Il 1° giugno 2026 segna una data importante per milioni di utenti europei, entrano infatti in vigore alcune delle misure più significative previste dal Digital Markets Act (DMA), il regolamento con cui l’Unione Europea sta cercando di ridurre il potere dei grandi ecosistemi digitali e aumentare la libertà di scelta dei consumatori.
Le novità riguardano in particolare Apple e Google e toccano un aspetto che da sempre rappresenta uno dei principali ostacoli al cambio smartphone: il trasferimento dei dati tra Android e iOS. A queste si aggiungono importanti passi avanti sul fronte dell’interoperabilità, soprattutto per gli utenti iPhone che utilizzano accessori e servizi di terze parti.
L’obbiettivo perseguito dall’UE è piuttosto chiaro, abbattere il cosiddetto lock-in tecnologico, ovvero quella situazione nella quale gli utenti restano legati a un ecosistema non tanto per scelta, quanto per le difficoltà che incontrerebbero nel passare a una piattaforma concorrente.
Indice:
- Trasferire i propri dati tra Android e iPhone è molto più semplice
- Arrivano novità anche per browser e password
- Gli accessori di terze parti avranno finalmente più libertà su iPhone
- Anche Google dovrà aprire Android ai servizi IA concorrenti
- L’Europa continua la sua battaglia contro gli ecosistemi chiusi
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Trasferire i propri dati tra Android e iPhone è molto più semplice
Uno dei cambiamenti più rilevanti riguarda la portabilità dei dati, chi decide di passare da Android a iPhone, o viceversa, si trova spesso ad affrontare procedure lunghe e talvolta incomplete, con il rischio di perdere informazioni importanti durante il trasferimento.
Le nuove regole europee impongono invece ad Apple e Google di garantire procedure semplici, rapide e gratuite per lo spostamento dei dati personali tra le rispettive piattaforme. L’obbiettivo è permettere agli utenti di trasferire praticamente tutto il contenuto del proprio smartphone senza particolari difficoltà.
Parliamo di contatti, eventi del calendario, messaggi, fotografie, documenti, password, reti Wi-Fi salvate e persino dati provenienti dalle applicazioni di terze parti; Apple ha già iniziato a preparare il terreno mettendo a disposizione degli sviluppatori una versione beta di AppMigrationKit, il framework che dovrebbe facilitare queste operazioni.
Un altro aspetto particolarmente interessante riguarda le eSIM, anche il trasferimento del profilo telefonico tra dispositivi con sistemi operativi differenti rientra infatti tra gli adeguamenti richiesti dal DMA, con alcuni operatori europei che hanno già iniziato a implementare il supporto necessario.
In teoria dunque, la scelta di un nuovo smartphone dovrebbe dipendere sempre meno dall’ecosistema di provenienza e sempre più dalle caratteristiche del prodotto stesso.
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Arrivano novità anche per browser e password
Le nuove disposizioni non si limitano agli smartphone, un altro settore interessato è quello dei browser mobili, dove il passaggio da un’applicazione all’altra è spesso più complesso rispetto a quanto avviene sui computer.
Apple ha sviluppato una soluzione basata su API dedicate che consente il trasferimento diretto di segnalibri, cronologia, password e altri dati di navigazione tra browser differenti senza passare dal cloud; alcuni sviluppatori hanno già iniziato ad adottare questa tecnologia, rendendo più semplice importare le informazioni archiviate in safari verso browser alternativi.
Si tratta di un cambiamento che, pur essendo meno visibile rispetto alla migrazione completa dello smartphone, potrebbe avere un impatto significativo sull’esperienza quotidiana di molti utenti.
Gli accessori di terze parti avranno finalmente più libertà su iPhone
Le novità più immediate per gli utenti iPhone riguardano probabilmente l’interoperabilità con gli accessori esterni. Da anni Apple offre un’integrazione particolarmente profonda tra iPhone e prodotti della propria gamma, come Apple Watch e AirPods, mentre i produttori terzi hanno spesso dovuto fare i conti con limitazioni che rendevano impossibile offrire un’esperienza equivalente.
Con l’entrata in vigore delle nuove misure del DMA, Apple è obbligata ad aprire alcune funzionalità chiave di iOS. Gli utenti europei potranno quindi beneficiare di una migliore integrazione con smartwatch, cuffie e altri dispositivi compatibili.
Tra le novità più rilevanti troviamo la possibilità per i dispositivi di terze parti di ricevere notifiche più complete dall’iPhone, procedure di accoppiamento semplificate simili a quelle utilizzate dagli accessori Apple e una gestione più avanzata del passaggio automatico dell’audio tra diversi dispositivi.
Si tratta soltanto di una parte del percorso, negli ultimi mesi Apple ha già introdotto in Europa ulteriori aperture che riguardano l’NFC, il Wi-Fi peer-to-peer, il trasferimento wireless dei file e la gestione delle connessioni Wi-Fi condivise.
Anche Google dovrà aprire Android ai servizi IA concorrenti
Il DMA non riguarda esclusivamente Apple. Anche Google è chiamata a rendere Android più aperto alla concorrenza, soprattutto nel settore dell’intelligenza artificiale.
Le nuove regole prevedono che gli assistenti AI di terze parti possano accedere a funzionalità oggi riservate a Gemini. In futuro sarà quindi possibile attivare servizi concorrenti tramite comandi vocali personalizzati, richiamarli attraverso scorciatoie di sistema e consentire loro di interagire con le applicazioni installate sul dispositivo.
L’idea è quella di evitare che Google possa sfruttare il controllo del sistema operativo per favorire esclusivamente le proprie soluzioni di intelligenza artificiale.
L’Europa continua la sua battaglia contro gli ecosistemi chiusi
Dopo l’introduzione obbligatoria della porta USB-C sugli smartphone venduti nel mercato europeo, il Digital Markets Act compie dunque un ulteriore passo verso una maggiore interoperabilità tra piattaforme e servizi.
Naturalmente la differenza la farà l’implementazione concreta da parte delle aziende coinvolte. Le regole sono ormai operative, ma servirà del tempo per capire quanto il passaggio tra Android e iOS diventerà realmente semplice nella vita di tutti i giorni.
La direzione intrapresa dall’Unione Europea appare però sempre più chiara: gli utenti devono poter scegliere liberamente dispositivi, servizi e piattaforme senza essere vincolati dalle barriere tecnologiche costruite dagli ecosistemi proprietari. E da oggi questo principio inizia a tradursi in cambiamenti concreti.
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