Come abbiamo visto nel nostro recente confronto, gli smartphone Android con prezzo inferiore a 200€ stanno diventando sempre più interessanti; Wiko Fever rientra in questa categoria sfoggiando una scheda tecnica di tutto rispetto e un design particolarmente curato. Scopriamo, nella nostra recensione, se il primo smartphone con cornice fluorescente è anche in  grado ci competere con le prestazioni dei migliori terminali di questa fascia di mercato.


Unboxing

All’interno della confezione di Wiko Fever troviamo il carica batteria da parete con ingresso USB da 1A (piuttosto lento), il cavo dati USB/micro-USB, le cuffie auricolari in-ear di buona qualità ma privi di coperture in silicone sostitutive per l’adattamento ai padiglioni, la classica manualistica rapida, e un set di adattatori per i vari formati di SIM.

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Video recensione di Wiko Fever

In questo paragrafo potete trovare il nostro video che mostra i principali aspetti di questo smartphone.


Hardware & telefonia

A fornire la potenza di Wiko Fever ci pensa un processore di fascia media, l’octa-core Mediatek MT6753 che opera a 1.3 GHz e ha architettura Cortex-A53 (64 bit), che viene affiancato da ben 3 GB di RAM e da 16 GB di memoria espandibile mediante microSD (impostabile come memoria predefinita). Abbiamo poi la possibilità di utilizzare 2 SIM in formato micro con switch “a caldo” del 4G e della rete dati; presente il sensore di luminosità, ma non il chip NFC. Il comparto fotografico vede una fotocamera posteriore da 13 megapixel con flash LED ed autofocus ed una anteriore da 5 megapixel con flash.

Potete trovare ulteriori informazioni su questo smartphone mediante il sito ufficiale a questo link. Il prezzo di listino di Wiko Fever è di 199€, che scende già di qualche Euro se acquistato online nelle colorazioni bianca o nera.

Parte telefonica & antenne

La ricezione telefonica di Wiko Fever è nella media per entrambi gli slot SIM, l’audio dalla capsula auricolare è nitido dal volume più che sufficiente così come la qualità del suono, anche il vivavoce si attesta su volume e qualità più che sufficienti per l’utilizzo in automobile fino a medie velocità; l’interlocutore ci percepisce chiaramente in pressoché ogni circostanza. Nella norma la portata del WiFi e fulmineo il fix dei satelliti effettuato dal GPS. 


Ergonomia, design & materiali

A livello di dimensioni Wiko Fever risulta nella media, solo la lunghezza è leggermente eccessiva a causa delle ampie cornici superiori e inferiori; l’utilizzo con una mano quindi non è dei più semplici ma la presa risulta sempre ben salda grazie all’ingombro laterale ridotto e al buon grip della cover posteriore gommata ad “effetto pelle”. Per quanto riguarda il design questo Wiko si differenza dagli altri terminali di questa fascia grazie al vetro anteriore 2.5D (ad effetto curvo sui bordi), alla cornice in alluminio di ottima fattura e alla cura utilizzata per la costruzione – infatti Wiko Fever risulta privo di scricchiolii e difetti di sorta.

Anche a livello di materiali dunque troviamo delle soluzioni quasi inedite rispetto alla concorrenza che contribuiscono a donare un valore aggiunto e colpiscono particolarmente l’occhio di coloro che lo vedono per la prima volta. La particolarità più rilevante del design di Wiko Fever è sicuramente data dal bordo fluorescente che tuttavia, nella versione nera da noi testata, risulta pressochè invisibile e non facile da “ricaricare” alla luce a causa dell’utilizzo prettamente “da tasca” di uno smartphone. Se desiderate un maggior impatto di questa funzione consigliamo l’acquisto della versione bianca.


Display, audio & multimedia

Il display di Wiko Fever è davvero un’ottima unità da 5.2 pollici con risoluzione Full-HD: i colori sono ben riprodotti e personalizzabili grazie alla funzionalità MiraVision, i neri non sono profondi ma restano nella media dei pannelli IPS; ottimo anche l’angolo di visione e la definizione che rende indistinguibili i pixel. La luminosità massima è molto elevata e non vi sono problemi alla luce diretta del Sole, tuttavia il sensore dedicato alla regolazione della stessa risulta talvolta pigro e con la tendenza a mantenere elevata la retroilluminazione anche in ambienti bui. Ottimo anche il vetro anteriore Gorilla Glass 3 con rivestimento oleofobico che non teme le ditate. Difficile trovare uno schermo migliore in questa fascia di prezzo e anche in molti terminali di fascia superiore.

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Lo speaker posteriori di Wiko Fever riesce a garantire una buona qualità sonora ma un volume non troppo elevato, inoltre la posizione posteriore porta ad un inevitabile effetto ovattato in caso di posizionamento su superfici assorbenti. Nessun problema per l’audio dalle cuffie e per la radio FM presente di serie.

Il lettore video di questo Wiko riesce a riprodurre senza problemi gli MP4 fino alla massima risoluzione di 108p, gli MKV e i DivX ad esclusione dei file con audio AC3.


