tempo indispensabile per avere gameplay e fluidità del sistema sempre impeccabili.

Segnaliamo però un piccolo e fastidioso neo: a 60Hz di refresh rate capita che le animazioni del telefono rallentino, come se andassero a 20/30 Hz, quasi a scatti. Succede di rado e per brevi lassi di tempo, supponiamo sia colpa del software, ancora non definitivo, un qualcosa di certamente correggibile e perciò attendiamo con ansia un dovuto update software.

In tutti i casi, versione finale o non, ci sentiamo di fare i complimenti ad ASUS per l’ottimo lavoro svolto negli anni, dall’avvento della Zen UI su ZenFone 5 sino ad oggi con Zen UI 7. Il sistema è basato su Android 10 e dispone al momento delle patch di sicurezza di luglio. Inoltre al primo avvio del terminale vi consigliamo di prendervi del tempo in più per esplorare tutti i vari menu, data la moltitudine di settaggi dedicati.

Batteria

Dai settings sono selezionabili differenti preset per la gestione della scarica ma volendo ne si possono creare di personalizzati regolando svariati parametri tra cui il refresh rate, l’attivazione o meno del 5G, dell’always on, dei dati mobili, ecc. Inoltre è concesso di ottimizzare la velocità di ricarica della batteria, limitandola ad accettare solo 10 o 18 W in ingresso. Questo a prevenire un degrado prematuro della batteria, nonostante ZenFone 7 Pro supporti fino a 30W in ingresso, Quick Charge 4 e Power Delivery.

La capienza della batteria è di 5000mAh e fa il suo, ma senza strafare: con 90 Hz attivi e uso medio (social e video in primis) ha superato di poco le 6 ore di schermo attivo spalmate su una giornata e mezzo d’uso. A 60 Hz con il medesimo utilizzo riesce a toccare le 7 ore, un risultato certamente soddisfacente ma osiamo dire che potrebbe essere affinata ancor di più la gestione della scarica. Disattivando poi l’always on display si riescono a guadagnare ulteriori 11-13 punti percentuale di autonomia.

Connettività

Supporta le reti 5G sia standalone che non, Bluetooth 5.1, Wifi 6, NFC, GPS a doppia frequenza e nello slot triplo oltre a 2 Nano SIM posso inserire anche una microSD di espansione fino a 2 TB.

In conclusione

ASUS ZenFone 7 Pro è preordinabile ora dallo store online ASUS eShop e verso metà settembre sbarcherà anche nei Gold Store ASUS e da Unieuro, nelle colorazioni Aurora Black e Pastel White.

Il prezzo di listino è salato ma vi portate a casa l’inimitabile e curiosa Flip Camera, un display All-Screen senza notch, tanta potenza hardware e un sistema ricco di funzionalità. Peccato per il sonoro che non ci ha convinto del tutto così come il look delle foto e quell’imperfezione del display. Tuttavia si tratta di aspetti migliorabili: 7 Pro ha tutte le carte in regola per fare ancora meglio di quanto già non riesca a fare.

Però vi consigliamo di aprire per bene gli occhi in modo da riuscire a sfruttare qualche offerta online. Oppure attendete una svalutazione, così da dare più senso ad un acquisto che al momento rimane piuttosto oneroso da sostenere.

Come alternative ad ASUS ZenFone 7 Pro vi consigliamo OnePlus 8 Pro, Galaxy S20 Plus.

Altre offerte

Pagella

7.5
Design
8
Funzionalità
8.5
Prestazioni
7.5
Fotocamera
7.5
Batteria
8