Google ha iniziato a distribuire sui dispositivi Android il nuovo processo avanzato per l’installazione di applicazioni provenienti da fonti esterne e, come prevedibile, i primi utenti che si sono imbattuti nella procedura non sembrano particolarmente entusiasti. Il nuovo sistema introduce infatti ulteriori passaggi e, soprattutto, impone un’attesa di 24 ore prima di poter procedere con l’installazione tramite sideloading.
La procedura era stata annunciata da Google nelle scorse settimane come parte delle nuove misure pensate per rendere più sicura l’installazione di applicazioni al di fuori degli store ufficiali; ora però, il sistema sta iniziando a comparire concretamente sui dispositivi e alcuni screenshot condivisi dagli utenti permettono di capire meglio come funzionerà nella pratica.
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Il nuovo processo di sideloading richiede anche un riavvio
A mostrare per la prima volta nel dettaglio la nuova procedura è stato un utente su Reddit, che ha ricevuto il flusso avanzato sul proprio dispositivo Android e ha condiviso alcune schermate relative ai diversi passaggi necessari.
Il sistema parte da una richiesta di conferma nella quale Google chiede all’utente di verificare che sia effettivamente sua intenzione consentire l’installazione di applicazioni provenienti da fonti esterne. Non si tratta di un avviso particolarmente sorprendente, considerando che il sideloading viene da tempo considerato da Google uno dei possibili vettori sfruttati dai truffatori per convincere gli utenti a installare applicazioni dannose.
Nella schermata viene infatti ricordato che i criminali possono chiedere alle proprie vittime di abilitare l’installazione da fonti esterne. Google specifica inoltre che dipendenti governativi e rappresentanti di aziende legittime non dovrebbero mai chiedere agli utenti di modificare questa impostazione per installare un’applicazione.
La parte più controversa della nuova procedura arriva però subito dopo, per completare il processo è necessario riavviare il dispositivo, dopodiché inizia un periodo di attesa della durata di 24 ore.
Durante questo intervallo di tempo lo smartphone continua a essere utilizzabile normalmente, l’utente può inoltre controllare una schermata dedicata per verificare quanto tempo manca al termine dell’attesa e può decidere di effettuare il riavvio anche successivamente, anziché farlo immediatamente.








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Dopo 24 ore si potrà scegliere quanto mantenere attivo il sideloading
Una volta trascorse le 24 ore previste da Google, l’utente potrà finalmente procedere con l’abilitazione dell’installazione delle applicazioni da fonti esterne. Il sistema offrirà inoltre una scelta sulla durata dell’autorizzazione, in base a quanto già comunicato dall’azienda, sarà possibile mantenere l’abilitazione per sette giorni oppure in modo definitivo.
La procedura non riguarda invece le applicazioni installate tramite ADB, che continuano a essere escluse da questo particolare sistema di protezione. Si tratta di una distinzione importante soprattutto per gli utenti più esperti che utilizzano strumenti di sviluppo o installano manualmente applicazioni attraverso il computer.
Per chi utilizza occasionalmente file APK scaricati al di fuori degli store ufficiali, il cambiamento è invece destinato a essere molto più evidente. Non sarà più sufficiente modificare rapidamente un’impostazione e procedere con l’installazione, almeno per il flusso sottoposto alla nuova verifica, sarà necessario pianificare l’operazione con largo anticipo.
Gli utenti temono che il sideloading diventi sempre più difficile
La reazione della community Android non è stata particolarmente positiva, alcuni utenti hanno espresso preoccupazione per la direzione intrapresa da Google, temendo che le restrizioni possano aumentare ulteriormente con le prossime versioni del sistema operativo.
Il timore è che l’attuale procedura rappresenti soltanto un passaggio intermedio verso un’esperienza di sideloading ancora più limitata. Altri utenti, pur riconoscendo l’utilità delle misure contro le applicazioni dannose e le truffe, hanno sottolineato come il nuovo sistema renda comunque più macchinosa un’operazione che, per gli utenti esperti, è da sempre una delle caratteristiche distintive di Android.
La questione è particolarmente delicata perché Google sta contemporaneamente rafforzando anche i sistemi di verifica delle applicazioni. Il risultato è che l’installazione di APK provenienti da fonti esterne sta diventando progressivamente meno immediata, soprattutto per chi non ha particolari conoscenze tecniche.
Al momento non è possibile sapere se Google introdurrà ulteriori limitazioni in futuro, l’azienda presenta queste modifiche principalmente come strumenti per contrastare truffe e installazioni pericolose, ma il nuovo processo riaccende inevitabilmente il dibattito sull’equilibrio tra sicurezza e libertà di scelta su Android.
Per gli utenti che fanno regolarmente affidamento sul sideloading, una cosa è però già evidente: con l’arrivo del nuovo flusso, installare un’applicazione tramite APK potrebbe richiedere molta più pazienza rispetto al passato.
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