Recensione OPPO Reno 10x zoom: design e potenza per conquistare l’Europa

Recensione OPPO Reno 10x zoom: design e potenza per conquistare l’Europa
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Recensione OPPO Reno 10x zoom – L’avanzata dei colossi cinesi nel mercato occidentale si fa sempre più determinante e, se prima alcuni nomi sparuti si affacciavano sugli scaffali dei nostri centri commerciali, oggi possiamo dire che da loro arrivino le innovazioni che contano e grazie a loro si riescano ad acquistare ottimi smartphone a prezzi contenuti.

OPPO con il nuovo Reno 10x zoom è uno degli esempi migliori di questo cambiamento, uno smartphone che non teme i rivali di marchi storici come Samsung, LG o Sony, propone tantissima qualità e una scheda tecnica da primo della classe, ad un prezzo di partenza nettamente inferiore rispetto ai diretti competitor.

Come spesso accade però, è nei piccoli dettagli che traspare l’inesperienza del brand, non sempre capace di tenere fede alle aspettative decisamente alte del sottoscritto.

Unboxing di OPPO Reno 10x zoom

La confezione di OPPO Reno 10X è ricca di accessori: troverete un alimentatore Super Vooc 3.0 per ricaricare a 20 Watt lo smartphone sfruttando la particolare tecnologia proprietaria del costruttore, impiegherà circa 1 ora e mezza per completare la carica, ma già dopo mezz’ora avrete a disposizione il 50% di carica.
Incluso anche un cavetto USB/Type-C per il collegamento con il PC e la ricarica, una cover in gomma morbida con interno in tessuto e un paio di cuffiette auricolari con connettore Type-C, lo smartphone infatti non supporta la porta jack da 3,5 mm.

Video recensione di OPPO Reno 10x zoom

Design & Ergonomia

Il design di OPPO Reno 10X è una delle sue cose migliori, in un momento in cui il mercato si muove verso fotocamere imponenti e gruppi ottici incorniciati (avete visto i render dei futuri Google Pixel  4 e 4 XL?) OPPO ci fa tornare nel passato, quando il gruppo ottico era a filo con la scocca.

Grazie a questo dettaglio apparentemente passato di moda, OPPO Reno 10x risulta originale ed elegantissimo, con una scocca nera o verde monocromatica che si distanzia decisamente dal trend attuale che vorrebbe tutto in gradiente o con riflessi audaci.

Non è impermeabile, o meglio, non è certificato con standard IP, un delitto vero e proprio visto deve vedersela con smartphone che ne sono provvisti, a maggior ragione perché guardandolo da vicino si nota come in tutte le giunture ci siano guarnizioni in gomma o plastica, segno che in qualche modo è stato pensato per essere protetto dall’intrusione di liquidi.

Il bordo è in alluminio ed è finalizzato con una scanalatura per migliorare il grip, sopra e sotto invece troviamo il materiale composito del Gorilla Glass 6.

Avrete capito che non gli manca nulla sul fattore estetico, dove invece non andiamo benissimo è l’ergonomia, nella colorazione nera non è particolarmente scivoloso (in quella verde è una saponetta a causa della finitura opaca del vetro) ma le dimensioni sono importanti (162 x 77.2 x 9.3 mm) e ci sono 210 grammi di buone ragioni per considerarlo un peso massimo.

D’accordo è un “padellone”, per dirla come piace a noi, ma quel display da 6,6 pollici AMOLED è una gioia per gli occhi dei divoratori di serie TV.
E’ un FullHD, non un QHD come sul pazzesco OnePlus 7 Pro o sul Galaxy S10+ dei maestri corani di Samsung, non è quindi così “figo”, intanto però non ci sono notch, fori e altre amenità, poi la risoluzione normale gli permette di diventare un campione di autonomia, ma ne parleremo meglio tra poco, il tutto comunque senza compromessi in fatto di godibilità dei contenuti multimediali e di leggibilità all’aperto, e non è poco.

