L’aumento dei costi delle memorie RAM sta assumendo proporzioni enormi, con tutta una serie di ripercussioni difficili anche solo da immaginare e quantificare. Da mesi raccontiamo come questa situazione stia, tra le altre, trasformando profondamente il mercato dei dispositivi Android. Dai rincari sul Galaxy S26 riconosciuti dalla stessa Samsung fino al ridimensionamento della gamma Ultra passando per il caso di Xiaomi 17T per cui si è assistito a una riduzione (taciuta ai clienti) della qualità di alcuni componenti. Un nuovo report mostra ora quanto la situazione sia peggiorata anche sul fronte dei componenti per PC, con numeri che superano qualsiasi previsione fatta a inizio 2026.
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I numeri della crisi
Secondo l’analisi di Tom’s Hardware, che ha confrontato i prezzi medi rilevati da PCPartPicker nell’agosto 2025 con quelli di agosto 2026, alcuni kit di memoria DDR5 hanno registrato aumenti superiori al 480%. Tutto questo nel giro di un solo anno. Un kit da 32GB in configurazione 6000 MT/s, che costava circa 222 dollari dodici mesi fa, oggi viene venduto in media a 1.272 dollari. Ancora più marcato il rincaro sui tagli più alti, con un kit da 128GB di DDR5-6400 passato dai 329 dollari del minimo storico agli attuali 3.399 dollari. Anche le memorie DDR4, considerate ormai una tecnologia matura, non sono rimaste immuni, con incrementi compresi tra il 120% e il 180% a seconda dei tagli.
Il fenomeno non riguarda soltanto gli Stati Uniti. Il sito tedesco ComputerBase ha rilevato in Europa un aumento medio dei prezzi della RAM del 345% rispetto a settembre 2025, con rincari superiori al 125% anche su hard disk e SSD.
Le cause
La causa principale, ormai ampiamente nota, è la crescente richiesta di memorie ad alta larghezza di banda (HBM) da parte dei data center dedicati all’intelligenza artificiale. Ogni linea di produzione dirottata verso l’HBM sottrae capacità produttiva alla realizzazione delle memorie DDR5 destinate a PC, laptop e smartphone. Le aziende produttrici di memorie, tra cui SK Hynix, Samsung, Micron e CXMT, avrebbero già raddoppiato o triplicato i propri ricavi nel giro di un solo anno, complice la maggiore redditività delle forniture per il settore AI rispetto a quelle per il mercato consumer.
Cosa aspettarsi per il futuro? Le analisi nel breve periodo non lasciano spazio all’ottimismo. Il CEO di SK Hynix, Kwak Noh-jung, ha dichiarato che il 2027 sarà l’anno peggiore di sempre per la disponibilità di memorie, con una domanda che continuerebbe a superare la capacità produttiva fino al 2030. Ancora più pessimista il presidente di ADATA, Simon Chen, secondo cui la crisi potrebbe protrarsi per un decennio.
L’impatto su produttori e consumatori
L’aumento dei costi delle memorie si sta già riflettendo sui prezzi dei prodotti finali. Google e Samsung hanno aumentato i listini della serie Pixel 11 e della gamma Galaxy Z Fold8, Galaxy Z Fold8 Ultra e Galaxy Z Flip8, mentre aziende come HP e Dell si troverebbero a dover assorbire costi di produzione più elevati per laptop e altri dispositivi. Anche il settore console risentirebbe della stessa dinamica.
A oggi l’unica speranza possibile (se di speranza si può parlare) è legata a un rallentamento significativo della domanda legata all’intelligenza artificiale. Solo questa, dicono gli analisti, potrebbe riportare i prezzi su livelli più sostenibili. Ma nessuno dei principali produttori di memorie prevede questo scenario nel breve periodo. E per il medio-lungo è probabilmente troppo presto e incerto lo scenario per fare previsioni.

