Da anni Samsung propone sui suoi smartphone lo stesso schema per le fotocamere posteriori: un blocco verticale allineato sul bordo sinistro del retro. Con il nuovo Galaxy Z Fold8, però, questa scelta stilistica sta iniziando a rivelare più di un limite, al punto da far pensare che sia arrivato il momento di cambiare rotta.
Chi ha già messo le mani sul Fold8 ha notato infatti un inconveniente non sottovalutabile. Capita infatti spesso di scattare una foto al volo e accorgersi solo dopo che un dito stava parzialmente coprendo l’obiettivo. Il problema si accentua quando si usa il flash, perché anche senza coprirlo del tutto, il dito può comunque intercettare la luce e lasciare un fastidioso alone rossastro nella foto finale.
Un difetto di questo tipo ha spinto a riflettere su un tema più ampio legato al linguaggio di design scelto da Samsung ormai da sei anni, la disposizione verticale delle fotocamere, introdotta con la serie Galaxy S20 nel 2020. Prima di allora, l’ultimo top di gamma a montare un layout orizzontale era stato il Galaxy Note 10, mentre il primo Galaxy Fold, annunciato prima ma arrivato sul mercato dopo il Note 10, seguiva ancora quello schema. Da quel momento, l’impostazione verticale è diventata lo standard su gran parte della gamma Samsung.
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Tutti i problemi della scelta di Samsung
Se da un lato questa coerenza stilistica ha aiutato Samsung a costruire un’identità visiva riconoscibile, dall’altro i dispositivi dell’azienda sono cambiati molto rispetto al 2020. Gli spessori si sono infatti ridotti anno dopo anno, mentre il modulo fotografico continua a sporgere in maniera consistente dal corpo del telefono.
Il fenomeno è particolarmente evidente sui pieghevoli. Modelli come il Galaxy Z Fold7 e il Fold8, una volta aperti, raggiungono spessori minimi, al limite di quanto consentito dalla presenza della porta USB-C. Di conseguenza, il rigonfiamento della fotocamera è ancora più marcato e appoggiando il telefono su un tavolo, il classico dondolio diventa difficile da ignorare.
Con il Fold8 emerge poi un ulteriore effetto collaterale del layout verticale, legato stavolta alla nuova forma del dispositivo. Essendo decisamente più corto rispetto ai Fold precedenti, il blocco fotocamere si estende lungo il retro fino ad arrivare vicino al punto in cui naturalmente si appoggiano le dita durante uno scatto, e questo nonostante il modulo comprenda soltanto due sensori posteriori.
C’è poi una terza ragione per cui la disposizione verticale sta diventando sempre più scomoda, e riguarda gli accessori magnetici. Gli smartphone Samsung, per funzionare con accessori in stile MagSafe, richiedono attualmente una cover dotata di magneti, e i pad di ricarica wireless più grandi finiscono spesso per entrare in conflitto con il modulo fotocamere, proprio perché questo si estende molto verso il basso.
Un’eventuale disposizione orizzontale, collocata nella parte alta del dispositivo, lascerebbe invece più spazio libero nella parte inferiore per caricatori magnetici e altri accessori. Allo stesso tempo, allontanerebbe le fotocamere dal punto in cui si impugna naturalmente il telefono, riducendo potenzialmente anche il problema del dondolio quando il dispositivo viene appoggiato su una superficie piana.
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Ci sarà davvero un cambio di design?
Alcune indiscrezioni parlano di un possibile redesign del comparto fotografico per la futura serie Galaxy S27, forse anche per fare spazio a magneti integrati compatibili con lo standard Qi2.
Al di là di quello che deciderà di fare Samsung con la serie S27, appare sempre più evidente che il layout verticale delle fotocamere abbia ormai fatto il suo tempo. Gli smartphone dell’azienda coreana sono cambiati profondamente negli ultimi sei anni, ma l’impostazione di base del comparto fotografico è rimasta sostanzialmente identica.
Per il momento, chi possiede un Fold8 dovrà semplicemente abituarsi ad adattare il modo in cui impugna il telefono al momento dello scatto. Resta la speranza che l’eventuale redesign delle fotocamere previsto per la serie Galaxy S27 arrivi, l’anno prossimo, anche sui pieghevoli, mettendo finalmente fine a dita che rovinano gli scatti, dondolii sul tavolo e ingombri che complicano l’uso degli accessori magnetici.
