Google Flow TAG

Google Flow è uno studio creativo basato sull’intelligenza artificiale, sviluppato da Google e pensato specificatamente per registi, designer e creatori di contenuti. È stato presentato ufficialmente durante il Google I/O 2025 come piattaforma Web mentre un anno dopo, durante il Google I/O 2026, è stata presentata l’app dedicata per dispositivi Android.

Scopriamo insieme cosa è, quali sono le sue potenzialità, cosa può fare l’app per Android, quali sono i dispositivi compatibili, come installarla e le ultime notizie sull’app del colosso di Mountain View.

Cosa è Google Flow

Google Flow nasce come evoluzione del prototipo VideoFX ed è stato presentato ufficialmente a maggio 2025, durante il Google I/O di quell’anno, come uno degli strumenti di punta dell’incubatore Google Labs per quanto concerne la generazione IA di contenuti video.

Si tratta di uno studio creativo multimodale basato sull’intelligenza artificiale e progettato per aiutare registi, designer e creatori di contenuti a trasformare le proprie idee in immagini ad alta fedeltà e clip video iperrealistiche partendo da semplici descrizioni testuali, immagini statiche o input combinati.

Il “motore” della piattaforma si affida ai più potenti modelli di IA generativi messi a punto da Google come Veo 3 e Veo 3.1 (per la generazione di video fluidi e la capacità di integrare nativamente audio e dialoghi), Nano Banana e Imagen 4 (per la creazione di immagini precise con capacità di mantenere la coerenza visiva dei personaggi) e, dal Google I/O 2026, Gemini Omni Flash (consente l’editing video conversazionale, migliora l’aderenza al contesto, introduce una maggiore consapevolezza del mondo e delle leggi della fisica, preserva l’identità dei personaggi nelle varie scene).

Le principali funzionalità di Google Flow

Come anticipato, Google Flow si configura come studio creativo per la generazione e la modifica di video, sia partendo da zero (generando l’intera sequenza tramite prompt testuali) che partendo da video registrati dall’utente (quindi caricando un video e modificandolo descrivendo le modifiche tramite prompt testuali).

La piattaforma integra il Google Flow Agent, un assistente alla regia che non aiuta soltanto a scrivere i prompt ma può essere sfruttato dall’utente per raccogliere idee, sviluppare storyboard, strutturare la trama o modificare in blocco più asset contemporaneamente. Il tutto, come di consueto per le applicazioni di IA generativa, sfruttando il linguaggio naturale.

Gli utenti possono poi creare strumenti personalizzati per i propri flussi di lavoro, come filtri visivi o effetti glitch, oppure attingere a una galleria che propone tantissimi strumenti creati dai membri della community.

Va poi menzionata la funzione Scenebuilder che punta a risolvere uno dei “problemi” dei video generati dall’IA, ovvero il cambiamento di stile nelle varie clip: la funzione si preoccupa di mantenere coerenza nei personaggi e negli ambienti tra le varie inquadrature.

Esiste anche una versione dedicata alla generazione musicale della piattaforma, chiamata Google Flow Music, che permette di generare canzoni complete e modificarle, anche sezione per sezione, isolando una parte di brano per cambiare il ritmo, riscrivere il testo o tradurlo, modificare la resa degli strumenti della parte che l’utente desidera modificare.

Quanto costa Google Flow

Google Flow, seppur con alcune limitazioni alla stregua di tutti gli strumenti IA di Google, può essere usato già in forma gratuita (senza abbonamento) ma offre l’accesso a funzionalità/strumenti sempre più avanzati al crescere dell’abbonamento Google AI sottoscritto dagli utenti.

Google Flow - inclusi con gli abbonamenti

L’app per Android di Google Flow

In occasione del Google I/O 2026, Google ha annunciato l’arrivo dell’app per dispositivi Android di Google Flow (e, anche se solo per iOS al momento, anche di Google Flow Music). L’applicazione non si pone come semplice porting della versione Web ma rappresenta una sua estensione, offrendo funzioni mirate per l’utilizzo da smartphone.

Gli utenti possono quindi creare contenuti video anche in mobilità, trasformando la propria idea in un progetto nell’esatto momento in cui arriva. Gli utenti possono scattare foto dalla fotocamera integrata o scegliere file dalla propria galleria e usarli come base o ispirazione per generare video.

Tutto il lavoro svolto nell’app di Google Flow viene costantemente sincronizzato con il cloud, dato che l’ecosistema utente è unificato: ogni progetto iniziato, le risorse e gli asset creati sullo smartphone, saranno immediatamente accessibili anche dalla piattaforma Web.

I render dei video sono gestiti interamente sui server di Google Cloud: di conseguenza, l’utente non deve attendere che il render venga completato con l’app aperta ma il tutto si svolge in background; l’app invierà una notifica quando i contenuti video generati saranno pronti da scaricare o da condividere.

Almeno nelle fasi iniziali, l’app è (e sarà) in versione Beta: di conseguenza, punta a concentrarsi sull’essenziale. Ad esempio, impone limiti ai formati (supporta solo i 16:9 o i 9:16) e in fase di esportazione non permette ancora di effettuare l’upscaling per migliorare la risoluzione finale, disponibile invece sulla piattaforma Web.

Dispositivi compatibili con l’app Google Flow

L’app di Google Flow per Android è tecnicamente compatibile con qualsiasi smartphone che esegua Android 7.0 e le versioni successive del sistema operativo del Robottino Verde. Non sembrano esserci grosse limitazioni (anche se l’app dovrebbe dare il meglio di sé con i dispositivi più recenti).

Scaricare e installare l’app Google Flow

L’app Google Flow è disponibile gratuitamente su tutti i dispositivi con cui risulta compatibile e può essere scaricata e installata tramite il Google Play Store: basterà effettuare un tap sul badge sottostante e selezionare “Installa”.