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Huawei sta lavorando ad una batteria al grafene

Huawei sta attualmente portando avanti il lavoro sulle proprie future batterie al grafene e questa volta non si tratta di un semplice rumor: la fonte da cui proviene la succulenta indiscrezione è infatti di quelle ufficiali, vale a dire James Zou, Director of International Sales and Services di Honor.

Batterie al grafene: ci arriverà prima Samsung o Huawei?

Se da una parte nelle scorse settimane si era parlato della possibilità che Samsung voglia portare al debutto questa tecnologia con la serie Galaxy S10, il colosso cinese Huawei non ha alcuna intenzione di restare a guardare. La notizia a proposito dei lavori in corso sulle batterie al grafene è stata svelata nella giornata di ieri al team di FrAndroid nel corso di una lunga chiacchierata con il dirigente di Honor James Zou. Il principale argomento di conversazione è stato ovviamente il nuovo smartphone Honor Magic 2, ma non è mancata la possibilità di discutere un po’ anche delle prossime mosse di Honor e più in generale di Huawei. Il gigante cinese da una parte coltiva l’ambizione di essere il primo produttore nel panorama Android a portare sul mercato processori con tecnologia a 5 nm e dall’altra si starebbe già muovendo in direzione delle batterie al grafene.

Sono ormai diversi anni che si parla del grafene e della svolta che il suo impiego in aggiunta agli ioni di litio potrebbe rappresentare nel campo delle batterie. Fino a questo momento tuttavia non c’è nulla di nuovo da segnalare: la svolta non è ancora arrivata e nessuno smartphone attualmente in commercio dispone di una batteria al grafene. Sembra però che finalmente qualcosa stia iniziando a muoversi ed il coinvolgimento diretto di produttori importanti come Samsung e Huawei è sicuramente un buon segno. Il produttore cinese, peraltro, ha recentemente dato prova concreta di essere interessato al grafene, utilizzandolo per il sistema di raffreddamento del nuovo Honor Magic 2.

I costi elevati frenano la svolta

A questo punto resta da capire quanto tempo sarà ancora necessario attendere prima che gli utenti finali possano apprezzare in prima persona, sui propri device, i benefici derivanti dall’utilizzo di queste nuove batterie. Secondo il dirigente Honor i tempi potrebbero essere meno lunghi di quanto di pensi, dal momento che la tecnologia sarebbe praticamente pronta per essere impiegata ed avrebbe già dato riscontri convincenti.

Il motivo principale indicato dal dirigente di Honor (e non solo) quale freno alla diffusione delle batterie al grafene è di natura economica (“The main concern graphene is its cost“). Il grafene e la progettazione e produzione di queste batterie innovative avrebbero dei costi ancora eccessivamente elevati, per questo motivo ancora nessun produttore avrebbe portato sul mercato una soluzione di questo tipo. Nel medio periodo, tuttavia, una razionalizzazione dei costi consentirà di portare finalmente a compimento questo ulteriore ed attesissimo step evolutivo.

Quali vantaggi porteranno

Nel corso degli ultimi anni avrete probabilmente sentito parlare a più riprese di evoluzioni nel campo delle batterie e di come il grafene potrebbe giocare un ruolo fondamentale in questo senso. Le batterie al grafene sono interessanti per diversi motivi, a partire dal fatto che l’aggiunta del grafene alle attuali batterie agli ioni di litio consente un miglior funzionamento ad alte temperature, il che si traduce in vantaggi importanti per quanto riguarda la velocità di ricarica, l’autonomia e la longevità delle batterie.

Huawei stessa, nel corso degli esperimenti condotti, ha infatti riscontrato che queste nuove batterie sono in grado di funzionare a temperature che raggiungono i 60 gradi Celsius e che il grafene gioca un ruolo decisivo rendendone più efficiente il raffreddamento. Inoltre il produttore cinese ha rilevato una capacità decisamente migliore di resistere all’usura: nelle prove condotte, la batteria al grafene è riuscita a mantenere il 70% della capacità dopo ben 2.000 cicli di ricarica alla temperatura di 60 gradi Celsius.

Fonte: Frandroid

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