Tra l’altro non si fa mancare un bel comparto audio stereo, con doppia uscita e un suono che cerca di essere avvolgente, seppur chiaramente sbilanciato verso l’unico vero e proprio speaker posizionato in basso, visto che per l’altro canale viene usata la capsula auricolare.

Due righe voglio spenderle per la fotocamera pop up a pinna di squalo, ormai questo tipo di soluzione tecnica sta spopolando, è uno stratagemma intelligente per ottenere una superficie frontale a pieno schermo, ecco, quella di OPPO Reno 10x ha la stessa filosofia ma in una forma originale, è anche una delle più veloci a emergere, maltrattandola un po’ non fa una piega essendo solida e ben incastonata nella scocca.
L’unica perplessità ce l’ho per il flash che è messo proprio lì sulla pinna sulla parte posteriore, mi capita di usarlo spesso non per le foto ma per utilità varie che si presentano durante la giornata e in quei casi averlo sulla scocca forse è più comodo, ma riconosco che potrebbe essere solo una mia idea, vedete voi.

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Oppo Reno 10x zoom

Funzionalità di OPPO Reno 10x

OPPO ha ancora (speriamo non diventi a tempo indeterminato) un rapporto complicato con Android, da una parte sono gioie per l’ottimizzazione dei processi, che in linguaggio da strada significa che il telefono è sempre veloce e la batteria dura tanto, dall’altra alcune funzioni del software personalizzato sembrano fuori dal tempo, ci sono piccoli difetti qua e là che dopo un po’ scocciano chi è particolarmente attento.

Se me la concedete, esce un po’ fuori la “cinesata” che c’è in lui,  che “cinesata” poi non lo è assolutamente – chiamare “cinesata” gli smartphone cinesi che sono ormai quasi gli unici a darmi soddisfazione è roba da ipocriti – ma è un termine che uso ogni tanto per definire un prodotto con un software che sembra raffazzonato, messo lì giusto per funzionare decentemente e senza un vero pensiero costruttivo alla base.

La ColorOS a primo impatto è OK, senza andare oltre vista la tendenza allo scimmiottamento di iOS, ma con un po’ di occhio critico cominciano ad emergere piccole cose che non funzionano, possibilità che mancano, una grafica che a tratti non ha senso, una disposizione poco intuitiva dei menù.
Il cortocircuito nasce solo alla fine del processo, perché la base di Android 9.0 Pie sarebbe praticamente perfetta per tutti, poi OPPO ci mette del suo e rovina il prezioso minimalismo pensato da Google.

Comunque ci sono due buone notizie a tal proposito: la prima è che negli ultimi due anni OPPO è stata reattiva nel sistemare un software inizialmente al limite del grottesco, la seconda è che nonostante tutto, OPPO Reno 10x fa quasi tutto quel che si possono permettere gli altri, alcune volte persino meglio (cfr. Gaming Mode e gesture).
Non ci sono ragioni per pensare che le cose non possano migliorare, lo hanno fatto esponenzialmente negli ultimi mesi, di questo passo siamo a cavallo.

Prestazioni di OPPO Reno 10x

Quando si compra un top di gamma lo si fa per tante ragioni, una di queste è la speranza di avere un telefono che non rallenti clamorosamente dopo pochi mesi (o dopo pochi giorni), che ci segua mentre operiamo velocemente con le nostre dita forgiate dall’evoluzione e possibilmente non finisca la memoria a disposizione in men che non si dica.

Ecco, se come top di gamma doveste scegliere OPPO Reno 10x zoom allora non avrete di ché lamentarvi.
D’altra parte per molti le performance brillanti fanno parte della piacevolezza d’uso di uno smartphone e da fanatico del genere posso garantirvi che qui voliamo parecchio in alto.

C’è persino lo stesso libidinoso feedback aptico di OnePlus 7 Pro, difficile chiedere di meglio.

