Recensione OnePlus 3 – un cambio di paradigma, con l’addio al simbolico Sandstone e alle cover intercambiabili viste sui primi due modelli in favore di una soluzione più mainstream: l’alluminio unibody. OnePlus 3 non si presenta con un design originale come i suoi predecessori, ma punta questa volta a un pubblico più vasto usando come sola arma la sua qualità. Scopriamo insieme se la casa cinese è riuscita nell’impressa con la nostra recensione.

Video recensione OnePlus 3

Unboxing OnePlus 3 e accessori

Hardware & Connettività

OnePlus 3 sulla carta è praticamente perfetto: SoC Snapdragon 820, quad-core con due core Kryo a 2,2 GHz e due Kryo a 1,6 GHz, accompagnato ovviamente dalla GPU Adreno 530. In commercio c’è un unico taglio di memoria con 64 GB (di cui 52, di memoria interna di tipo UFS 2.0, purtroppo non espandibile, e ben 6 GB di RAM LPDDR4.

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Parte Telefonica & Antenne

In ambito connettività troviamo le ultime tecnologie, come WiFi 802.11 a/b/g/n/ac Dual Band e Bluetooth 4.2.  Per quanto riguarda la rete dati OnePlus 3 supporta due nano SIM con tecnologia Dual SIM Dual Standby e LTE Cat. 6 con supporto alla banda 20 a 800 MHz, per un corretto funzionamento con tutti gli operatori italiani. L’antenna è di buona qualità e la ricezione è buona anche in aree parzialmente schermate.

Un ritorno molto atteso è l’NFC, grande mancanza di OnePlus 2. Per il resto la qualità telefonica è ottima sia tramite la capsula audio che tramite vivavoce, mentre a livello di geolocalizzazione sono presenti le tecnologie A-GPS, Glonass e BDS, con un fix della posizione molto veloce e un’esperienza di navigazione priva di difetti.

Design, Ergonomia & Materiali

OnePlus 3 rispetto ai predecessori ha un design più anonimo, ma al contempo più elegante e rifinito. Le dimensioni non sono in assoluto compatte, ma lo sono senz’altro per uno smartphone con schermo da 5,5 pollici: 152,7 x 74,7 x 7,35 mm in un peso di 158 grammi lo fanno apparire molto leggero in mano. L’alluminio anodizzato che forma la scocca è di elevata qualità, seppur leggermente scivoloso, ma c’è un tallone d’Achille nel design: la fotocamera sul retro, molto sporgente.

La disposizione dei tasti – tutti rigorosamente in alluminio – è ben studiata, specialmente per i mancini. A destra i trovano il pulsante di accensione e il carrellino per le due nano SIM. A inistra invece c’è il bilancere del volume e lo slider a 3 posizioni per impostare la modalità d’uso dello smartphone, forse un po’ troppo in alto ma facilmente riconoscibile grazie a una bellissima zigrinatura. Se si usa lo smartphone con la destra ci vuole un po’ d’attenzione se si vuole aumentare il volume dato che è facile premere contemporaneamente il pulsante d’accensione nel fare presa con il pollice.

La parte superiore è completamente pulita, lasciando sul fondo sia il connettore USB Type-C che il jack da 3,5 mm: ottima soluzione per ascoltare musica e ricaricare lo smartphone contemporaneamente mentre ci si sposta. Il fronte è protetto invece da un vetro Gorilla Glass 4 con finitura 2.5D. Il tasto centrale è invece in ceramica, molto resistente ai graffi, è di tipo soft-touch non premibile e serve anche come lettore di impronte digitali, istantaneo e precisissimo nel riconoscimento; forse addirittura il migliore attualmente in commercio.

Display, Audio & Multimedia

OnePlus 3 ha un altro grande cambiamento nel display, non per dimensione e risoluzione che rimangono rispettivamente 5,5 pollici e 1920 x 1080 pixel (FullHD), quanto piuttosto per la tecnologia del pannello: Optic AMOLED. Il pannello è il classico AMOLED, con tutti i pro e contro classici di questa tecnologia. I colori sono vividi e brillanti, i neri perfetti ma in generale il punto di bianco e la fedeltà cromatica non sono naturali. La luminosità minima è leggermente troppo alta, mentre la massima garantisce una buona visibilità anche sotto luce diretta.

