Google ha iniziato a distribuire la nuova procedura avanzata per il sideloading delle applicazioni su Android, introducendo concretamente alcune delle modifiche annunciate nei mesi scorsi e destinate a cambiare il modo in cui gli utenti potranno installare applicazioni provenienti da sviluppatori non verificati.
Il nuovo sistema, che per il momento viene distribuito gradualmente, nasce con l’obbiettivo dichiarato di rendere più difficile per i truffatori convincere gli utenti a installare applicazioni potenzialmente dannose. Allo stesso tempo però, introduce una procedura decisamente più macchinosa per chi utilizza Android proprio per la sua apertura e per la possibilità di installare liberamente applicazioni al di fuori dei canali tradizionali.
La novità arriva in vista dell’introduzione vera e propria della verifica degli sviluppatori Android, che partirà il 30 settembre in Brasile, Indonesia, Singapore e Thailandia, per poi essere estesa progressivamente al resto del mondo nel corso del 2027.
Indice:
- Google rende più complicato installare app da sviluppatori non verificati
- Per attivare il sideloading avanzato bisognerà riavviare lo smartphone
- Anche gli aggiornamenti delle app saranno interessati dalla nuova regola
- ADB rimane libero, ma il cambiamento farà discutere
- La verifica degli sviluppatori partirà a settembre
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Google rende più complicato installare app da sviluppatori non verificati
Il principio alla base del nuovo sistema è abbastanza semplice: Google vuole fare in modo che ogni applicazione installata sui dispositivi Android certificati sia associata a uno sviluppatore verificato. In questo modo, secondo l’azienda, sarebbe più difficile per un soggetto malintenzionato distribuire rapidamente un’applicazione dannosa e continuare a farlo utilizzando identità differenti.
La novità non riguarda però tutte le applicazioni scaricate al di fuori del Play Store, il nuovo flusso avanzato entra in gioco esclusivamente quando si tenta di installare un’applicazione proveniente da uno sviluppatore non verificato, cioè da un soggetto che ha scelto di non registrare la propria identità presso Google.
Le applicazioni realizzate da sviluppatori verificati potranno continuare a essere distribuite anche attraverso store alternativi, siti web, servizi di messaggistica o piattaforme di condivisione dei file senza che l’utente debba affrontare questa procedura.
Rimane inoltre completamente escluso il sideloading tramite ADB, che continuerà a funzionare senza essere sottoposto alla nuova verifica. Si tratta di un dettaglio particolarmente importante per sviluppatori e utenti più esperti, che potranno quindi continuare a utilizzare Android Debud Bridge per installare e aggiornare applicazioni.
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Per attivare il sideloading avanzato bisognerà riavviare lo smartphone
La procedura scelta da Google è volutamente più complessa rispetto al semplice attivare l’autorizzazione per installare applicazioni da fonti esterne. Per prima cosa sarà necessario entrare nelle Opzioni sviluppatore e raggiungere la nuova sezione dedicata alle app provenienti da sviluppatori non verificati, da qui l’utente potrà scegliere di consentire l’installazione, ma prima dovrà autenticarsi utilizzando il sistema di blocco dello schermo.
Android mostrerà inoltre un avviso nel quale verrà chiesto all’utente di verificare che nessuno lo stia inducendo o costringendo ad attivare questa impostazione. Il riferimento è soprattutto alle truffe nelle quali il malintenzionato contatta direttamente la vittima e la guida passo dopo passo nell’installazione di un’applicazione. Dopo aver confermato la scelta arriva però il passaggio più particolare: lo smartphone dovrà essere riavviato e bisognerà attendere 24 ore.
Il conto alla rovescia non è quindi un semplice ritardo tecnico, Google lo ha introdotto come misura di sicurezza contro il cosiddetto social engeneering; l’idea è impedire che un truffatore, magari durante una telefonata, possa convincere una vittima a modificare immediatamente le impostazioni di sicurezza e installare un’applicazione malevola.
Il riavvio dovrebbe inoltre interrompere eventuali sessioni remote o chiamate attraverso le quali un aggressore potrebbe guidare la vittima nelle operazioni, le 24 ore di attesa dovrebbero invece lasciare alla persona il tempo necessario per verificare autonomamente la richiesta.
Trascorso questo periodo, l’utente dovrà tornare nelle impostazioni e completare l’attivazione del flusso avanzato, scegliendo se mantenerlo attivo per sette giorni oppure a tempo indeterminato.


