Lo scorso weekend, nel raccontarvi dei possibili cambiamenti estetici di Google Pixel 11 Pro XL suggeriti da una cover già in vendita, avevamo ipotizzato che quello potesse essere solo il primo leak di una lunga serie con protagonisti i prossimi flagship Google. Non ci siamo sbagliati alla fine, dato che è recentemente arrivato il primo, corposo leak, su uno dei quattro smartphone che comporranno la gamma, ovvero Google Pixel 11 Pro Fold.
Stavolta la filiera dei leak parte quindi dal modello pieghevole, quello che, nel caso in cui Big G mantenesse la stessa strategia degli ultimi anni, ci riguarda di meno. Dello smartphone sono stati diffusi in rete i render basati sui CAD che ci aiutano a scoprire le scelte fatte da Google sul fronte del design per quanto concerne questo modello ma potrebbero fornire indicazioni preziose anche relativamente agli altri modelli che comporranno la gamma.
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Diffusi i render basati sui CAD di Google Pixel 11 Pro Fold
Il solito (e attivissimo) leaker OnLeaks, in collaborazione con il portale AndroidHeadlines (sempre sul pezzo quando si tratta di diffondere in anteprima grosse moli di dati riguardanti smartphone che arriveranno in futuro), ha realizzato i render in alta definizione, basati sui CAD, di Google Pixel 11 Pro Fold, il prossimo flagship pieghevole del colosso di Mountain View.
Dai render (video e foto), che condividiamo di seguito, salta subito all’occhio che lo smartphone sembri praticamente identico al suo predecessore Pixel 10 Pro Fold (protagonista nell’immagine di copertina), segno che Google abbia intrapreso ancora una volta la via della prudenza.
Identico al predecessore… o quasi
Google non dovrebbe quindi apportare modifiche al design, confermando sostanzialmente quanto abbiamo visto con Pixel 10 Pro Fold (che a sua volta non stravolgeva Pixel 9 Pro Fold).
Google Pixel 11 Pro Fold sarà realizzato in alluminio e vetro e, visto frontalmente, non sembra presentare differenze col predecessore: ingombri in pianta, display esterno e display interno dovrebbero rimanere gli stessi (almeno dal punto di vista dimensionale).
Ciò che sembra essere destinato a cambiare, invece, è lo spessore dello smartphone che dovrebbe scendere a 4,8 mm (contro i 5,2 mm del predecessore diretto) da aperto e a scendere a 10,1 mm (contro i 10,8 mm del predecessore diretto) da chiuso. Questa differenza dovrebbe finire col migliorare l’ergonomia dello smartphone, soprattutto da chiuso, ma avrà effetti collaterali su alcuni elementi.
L’isola che ospita il comparto fotografico principale, infatti, presenta alcune differenze coi predecessori: ora presenta due pillole che sporgono dalla placchetta metallica, con il flash LED e il microfono che sono stati collocati all’interno della pillola superiore.
È visibile anche una sorta di “raccordo sinuoso” tra la placchetta e la scocca posteriore dello smartphone, elemento che in passato non c’era (lo stacco era netto). Per il resto, pulsanti e porte sembrano essere stati mantenuti nelle stesse posizioni.
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Cosa sappiamo finora su Google Pixel 11 Pro Fold
Esaurite le informazioni che possiamo ottenere osservando i render basati sui CAD, andiamo quindi a provare a stilare una prima scheda tecnica su Google Pixel 11 Pro Fold.
Lo smartphone, come tutti gli altri flagship attesi nel corso dell’estate, dovrebbe ruotare attorno al SoC Tensor G6, affiancato da 16 GB di memoria RAM e da 256/512 GB o 1 TB di spazio di archiviazione.
I display dovrebbero rimanere gli stessi che troviamo già su Pixel 10 Pro Fold: un OLED da 6,4 pollici a 120 Hz come pannello esterno e un LTPO OLED da 8 pollici con refresh rate variabile da 1 Hz a 120 Hz come pannello interno (pieghevole).
Non è chiaro se Big G possa apportare modifiche per quanto concerne il comparto fotografico ma, si sa, sui Pixel non abbiamo visto negli ultimi anni miglioramenti dal punto di vista hardware, anzi.
Altre potenzialità attese sono la certificazione IP68, una batteria da almeno 5.000 mAh con supporto alla ricarica rapida cablata e alla ricarica wireless magnetica PixelSnap, un comparto connettività super completo e il sistema operativo Android 17 con sette anni di supporto.
La più brutta sorpresa legata al prossimo pieghevole potrebbe essere legata al listino prezzi, destinato a salire a causa della crisi delle memorie (ma non solo): non è facile azzardare una cifra precisa ma è molto probabile che assisteremo a rincari rispetto al modello 2025. Da qui ad agosto, mese in cui è previsto il lancio, potranno comunque cambiare tantissime cose.

