Ne avevamo parlato più volte negli ultimi mesi, dalla crescente quota di RAM e NAND sul costo totale dei materiali fino agli smartphone economici a rischio scomparsa, e ora Counterpoint Research ha messo nero su bianco l’impatto reale di questa crisi sul mercato statunitense.

Come afferma la società di analisi, le vendite di smartphone negli Stati Uniti sono calate del 5% su base annua nel secondo trimestre 2026, complici i rincari delle memorie e altri fattori macroeconomici che hanno indebolito la domanda dei consumatori.

Vediamo insieme come si è distribuito questo calo tra i vari segmenti di prezzo, chi ne sta uscendo meglio e cosa aspettarsi per il trimestre in corso.

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Un trimestre difficile su due fronti contemporaneamente

I ricercatori di Counterpoint spiegano che i consumatori sono stati colpiti su due fronti distinti nel corso del trimestre: da un lato, gli aumenti dei prezzi di benzina e altri beni legati ai conflitti in Medio Oriente hanno inciso sul potere d’acquisto destinato a smartphone ed elettronica in generale.

Dall’altro, il colpevole che tutti abbiamo imparato a conoscere ovvero la crescente domanda di RAM da parte degli hyperscaler ha fatto salire in modo significativo i costi delle memorie per i produttori di smartphone, colpendo soprattutto in modo sproporzionato la fascia bassa del mercato, dove i margini già sottili hanno reso la situazione più difficile da gestire, basti vedere l’esempio di CMF by Nothing.

Le vendite complessive dei Big Four, ovvero Apple, Samsung, Motorola e Google, sono calate del 4% su base annua nel secondo trimestre 2026, un dato tutto sommato contenuto se paragonato al resto del mercato, crollato del 45%, dato che i produttori più piccoli hanno faticato a gestire l’aumento dei costi dei componenti.

I timori legati ai dazi e un mercato prepagato già debole nel 2025 avevano già spinto diversi marchi minori a lasciare gli Stati Uniti o a ridimensionare le proprie attività, il caso più noto è quello di HMD, uscita dal mercato americano l’anno scorso, e ora la stretta sui prezzi di memoria e storage complica ulteriormente la vita a molti produttori più piccoli.

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Sotto i 100 dollari, un crollo del 64%

Di conseguenza, le vendite di smartphone sotto i 100 dollari sono calate del 64% su base annua nel secondo trimestre 2026, con i produttori che hanno smesso di spedire questi dispositivi oppure sono stati costretti ad alzare i prezzi per compensare l’aumento dei costi delle memorie.

Gli smartphone white label brandizzati dagli operatori telefonici hanno subito alcuni dei cali più marcati, dato che la stretta sui prezzi ha ridotto il divario tra questi modelli e i prezzi che grandi produttori come Samsung e Motorola riescono comunque a offrire nella fascia economica.

Nonostante le vendite prepagate negli Stati Uniti siano calate dell’11% su base annua nel secondo trimestre 2026, Samsung e Motorola hanno aumentato la propria quota su questo segmento, sfruttando la debolezza e le uscite dal mercato di altri produttori di fascia bassa durante la crisi dei prezzi.

vendite smartphone USA Q2 2026

Gli operatori telefonici quindi si sono affidati alla serie Galaxy A di Samsung e alla serie Moto G di Motorola per attrarre chi cambia operatore in un mercato prepagato in rapida evoluzione. Nonostante le vendite solide, Motorola ha comunque aumentato i prezzi di diversi modelli della serie G nel secondo trimestre 2026, e Samsung ha alzato il prezzo del Galaxy A17 di 50 dollari a luglio.

Questi aumenti sulla serie G hanno spinto la crescita su base annua nella fascia 200-300 dollari, in precedenza un vero e proprio vuoto di prezzo nel mercato americano, con i modelli top di Motorola ora venduti proprio in questa fascia, il segmento è triplicato in quota di mercato su base annua nel secondo trimestre 2026.

Cosa aspettarsi nel terzo trimestre

Ci si aspetta che i prezzi medi di vendita degli smartphone continuino a salire nel terzo trimestre 2026, dato che Apple dovrebbe aumentare i prezzi dei modelli della serie iPhone 18, esattamente lo stesso tipo di scelta che Google ha già fatto sui prezzi della gamma Pixel 11, secondo quanto avevamo già raccontato parlando delle diverse strategie adottate dalle big tech per affrontare la crisi delle RAM.

Dato che Apple rappresenta storicamente oltre il 50% delle vendite di smartphone nel terzo trimestre, gli aumenti di prezzo sui modelli di punta avranno un effetto notevole sui prezzi medi complessivi del mercato. La solidità delle vendite dipenderà da quanto gli operatori saranno disposti a sussidiare questi modelli: Apple dovrebbe godere di un forte ciclo di aggiornamento, e se gli operatori riusciranno a continuare a offrire questi modelli gratuitamente o quasi, nonostante gli aumenti di prezzo, le vendite dovrebbero restare solide.

Google, dal canto suo, come via abbiamo già raccontato sta lanciando i propri dispositivi Pixel 11 a prezzi più alti rispetto al lancio della serie Pixel 10 nell’agosto 2025.

Con gli aumenti di prezzo destinati a continuare in tutto il mercato, Counterpoint afferma che le vendite prepagate sembrano destinate a concentrarsi sempre di più attorno a Motorola e Samsung, mentre la pressione sui margini per gli altri produttori di fascia bassa continua a intensificarsi. Nei prossimi mesi continueremo a osservare da vicino l’evolversi di un mercato in pieno cambiamento.