È passata ormai una settimana dalla presentazione di Google Pixel 3 e Google Pixel 3 XL, i nuovi smartphone di Google che stanno facendo discutere per alcune scelte ma che convincono dal punto di vista software grazie alla massiccia presenza dell’intelligenza artificiale, che interviene in numerose occasioni.

È Google stessa a spiegarci i meccanismi che consentono ai nuovi dispositivi di imparare dalle situazioni quotidiane e diventare sempre più intelligente e utile, riconoscendo oggetti e persone nelle immagini o comprendendo comandi vocali o scritti.

Google basa la sua intelligenza artificiale sul machine learning, che consiste in un “allenamento” effettuato attraverso una enorme quantità di dati utilizzati come esempio e utilizzando quanto appreso per generare delle previsioni attendibili. L’intelligenza artificiale a bordo dei nuovi Pixel 3 utilizza numerose funzioni che non richiedono la connessione alla Rete, mantenendo personali i propri dati, avvalendosi del lavoro eseguito sul cloud per fornire risultati sempre più precisi.

I modelli di intelligenza artificiale sono stati dunque ridotti in modo da poter essere portati direttamente su Google Pixel 3 e Google Pixel 3 XL dove sono utilizzati nelle app Telefono e Fotocamera, per fornire nuove ed esclusive funzioni. Call Screen, disponibile inizialmente solo in inglese, permette di schermare letteralmente le chiamate provenienti da numeri sconosciuti o indesiderati.

Il motore di riconoscimento vocale risponde alla chiamata e trascrive la conversazione, permettendo all’utente di decidere se riattaccare, rispondere o bloccare il chiamante e metterlo in una lista nera. Tutti i dati rimangono sul proprio smartphone e non vengono trasmessi ad alcun server in Rete, restando dunque completamente personali.

Anche l’app Fotocamera gode di pesanti interventi da parte dell’AI di Google: Photobooth, ad esempio, riconosce le espressioni buffe e i sorrisi e scatta automaticamente le foto, permettendo ad esempio di scattare un selfie con un sorriso o di non perdere nemmeno un sorriso di un bambino.

Playground utilizza l’AI per creare un’esperienza in realtà aumentata divertente e intelligente mentre Google Lens riconosce gli oggetti che vi circondano, così come i luoghi e i paesaggi, e vi fornisce immediatamente informazioni, anche in modalità offline. Google promette che presto vedremo altre mirabolanti funzioni rese possibili dall’intelligenza artificiale e non si limiteranno ai Pixel 3, arrivando su tutti i dispositivi del colosso di Mountain View.