Man mano che ci avviciniamo al rilascio in forma stabile, Android 16 continua a prendere forma e, mai come quest’anno, pare che i miglioramenti più “grossi” che arriveranno con la prima versione “ufficiale” della prossima versione di Android siano quelli sotto al cofano.
Oltre a tutto ciò che è emerso finora, Google ha aggiunto il supporto a nuove funzionalità delle API Vulkan dedicate alla grafica e a nuove potenzialità legate ai codec multimediali che vogliono rendere la prossima versione di Android perfetta per l’intrattenimento.
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Android 16: emergono altri due miglioramenti sotto al cofano
Torniamo a occuparci di Android 16. Solo ieri vi abbiamo parlato della nuova API SettingsPreferenceService che consentirà agli sviluppatori di inserire le impostazioni delle proprie app direttamente tra le impostazioni di sistema di Android.
Oggi, invece, ci occupiamo di altre novità che Google sta implementando nella prossima versione del sistema operativo del robottino verde: la prima andrà a migliorare l’esperienza utente con i giochi tramite una funzionalità chiamata Host Image Copy dell’ultima versione dell’API Vulkan (ovvero Vulkan 1.4) e sarà obbligatoria per tutti i dispositivi lanciati con a bordo Android 16; la seconda andrà a migliorare le doti nello streaming di musica e video del sistema operativo tramite il supporto all’esecuzione di codec multimediali con un meccanismo diverso rispetto a quello utilizzato finora.
Miglioramenti per i giochi
Nel mese di marzo abbiamo scoperto che tutti i dispositivi dotati di chip progettati per funzionare con Android 17 dovranno avere Vulkan 1.4 come driver grafico predefinito. I dispositivi che invece saranno dotati di chip progettati per funzionare con Android 16, invece, potranno limitarsi solo ad alcune funzionalità di questo driver grafico.
Lo scorso anno, Google ha introdotto il programma Vulkan Profiles for Android (VPA) per migliorare la coerenza nella disponibilità delle varie funzionalità di Vulkan sui dispositivi Android: VPA 16, ad esempio, è proprio il set di funzionalità definito per quei chip di prossima generazione che verranno lanciati con il supporto ad Android 16.
Tra le funzionalità richieste da VPA 16 ce n’è una chiamata Host Image Copy (parte della specifica Vulkan 1.4) che, secondo un ingegnere di Google, rappresenta “un punto di svolta per i giochi su Android”.
Questa funzionalità consente lo streaming continuo dei dati relativi alle texture, promuovendo tempi di caricamento più rapidi e dimezzando l’utilizzo di memoria della GPU: la diretta conseguenza è che i giochi potranno copiare i dati necessari sfruttando la memoria della CPU (e non quella della GPU), eliminando la necessità di un buffer temporaneo (Shahbaz Youssefi, sviluppatore senior presso Google, aveva spiegato funzionamento e benefici di Host Image Copy tramite un post sul blog di medium).


La funzionalità Host Image Copy purtroppo non è supportata dall’attuale generazione di dispositivi Android mentre sarà supportata dalla prossima generazione di dispositivi, quelli dotati di hardware nativamente progettato per Android 16, che saranno i primi a beneficiare di questi miglioramenti sensibili per quanto concerne il mondo del gaming.
Miglioramenti per lo streaming di musica e video
Ogni volta che un dispositivo Android riproduce un qualsiasi contenuto multimediale, musica o video che sia, il sistema operativo deve generare una serie di processi indipendenti per garantire la corretta (e sicura) riproduzione del contenuto.
Android 16 aggiunge il supporto per gli in-process software audio codecs, una funzionalità che punta a risolvere una problematica presente da tanto tempo in Android e che richiede una serie di accorgimenti che allungano la lista dei processi utili per eseguire lo streaming multimediale in maniera sicura, portando a performance inferiori rispetto a quelle possibili sulla carta.
Con la nuova funzionalità, parte di Project Mainline, i codec multimediali potranno essere eseguiti direttamente all’interno del processo di un’app in maniera sicura. In questo modo, le prestazioni del codec AAC dovrebbero migliorare notevolmente, sia sul fronte della performance pura che sul fronte del risparmio energetico (secondo Google, il 50% dei cicli CPU spesi dal codec AAC era dovuto alla comunicazione tra i vari processi necessari per garantire la sicurezza dello stesso streaming).
Per mantenere intatto il livello di sicurezza della funzionalità anche dopo questo snellimento, Google richiederà che i codec in-process siano scritti in un linguaggio sicuro per la memoria (ad esempio Rust e non C++).
Come suggerito da una fonte “interna” a Mishaal Rahman (via Android Authority), Google aveva inizialmente pianificato questa funzionalità per Android 15 ma l’ha poi posticipata ad Android 16, probabilmente per dare più tempo agli sviluppatori di riscrivere il codice dei codec in linguaggio Rust.
Se tanto Google quanto gli sviluppatori dei codec facessero la loro parte, la prossima versione di Android potrebbe essere alleata degli utenti che sfruttano i propri dispositivi per lo streaming di musica e video, portando loro enormi benefici sia per quanto riguarda le prestazioni che la durata della batteria.