Anche gli aggiornamenti delle app saranno interessati dalla nuova regola
Uno degli aspetti più controversi riguarda il fatto che il sistema non verrà utilizzato solamente per le nuove installazioni. Google ha confermato che le applicazioni non registrate dovranno rispettare il flusso avanzato anche quando si tratta di aggiornamenti, questo significa che un’applicazione installata legittimamente prima dell’entrata in vigore delle nuove regole potrebbe non riuscire a ricevere un aggiornamento se lo sviluppatore non è verificato e il flusso avanzato non è attivo.
La motivazione fornita da Google è legata alla sicurezza, un’applicazione inizialmente innocua potrebbe infatti ricevere successivamente un aggiornamento dannoso e diventare uno strumento per distribuire malware. Per questo motivo, secondo l’azienda, non è sufficiente considerare sicura un’applicazione semplicemente perché è già presente sul dispositivo.
Una volta attivato il flusso avanzato, l’utente potrà comunque procedere all’installazione o all’aggiornamento, visualizzando un ulteriore avviso e scegliendo l’opzione per installare comunque l’applicazione.
Google ha previsto anche una sorta di finestra di sicurezza nel caso in cui il flusso venga disattivato temporaneamente: l’utente avrà 10 minuti per riattivarlo senza dover ripetere nuovamente l’intero periodo di attesa di 24 ore.
ADB rimane libero, ma il cambiamento farà discutere
Il mantenimento di ADB come eccezione è probabilmente uno degli elementi più importanti per gli utenti avanzati, le applicazioni installate tramite Android Debug Bridge non saranno infatti soggette al periodo di attesa né alla verifica degli sviluppatori.
Anche gli store indipendenti continueranno a essere utilizzabili, la distinzione fondamentale non sarà quindi più rappresentata dal luogo dal quale viene scaricato un APK, ma dallo stato dello sviluppatore che lo ha pubblicato.
Questo punto è particolarmente significativo per realtà come gli store alternativi e i progetti open source. Un’applicazione distribuita attraverso un canale alternativo non verrà automaticamente considerata rischiosa: se lo sviluppatore è verificato, l’utente non dovrebbe notare differenze sostanziali. Il problema riguarda invece gli sviluppatori che scelgono di non completare la procedura di verifica.
Ed è proprio questo il punto che ha generato le maggior perplessità nella comunità Android, la nuova procedura viene infatti percepita da una parte degli utenti come un ulteriore passo verso un ecosistema più controllato, soprattutto perché le limitazioni possono coinvolgere anche applicazioni già installate.
Google sostiene invece che la verifica permetterà di collegare un’applicazione a un’identità reale, rendendo più difficile per gli attori malevoli creare rapidamente nuove identità dopo che una loro applicazione viene rimossa.
La verifica degli sviluppatori partirà a settembre
Il rollout del nuovo sistema è già iniziato, ma non tutti gli utenti vedranno immediatamente la nuova impostazione; Google sta distribuendo gradualmente il flusso avanzato e, insieme a esso, il nuovo servizio di sistema Android Developer Verifier.
L’azienda ha inoltre spiegato che questo componente può essere installato manualmente attraverso Google Play e che ciò potrebbe permettere ad alcuni utenti di ricevere più rapidamente la nuova funzionalità.
La verifica degli sviluppatori entrerà in vigore ufficialmente dal 30 settembre 2026 in Brasile, Indonesia, Singapore e Thailandia. In questa prima fase saranno coinvolte applicazioni distribuite attraverso Google Play Store e diversi store dei produttori, tra cui HONOR App Market, OPPO App Market, Galaxy Store, Palm Store, V-Appstore e GetApps. Successivamente, nel corso del 2027, il sistema verrà esteso a livello globale e riguarderà tutte le installazioni di applicazioni sui dispositivi Android verificati.
Il cambiamento è quindi soltanto all’inizio, Google sta cercando di trovare un equilibrio tra la sicurezza degli utenti e quella libertà di installazione che ha rappresentato per anni uno degli elementi distintivi di Android. Il nuovo flusso avanzato permette ancora di installare applicazioni da sviluppatori non verificati, ma lo fa introducendo una barriera importante: autenticazione, avvisi, riavvio e 24 ore di attesa.
Resta da capire quanto questa nuova procedura riuscirà effettivamente a ridurre le truffe senza penalizzare eccessivamente gli utenti più esperti e gli sviluppatori indipendenti. Quel che è certo è che Google ha ormai iniziato a trasformare in realtà le nuove regole e, con l’estensione globale prevista per il 2027, il sideloading di Android potrebbe essere destinato a cambiare in maniera significativa.

