A poco più di uno anno dal debutto, Google Flow torna a far parlare di sé con un aggiornamento piuttosto corposo che ne ridefinisce, in parte, l’identità: non più (o meglio non solo) uno strumento focalizzato sulla generazione video con i modelli Veo al centro dell’esperienza, ma un vero e proprio hub creativo multimodale in cui immagini, clip e storytelling convivono in un unico flusso di lavoro.
I numeri, del resto, raccontano già qualcosa, dal lancio sono state create oltre 1,5 miliardi di immagini e video; un dato che evidenzia quanto l’interesse per gli strumenti di IA generativa applicati alla creatività sia cresciuto rapidamente, spesso e volentieri andando oltre la semplice sperimentazione per entrare in flussi di lavoro concreti, dalle mood board fino a campagne di prodotto e cortometraggi.
Con l’aggiornamento annunciato in queste ore, Google introduce un’interfaccia completamente riprogettata, una gestione delle risorse più flessibile e controlli di editing decisamente più raffinati; vediamo nel dettaglio cosa cambia.
Indice:
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Google Flow diventa davvero multimodale, immagini e video nello stesso spazio
Uno dei cambiamenti più evidenti riguarda il posizionamento della generazione di immagini, che ora passa in primo piano. Le funzionalità sperimentali di Whisk e ImageFX vengono infatti integrate direttamente in Flow, eliminando la necessità di saltare tra strumenti diversi.
Il risultato è uno spazio di lavoro unificato in cui è possibile generare immagini, modificarle, animarle e trasformarle in ingredienti per la generazione video, il tutto senza mai uscire dall’interfaccia principale.
Al centro di questa integrazione troviamo Nano Banana, ora completamente incorporato nell’esperienza base; in pratica, l’utente può creare immagini ad alta fedeltà e utilizzarle immediatamente come base per le generazioni video con Veo 3.1, sfruttando la funzione Ingredienti per video per affinare prima l’immagine e poi ottenere un output video più coerente con la propria visione.
Un aspetto tutt’altro che secondario: la generazione di immagini con Flow è gratuita, dettaglio che potrebbe favorire un’adozione ancora più ampia da parte di creator, marketer e professionisti che vogliono sperimentare senza barriere iniziali.
A partire da marzo inoltre, gli utenti storici potranno scegliere di trasferire progetti e risorse da Whisk e ImageFX direttamente nella libreria di Flow, così da non perdere nulla del lavoro già svolto e continuare in modo fluido il proprio processo creativo.
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La nuova griglia delle risorse porta ordine nel caos
Chi lavora con contenuti generati dall’IA sa bene che il processo creativo è raramente lineare: si prova, si itera, si torna indietro, si sperimenta ancora. Proprio per questo Google introduce una nuova griglia delle risorse, pensata per rendere più semplice la gestione di immagini e video all’interno di un progetto.
La griglia consente di cercare rapidamente contenuti specifici, filtrare e ordinare asset, raggruppare immagini e video in Raccolte tematiche.
In altre parole, Flow cerca di trasformarsi in uno studio creativo strutturato, dove non ci si limita a generare output, ma si organizza il lavoro in modo sistematico; un’evoluzione importante rispetto alla prima versione, che metteva maggiormente l’accento sulla generazione video pura con Veo come perno centrale.
Editing più naturale e preciso
Altro tassello chiave dell’aggiornamento riguarda gli strumenti di editing, ora più potenti e intuitivi. Debutta ad esempio il nuovo strumento lazo: l’utente può selezionare con precisione un’area dell’immagine e utilizzare il linguaggio naturale per richiedere modifiche puntuali come rimuovi l’uomo o aggiungi una carpa koi nell’acqua.
In alternativa è possibile disegnare direttamente sull’immagine per indicare a Flow su cosa intervenire, rendendo il dialogo tra utente e IA ancora più diretto.
Sul fronte video, le novità includono:
- estensione della durata di una clip senza soluzione di continuità
- aggiunta o rimozione di oggetti nei video
- controllo dello stile e del movimento della telecamera
- generazione di ciò che accade dopo una scena, per mantenere viva la narrazione
Si tratta di strumenti che vanno oltre la semplice generazione iniziale e puntano chiaramente a rendere Flow uno spazio di rifinitura e regia, non solo di creazione grezza.
Un hub creativo sempre più completo
Con questo aggiornamento, Google sembra voler posizionare Flow come centro nevralgico per la creatività mossa dall’IA, integrando generazione di immagini, animazione, video e gestione strutturata degli asset in un unico ambiente.
Il passaggio da strumento focalizzato su Veo a piattaforma multimodale completa è evidente, e potrebbe rappresentare un cambio di passo significativo per chi cerca una soluzione integrata, senza dover combinare più servizi separati.
La nuova esperienza è già disponibile sul sito dedicato, mentre il trasferimento dei contenuti da Whisk e ImageFX, come detto, arriverà nel mese di marzo.
Resta ora da capire come evolverà ulteriormente la piattaforma nei prossimi mesi e se Google introdurrà nuove funzionalità collaborative o integrazioni con altri servizi dell’ecosistema, considerata la velocità con cui si muove il settore dell’IA generativa, è lecito aspettarsi ulteriori novità a breve.
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