Recensione OnePlus 3T: un aggiornamento sensato?

Recensione OnePlus 3T: un aggiornamento sensato?
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Recensione OnePlus 3T – Non sono passati nemmeno sei mesi dall’uscita di OnePlus 3, ma l’azienda cinese ha deciso di riammodernare la propria linea di produzione e di approfittarne per dare una botta di novità ad uno smartphone già ottimo, così è nato OnePlus 3T.

Ma questi cambiamenti giustificano un prezzo leggermente rincarato? E soprattutto questo nuovo modello riesce ancora a farsi valere nel mercato attuale come ci riuscì il predecessore al suo lancio? Scopriamolo insieme nella nostra recensione di OnePlus 3T a confronto con OnePlus 3.

Video recensione OnePlus 3T

Hardware & Connettività

OnePlus 3T è la naturale evoluzione del gemello minore, per lo meno nelle specifiche con un SoC Snapdragon 821, quad-core con due core Kryo a 2,35 GHz e due Kryo a 1,6 GHz, accompagnato ovviamente dalla GPU Adreno 530. Pur continuando a non avere la memoria espandibile questa volta arriva in due tagli di memoria con 64 GB o 128 GB di memoria interna di tipo UFS 2.0 e ben 6 GB di RAM LPDDR4 in entrambe le varianti.

Parte Telefonica & Antenne

In ambito connettività non ci sono variazioni rispetto a OnePlus 3, perché d’altronde non ne servivano vista la presenza di WiFi 802.11 a/b/g/n/ac Dual Band, Bluetooth 4.2, NFC e supporto al Dual SIM Dual Standby con LTE Cat. 6 e banda 20 a 800 MHz, per un corretto funzionamento con tutti gli operatori italiani.

L’antenna rimane di buona qualità e la ricezione è buona anche in aree parzialmente schermate, così come è buona la qualità di chiamata sia tramite la capsula auricolare che tramite il vivavoce. Rimane ottima anche l’esperienza di navigazione satellitare con A-GPS, Glonass e BDS.

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Design, Ergonomia & Materiali

OnePlus 3T è a livello fisico l’esatta replica di OnePlus 3, con le stesse dimensioni di 152,7 x 74,7 x 7,35 mm uguali al millimetro, così come non è variato il peso di 158 grammi nonostante una batteria leggermente più capiente. L’unica novità è il colore della versione grigia, chiamata ora Gunmetal, che è leggermente più scura rispetto al 3.

Per il resto si riconferma dunque uno smartphone di elevata qualità costruttiva, ben ottimizzato nelle cornici ma un po’ scivoloso.

La disposizione dei tasti vede a destra il pulsante di accensione e il carrellino per le due nano SIM, mentre a sinistra c’è il bilancere del volume e lo slider a 3 posizioni per impostare la modalità d’uso dello smartphone, un po’ troppo in alto come già avevo segnalato su OnePlus 3.

La parte superiore è completamente pulita, lasciando sul fondo sia il connettore USB Type-C che il jack da 3,5 mm. Sul fronte invece c’è la protezione di un vetro Gorilla Glass 4 con finitura 2.5D e sulla parte inferiore c’è un’area in ceramica non premibile che funziona da pulsante capacitivo e da lettore di impronte digitali, probabilmente il migliore sul mercato, essendo lo stesso di OP3.

Display, Audio & Multimedia

OnePlus 3T nonostante i rumor sul cambio di tecnologia per il display alla fine ha mantenuto lo stesso 5.5 pollici Optic AMOLED FullHD. E rispetto a OnePlus 3 il pannello non cambia di una virgola, rimanendo con colori molto accesi, neri perfetti e bianchi abbastanza buoni, ma al contempo ha una luminosità minima leggermente troppo elevata e soffre di riflessi arcobaleno sui bianchi a inclinazioni elevate.

A livello software è possibile cambiare il profilo di colore ad sRGB per una resa più naturale e tarare la temperatura dei colori, senza contare la possibilità di ativare la Modalità notturna per affaticare di meno la vista con tinte tendenti al giallo.

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Una cosa da segnalare riguarda il touchscreen, molto reattivo ma che non riesce a riconoscere più di 3 tocchi se si attiva la gesture per gli screenshot con 3 dita. L’altoparlante poi è rimasto sul fondo, a sinistra del connettore USB Type-C, con la stessa qualità già vista sul 3: volume abbastanza alto ma soprattutto un suono pulito e ricco.

Fotocamera

OnePlus 3T rimane con lo stesso sensore Sony IMX 298 da 16 megapixel f/2.0 con pixel larghi 1.12 µm sul retro, con stabilizzazione ottica e digitale e singolo flash LED. Sul fronte invece cambia rotta con un sensore Samsung 3P8SP da 16 megapixel f/2.0 con pixel larghi 1,4 µm.

Il comparto software non è ricco di funzioni particolareggiate, ma gode dell’HDR Automatico e di una modalità manuale, oltre a fornire il supporto alle API Camera2. La registrazione video prevede il 4K a 30fps, il 1080p a 60fps e anche timelapse a 1080p e slow motion a 720p 120fps.

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La qualità degli scatti con la fotocamera posteriore è rimasta pressoché invariata rispetto a OnePlus 3, con ottimi dettagli di giorno e una buona gestione del rumore di notte.