Fotocamera

Il comparto fotografico di Wiko Fever rispecchia forse maggiormente la fascia di prezzo anche se abbiamo testato smartphone di fascia superiore con una resa nelle foto decisamente inferiore. Questo Wiko si comporta bene nella maggioranza delle circostanze: con buona illuminazione abbiamo un ottimo dettaglio soprattutto nelle macro, al calare dalla luminosità ambientale invece cominciamo a riscontrare un po’ di rumore digitale e, in caso di scarsa illuminazione non riusciamo ad ottenere un buon livello di dettaglio; la fotocamera frontale è anch’essa di livello medio. I flash, sia frontale che posteriore, hanno un’ottima potenza e lavorano bene mantenendo adeguata l’illuminazione; purtroppo la velocità di scatto non è molto elevata così come quella di messa a fuoco. Potete giudicare voi stessi le prestazioni di Wiko Fever dagli esempi sottostanti

Il software fotografico di Wiko Fever è davvero ben fatto: troviamo le impostazioni relative alla risoluzione, allo scatto al tocco allo scatto col sorriso etc. Non mancano le scene quali l’HDR, il panoramico e lo scatto con la doppia fotocamera; nota di pregio per la modalità “manuale” con la quale potremo regolare in modo fine le ISO, la messa a fuoco o l’esposizione. Le impostazioni relative alla fotocamera frontale sono ancora più numerose permettendoci di regolare minuziosamente la bellezza del volto con parametri relativi agli occhi, agli zigomi etc.

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I video, girati alla risoluzione massima di 1080p sono di qualità media: il dettaglio non è molto elevato e l’audio risulta un po’ ovattato.


Autonomia

La batteria da 2900 mAh di Wiko Fever ci permette di arrivare agevolmente al dopo cena con uso intenso e 5 ore di display attivo. In caso non bastasse potremo attivare un risparmio energetico intelligente in stand-by (attivo di default) che ci permetterà di estendere ulteriormente l’autonomia ma che consigliamo di monitorare adeguatamente onde evitare problemi con la ricezione di notifiche in push; è inoltre presente il classico risparmio energetico di Android Lollipop.


Software

Wiko personalizza leggermente Android in versione 5.1 Lollipop eliminando il drawer delle applicazioni e sostituendo le icone di sistema; tra le varie impostazioni troviamo le smart gesture e le opzioni di “avvio rapido” che permettono, ad esempio, di lanciare direttamente un’applicazione mediante un gesto a display spento. Tra le impostazioni più utili troviamo il doppio tap per risvegliare lo smartphone dallo stand-by, purtroppo non molto reattivo, e il doppio tap sul tasto home per bloccare il display.

Tra le applicazioni preinstallate troviamo alcune utility interessanti quali la torcia, il meteo, l’applicazione per il backup e per la pulizia rapida della memoria; ottimo e funzionale il file manager. La velocità del sistema di Wiko Fever è quasi sempre ottima: le applicazioni si aprono all’istante e le transizioni tra i menù sono fluide e veloci ma, nel corso dei giorni di test, è capitato di incappare in qualche micro-blocco. Ottima anche la tastiera stock di Google che risulta sempre veloce, reattiva, precisa, dotata di swipe ed emoticons.

Dual SIM

La gestione della doppia SIM è ottima come su tutti i Mediatek: troviamo la possibilità di predefinire una rete per le chiamate, per gli SMS e per la navigazione Web, oltre a poter impostare un colore identificativo della linea e personalizzare le suonerie in base alla SIM.

Browser Web

Chrome è il browser di serie su Wiko Fever e si comporta bene in pressoché ogni circostanza: i tocchi vengono percepiti bene la reattività è più che sufficiente; ovviamente il tempo di rendering non eguaglia quello dei top di gamma ma è comunque più che sufficiente per l’utilizzo quotidiano.

Gaming

Ottimo il comparto gaming garantito dalla GPU Mali-T720 di Wiko Fever: i moderni giochi in 3D godono di dettagli elevati e di un buon framerate; anche il riscaldamento della scocca durante l’utilizzo intenso non è mai eccessivo.


In conclusione

C’è poco da dire: Wiko Fever ha tutte le carte in regola per posizionarsi al vertice della propria fascia di mercato al pari di terminali come Alcatel One Touch Idol 3; consigliato per tutti coloro che desiderano spendere poco per avere tanto pur essendo consapevoli che, rispetto ad un top di gamma, dovranno rinunciare a qualcosa come le prestazioni fotografiche assolute, il chip NFC, la ricarica wireless etc. Noi non possiamo fare altro che complimentarci con Wiko per aver prodotto questo smartphone e lasciarvi, come di consueto, ai nostri voti.

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Come di consueto vi lasciamo ai nostri voti.

Pagella

8
Display
7
Ergonomia
8
Hardware
8
Software
8.5
Batteria
7
Fotocamera
8.5
Qualità/prezzo
8
Materiali
7 .5
Audio
8
Esperienza Utente
8.5

Nota: i voti parziali sono assegnati cercando di rispettare una scala che comprenda il maggior numero di dispositivi in commercio. Il voto generale è slegato dai parziali e sta ad indicare il giudizio complessivo che possiamo assegnare al terminale dando pesi differenti agli aspetti che riteniamo più importanti. (Es: uno smartphone che ha un’ottima fotocamera, un ottimo display e ottimi materiali, ma che risulta inutilizzabile perchè troppo lento avrà i parziali relativi elevati, ma un voto generale basso e viceversa.)