Gli angoli di visuale sono buoni in quanto a luminosità, ma presentano distorsioni cromatiche sulle tinte chiare ad angolazioni estreme, problema comunque ai pannelli AMOLED. Via software è possibile regolare la temperatura del display o attivare la Modalità notturna per rendere più giallognolo lo schermo e affaticare meno la vista di notte. Carl Pei, CEO della parte internazionale dell’azienda, ha comunque dichiarato oggi stesso che con il prossimo aggiornamento verrà introdotta la possibilità di usare un profilo di colore sRGB, più fedele ai colori naturali.

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L’altoparlante è sul fondo, a sinistra del connettore USB Type-C. La qualità che ne deriva è molto buona, con un volume abbastanza alto ma soprattutto un suono pulito e ricco. L’esperienza sonora non è ai livelli di uno smartphone con doppio speaker frontale ma è comunque di ottimo livello. Una chicca nascosta nel sistema è l’equalizzatore, accessibile nelle impostazioni di app come Play Music e Spotify ma assente tra le impostazioni di sistema o nell’app musica di OnePlus… un vero mistero.

Fotocamera

OnePlus 3 monta sul retro un sensore Sony IMX 298 da 16 megapixel f/2.0 con pixel larghi 1.12 µm, stabilizzazione ottica e digitale e singolo flash LED. Sul fronte si fa posto invece un sensore Sony IMX179 da 8 megapixel f/2.0, questa volta con pixel larghi 1,4 µm. Il comparto software è semplice e intuitivo, con le modalità di scatto accessibili con uno swipe a sinistra, tra cui figurano la modalità manuale, la registrazione video in slow motion (720p 120fps) e in timelapse a 1080p.

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Per quanto riguarda la qualità degli scatti e dei video abbiamo dedicato un intero focus sulla fotocamera di OnePlus 3. In sintesi i dettagli sono elevati e i colori naturali con una buona illuminazione, mentre di notte i dettagli vengono un po’ appiattiti ma la gestione del rumore è molto buona. Nei video la registrazione presenta qualche artifatto negli spostamenti veloci ma in generale garantisce ottimo dettaglio e buona stabilizzazione. Per più dettagli vi rimando comunque al focus sopra menzionato.

Batteria & Autonomia

La batteria ha visto purtroppo un sottodimensionamento rispetto a OnePlus 2, attestandosi a soli 3000 mAh. Purtroppo il risultato in termini di autonomia non è ottimale. Con un uso intenso, facendo molte foto, video e giocando – oltre alla classica messaggistica, mail, chiamate, etc. – sono riuscito ad arrivare fino a 4 ore e 20 minuti di display attivo a pomeriggio inoltrato, costringendomi a ricaricare prima di cena. Con un uso più leggero sono invece riuscito a ottenere risultati tra le 3 e le 4 ore di display attivo a sera inoltrata, ma comunque non un’autonomia sufficiente per poter uscire dopo cena senza preoccuparsi di rimanere a secco.

Interessante invece la tecnologia di ricarica rapida DashCharge, che invece di aumentare il voltaggio come fa ad esempio QuickCharge di Qualcomm va a ricaricare lo smartphone a 5V e 4A. Il vantaggio è che il calore rimane confinato al caricatore e non va a stressare la batteria dello smartphone, lo svantaggio è che per utilizzare questo tipo di ricarica sono gli accessori ufficiali OnePlus. La ricarica garantisce da 0% a 60% in 30 minuti, mentre per la ricarica completa serve circa 1 ora e 10 minuti.

Software

Nuovo anno, stesso software. O quasi. OnePlus 3 monta di fabbrica OxygenOS 3.1.2 basata su Android 6.0.1 Marshmallow, ovviamente in italiano. Si tratta di un’esperienza molto simile a quella già vista su OnePlus 2 e OnePlus X ma affinata per certi versi per renderla migliore nei piccoli dettagli, senza stravolgere lo stile simil stock Android che la contraddistingue.