Fotocamera di OPPO Reno 10x

O meglio, le fotocamere, perché su OPPO Reno 10x zoom ci sono tre fotocamere posteriori e una anteriore.
La formazione è la classica con principale di qualità, ultrawide e teleobiettivo (10x), a cui va aggiunta quella per i selfie.

Lasciamo alla scheda tecnica i numeretti e concentriamoci più sull’esperienza d’uso.
Con tre fotocamere così ci si toglie sempre la soddisfazione di realizzare lo scatto con la giusta prospettiva, campo largo, normale o facendo ricorso allo zoom ottico 5x (10x interpolato) per guardare lontano. In assoluto quindi la versatilità è la parola d’ordine per questo device.

OPPO è stata la prima a implementare su uno smartphone lo zoom periscopico, idea ripresa successivamente da Huawei con il P30 Pro, con tanto di stabilizzazione sul sensore e un prisma che piega l’immagine per raggiungere le lenti disposte una dietro l’altra orizzontalmente.
Un piccolo prodigio tecnico davvero notevole.

In fatto di qualità andiamo bene, senza però dover scomodare termini più entusiastici. Di giorno c’è molto dettaglio (sappiamo bene che il sensore Sony IMX 586 è generoso di definizione) ma il software di elaborazione interviene con la mano pesante appiattendo le ombre e saturando fin che si può, il risultato sono foto da Instagram belle pronte per fare il pieno di cuoricini, ma che fotograficamente non sono il massimo.
Di notte c’è una modalità notturna che funziona molto bene, non può però fare i miracoli ed emergono le doti limitate del sensore principale da 48 MP con poca luce. Nulla di grave, OPPO Reno 10x rimane un ottimo strumento per fare foto, ma perde leggermente rispetto ai diretti competitor.

Batteria & Autonomia, di OPPO Reno 10x

Quando si tratta di scattare foto OPPO Reno 10x non è il primo della classe, il discorso però cambia quando si parla di autonomia, fantastica!

Custodisce 4065 mAh di batteria che sono nella media per i flagship del 2019, ma grazie al suo schermo relativamente poco definito, rimane acceso almeno due giorni pieni e regge senza battere ciglio le situazioni di stress intenso, persino in questi primi giorni torridi di giugno.

In conclusione

OPPO Reno 10x zoom costa 799 Euro di listino, se vi sembrano tanti pensate ai 1099 per lo stesso taglio di memoria su Huawei P30 Pro e i 1029 per acquistare un Samsung Galaxy S10+ ma con 128 GB di memoria interna, poco meno per Sony Xperia 1, 949 Euro nell’unico taglio con 6 GB di RAM e 128 GB di ROM, persino OnePlus 7 Pro non è così lontano se pensate ai 759 Euro necessari per la variante 8/256.

In questo momento i dispositivi sopracitati si riescono a trovare a qualcosa in meno con le migliori offerte online, ma tra qualche settimana la situazione sarà diversa e OPPO Reno 10x potrebbe effettivamente far valere la sua convenienza.

Il rivale più importante è senza dubbio OnePlus 7 Pro, ma OPPO Reno 10x è equipaggiato con un bel po’ di buone carte, su tutte l’autonomia strepitosa e il miglior comparto fotografico, senza contare la tendenza a mantenere il prezzo dei prodotti OnePlus.

Il software è da migliorare, non ci sono impermeabilità e ricarica wireless ma costa meno in negozio e costerà meno online rispetto ai principali smartphone premium.
Siamo su un equilibrio sottile e OPPO ha in mano le redini del proprio destino, mi aspetto che nei prossimi mesi sarà sempre più protagonista, specialmente ora che le basi di Huawei si fanno sempre più instabili.

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Pagella

9.6
Display
6.7
Ergonomia
9.6
Hardware
7.2
Software
8.0
Batteria
9.7
Fotocamera
8.1
Qualità/prezzo
9.5
Materiali
9.3
Audio
9.7
Esperienza Utente
9.1
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