La fotocamera frontale invece merita un discorso più articolato: se di giorno infatti riesce a catturare più dettagli grazie al maggior numero di megapixel, di notte per via della diminuzione della grandezza dei pixel cattura meno luce e dunque gli scatti risultano un po’ più bui. In generale è sì un miglioramento rispetto a OnePlus 3, ma molto marginale.

Nel comparto video invece la stabilizzazione è stata leggermente migliorata e soprattutto è stato risolto il problema delle prime versioni software di OnePlus 3, in cui la scena veniva rimessa a fuoco troppo spesso. La nuova modalità a 1080p 60fps è poi un’aggiunta che in molti aspettavano, ma che è già disponibile anche sul gemello minore.


Batteria & Autonomia

La batteria era l’unico vero tallone d’Achille di OnePlus 3, e con questo nuovo modello l’azienda ha ben deciso di aumentarne la capacità a 3400 mAh, circa il 13% in più. Nella pratica però l’autonomia che ne risulta è davvero soddisfacente, dato che con il mio uso intenso sono sempre arrivato a sera con circa 5 ore e mezza di display attivo, un’ora in più rispetto al modello precedente.

Ovviamente per la ricarica è presente il sistema DashCharge a 5V e 4A, più veloce di QuickCharge 3.0 ma con lo svantaggio di funzionare solo utilizzando gli accessori ufficiali.

Software

Il software è paradossalmente la parte che più è cambiata, dato che OnePlus 3T monta attualmente di OxygenOS 3.5.3, per ora basata ancora su Android 6.0.1 Marshmallow. Ciò comunque cambierà dopo l’uscita di Android Nougat, dal cui momento OP3 e OP3T riceveranno gli stessi identici aggiornamenti e verranno uniformati nel software.

Nella versione attuale, che riprende molto dalle Community Build per OnePlus 3, la OnePlus Shelf a sinistra della home non è più grigia ma trasparente, mentre è stata tolta la personalizzazione della griglia del drawer, che ora si adatta automaticamente alla dimensione scelta per le icone. Non si adatta invece la griglia della home, ancora fissa a 4×4. La tendina delle notifiche ora ha un’apertura a due passaggi in stile Nougat, ma per il resto non gode di grande personalizzazione delle impostazioni rapide.

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Le impostazioni sono state leggermente ridisegnate, ma godono ancora del tema scuro – sebbene ora gli accenti di colore abbiano tinte più tenui – e ora al menu per la gestione delle notifiche app per app è stata assegnata una voce dedicata. Un’aggiunta molto utile è invece App Locker, che consente di bloccare delle app selezionate tramite pattern e impronta digitale.

Una cosa che invece non mi è piaciuta è il fatto che ora impostando lo smartphone su Non disturbare non è possibile metterlo in vibrazione, il che vuol dire che i suoni di sistema vengono comunque riprodotti. OnePlus poi ha aggiunto un’app per il meteo e un registratore vocale ben curati e funzionali, oltre ad avere rivisitato graficamente alcune app come il dialer e l’orologio, creando così un ecosistema un po’ più completo ma scevro di app terze, visto che Swiftkey non è più presente di sistema.

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Prestazioni

Se già OP3 era uno degli smartphone più fluidi sul mercato, OnePlus 3T con un hardware leggermente migliorato non può che essere un’evoluzione in positivo del predecessore. Le performance sono di altissimo livello e qualsiasi cosa si faccia il sistema è sempre fluidissimo e reattivo. Inoltre grazie al nuovo file system l’apertura delle app pesanti è stata velocizzata, anche se per le app leggere non si nota alcuna differenza.

In navigazione web non si notano mai ricaricamenti degli elementi e nel gaming con Real Racing 3 i caricamenti sono rapidi e in gioco il framerate è elevato e costante, senza nemmeno problemi di surriscaldamento. Grazie poi ai 6 GB di RAM inoltre le app rimangono in memoria molto a lungo, per cui la maggior parte delle volte non richiedono di essere ricaricate. Di seguito potete visionare i risultati ottenuti nei nostri classici benchmark, con in particolare un punteggio Antutu da record.

Conclusioni

OnePlus 3T è la naturale evoluzione di un prodotto già ottimo e completo qual era OnePlus 3. L’unico vero miglioramento degno di nota è nella batteria, che non consente ancora di arrivare a una giornata e mezza di utilizzo ma migliora in buona parte ciò che era il maggior difetto del predecessore. Insomma OnePlus 3T è probabilmente lo smartphone Android più veloce sul mercato, la vera domanda è se valeva la pena fare questa nuova versione e aumentarne il prezzo in un mercato molto competitivo come quello attuale.

OnePlus 3T è disponibile all’acquisto a 439€ per la versione da 64 GB o 479€ per quella da 128 GB su OnePlus.net. Voi cosa ne pensate? Fare un nuovo modello e rimpiazzare OnePlus 3 è stata una scelta saggia o un passo falso? Discutiamone nei commenti!

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Pagella

9
Display
8.3
Ergonomia
10
Hardware
8.9
Software
8.5
Batteria
8.9
Fotocamera
9
Qualità/prezzo
9.6
Materiali
8.5
Audio
9.7
Esperienza Utente
9.1