Fino a questo momento per verificare se un dispositivo Android è aggiornato si è fatto riferimento al livello della patch di sicurezza e alla data ad essa associata ma, a quanto pare, non sempre tali dati forniscono un quadro completo.
Android, infatti, è in grado di aggiornare diverse parti del sistema operativo mobile, ciò in quanto alcuni update provengono direttamente dal produttore del telefono mentre altri componenti possono essere aggiornati tramite Google Play senza un update completo del sistema.
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Android aumenta la sicurezza con due nuove librerie
Nelle scorse ore, attraverso un post sul blog ufficiale dedicato agli sviluppatori, il team di Google ha annunciato il rilascio di due nuovi strumenti: stiamo parlando di AndroidX Security State (la versione 1.1.0) e di Security State Provider (la versione 1.0.0).
Così come viene spiegato dalla stessa Google, si tratta di librerie che offrono un meccanismo centralizzato che è stato progettato per garantire un maggior livello di trasparenza sullo stato di sicurezza complessivo e sugli aggiornamenti in sospeso nell’intero ecosistema Android.
In pratica, queste librerie consentono di verificare programmaticamente lo stato di sicurezza del dispositivo per ogni singolo componente (per esempio, valutando la reale protezione a livello di componenti e verificando se sono in corso aggiornamenti per la risoluzione delle vulnerabilità), soluzione che può rivelarsi utile in particolare per le applicazioni relative a dati sensibili (come quelle sanitarie) o per quelle critiche per la sicurezza (basti pensare alle app bancarie).
Grazie alle librerie AndroidX Security State sarà possibile eseguire un controllo dei livelli di sicurezza del Sistema (aggiornamenti OTA), dei Moduli di sistema (aggiornati di solito in background tramite gli aggiornamenti di sistema di Google Play) e del Kernel.
Le librerie Security State Provider, invece, consentono di verificare il livello delle patch di sicurezza del dispositivo (quelle installate per specifici componenti di sistema, ricavate dalle proprietà e dalle configurazioni del device), il Published SPL (l’ultimo livello di patch pubblicato ufficialmente nel Bollettino di sicurezza Android per ciascun componente) e l’Available SPL (il livello di patch pronto per essere scaricato e installato sul dispositivo specifico).
Grazie alla visualizzazione di questi tre livelli di patch a livello di componente, gli sviluppatori e le aziende hanno la possibilità di comprendere con precisione il livello di sicurezza di un determinato dispositivo, identificare le eventuali patch mancanti e adottare misure correttive proattive.
E così, tanto per fare un esempio, uno smartphone potrebbe ancora mostrare patch di sicurezza obsolete anche se una specifica vulnerabilità di sicurezza è già stata corretta e il nuovo sistema ideato da Google è in grado di fornire agli sviluppatori di app tutte le informazioni necessarie per effettuare una valutazione precisa al riguardo.
Per ulteriori informazioni vi rimandiamo al post pubblicato da Google sul blog ufficiale.