A sinistra del launcher si trova la OnePlus Shelf, una schermata che funge da raccoglitore di app e contatti più frequenti e di tutti i widget che volete utilizzare ma non volete tenere nella home. A differenza dell’anno scorso, tuttavia, quest’anno è integrata anche la possibilità di prendere delle veloci note direttamente dalla Shelf e grazie all’interazione con Google Calendar è possibile farle diventare velocemente degli eventi. Nelle impostazioni del launcher c’è poi la possibilità di attivare delle gesture, swipe verso il basso da qualsiasi punto per aprire la tendina delle notifiche o verso l’alto per la ricerca Google, cambiare il pacchetto di icone o anche la dimensione della griglia del drawer… peccato che invece la griglia della home sia fissa a 4 x 4!

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Il pannello delle notifiche è leggermente configurabile in quanto a toggle rapidi, potendo decidere quali mostrare e in che ordine, ma non è possibile di aggiungerne di nuovi oltre a quelli pensati da OnePlus. Nelle impostazioni poi si trovano delle chicche interessanti come la Modalità dark per tingere l’intero sistema di nero con un colore d’accento a nostro piacimento, la possibilità di nascondere alcune icone che non ci interessano dalla barra di stato, le classiche gesture a schermo spento e la personalizzazione dei tre tasti fisici, a cui assegnare azioni per pressione prolungata e doppio tocco a meno che non si voglia disattivarli per usare la barra di navigazione a schermo.

Sotto la voce display si trovano poi tantissime opzioni: Bilanciamento colore e Modalità notturna le abbiamo già viste prima parlando di display, ma oltre a queste si può modificare la dimensione dei caratteri e attivare lo Schermo Ambient, cioè l’illuminazione in bianco e nero dello schermo alla ricezione di una notifica. Particolarmente utile in accoppiata con l’attivazione da prossimità, con la quale passando una mano sopra al display si possono visualizzare velocemente l’ora e le notifiche. In Cursore modalità notifiche si può poi regolare il comportamento di OnePlus 3 quando è in modalità priorità o silenziosa dello slider laterale.

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Le app preinstallate sono pochissime, principalmente la suite di Google. Quelle aggiuntive rispetto ad Android stock sono la tastiera Swiftkey, l’app Galleria, l’app Musica e il file manager di OnePlus; queste ultime tre sono graficamente curate in pieno stile Material, ma al contempo sono scarne di funzionalità.

Prestazioni

Uno degli argomenti più bollenti intorno a OnePlus 3 è la sua gestione della RAM. E sì, ho riscontrato anche io una gestione non ottimale che va a chiudere i processi quando ce ne sono vari in background, andando a sprecare sostanzialmente i 6 GB di RAM. Detto questo, comunque, ciò quanto influisce l’uso quotidiano in cui non si aprono 15 app in meno di un minuto? Poco, se non per nulla. Le memorie di OnePlus 3 sono veramente velocissime, tanto da superare in alcuni test di Androbench anche quelle di Samsung Galaxy S7, e ciò che ne risulta è un sistema estremamente fluido e privo di impuntamenti.

Il caricamento delle app è molto veloce e solitamente in una sessione di utilizzo dello smartphone non si aprono abbastanza app da notare ricaricamenti. In particolare la fluidità di sistema si vede nella prova di navigazione, dove non c’è il minimo segno di ri renderizzazione degli elementi nemmeno sotto stress estremo, e nei giochi pesanti, nei quali i dettagli sono riprodotti al massimo e il framerate è sempre alto e costante. Speriamo comunque che OnePlus con un futuro aggiornamento migliori ulteriormente il software dando pieno uso della RAM agli utenti. Di seguito potete vedere gli sbalorditivi numeri che OnePlus 3 ha raggiunto nei nostri classici benchmark.

Conclusioni

OnePlus 3 è uno smartphone che non ha voluto osare con soluzioni innovative come moduli o doppie fotocamere, ma che ha puntato tutto su un’esperienza semplice, pura e appagante. Si tratta di uno smartphone che non ha una singola caratteristica di punta, ma che riesce a conquistare grazie all’estrema fluidità in ogni situazione. In poche parole OnePlus 3 è un best buy.

OnePlus 3 è disponibile all’acquisto in colorazione grigia (e in futuro in colorazione oro) a 399€ su OnePlus.net.

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Pagella

9
Display
8.3
Ergonomia
10
Hardware
8.7
Software
7.9
Batteria
8.9
Fotocamera
9.8
Qualità/prezzo
9.6
Materiali
8.5
Audio
9.5
Esperienza Utente
9.1