ChatGPT continua ad arricchirsi di funzioni pensate non soltanto per rispondere alle domande degli utenti, ma anche per rendere più semplice e immediato l’utilizzo dei contenuti generati dall’intelligenza artificiale nelle attività di tutti i giorni. L’ultima novità riguarda gli sticker, che ora possono essere creati direttamente all’interno di ChatGPT e utilizzati su alcune delle più diffuse applicazioni di messaggistica.

OpenAI ha infatti annunciato la possibilità di creare sticker personalizzati con ChatGPT e aggiungerli direttamente a WhatsApp e iMessage, evitando buona parte dei passaggi manuali che fino a questo momento erano necessari per trasformare un’immagine generata dall’IA in uno sticker da utilizzare nelle conversazioni.

La funzione era stata anticipata a inizio mese da alcune informazioni individuate all’interno del codice dell’app, ma ora è arrivata la conferma ufficiale.

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ChatGPT può trasformare praticamente qualsiasi immagine in uno sticker

Il funzionamento è piuttosto semplice e, soprattutto, lascia una notevole libertà all’utente. Per creare uno sticker non è infatti necessario partire da una fotografia già presente nella galleria dello smartphone, è possibile utilizzare una propria immagine e chiedere a ChatGPT di trasformarla in uno sticker, ma anche caricare più fotografie contemporaneamente per ottenere un vero e proprio set di sticker personalizzati.

L’intelligenza artificiale può inoltre intervenire sull’immagine originale prima di trasformarla nel risultato finale, modificando il soggetto, aggiungendo oppure rimuovendo elementi e creando direttamente un’immagine con sfondo trasparente, caratteristica fondamentale per ottenere uno sticker dall’aspetto corretto all’interno delle app di messaggistica.

Non serve nemmeno avere un’immagine di partenza, l’utente può semplicemente descrivere attraverso un prompt lo sticker che vuole creare e lasciare che sia ChatGPT a generarlo da zero; in alternativa, è possibile fornire un’immagine di riferimento per chiedere al modello di riprenderne  lo stile.

Questo apre quindi a possibilità piuttosto interessanti, perché uno sticker può nascere da una fotografia, da un’idea, da una battuta condivisa con gli amici oppure semplicemente da una descrizione testuale.

La parte più interessante della novità riguarda però l’utilizzo del risultato, una volta creato lo sticker, ChatGPT mostra infatti il pulsante Add to chat apps, attraverso il quale è possibile esportarlo direttamente verso le applicazioni di messaggistica supportate.

Tra queste troviamo WhatsApp e iMessage, rendendo molto più semplice il passaggio dalla generazione dell’immagine al suo utilizzo all’interno di una conversazione.

Nel caso di WhatsApp esiste però una particolarità, gli sticker devono essere esportati almeno tre alla volta, si tratta di una limitazione legata a Meta e non a ChatGPT, quindi non dipende dal funzionamento della novità introdotta da OpenAI.

Con iMessage l’integrazione risulta invece ancora più immediata, dopo aver esportato gli sticker, questi vengono raccolti all’interno di una specifica sezione dedicata a ChatGPT presente nel selettore degli sticker dell’app Messaggi; in questo modo è possibile ritrovarli e riutilizzarli nelle conversazioni successive senza doverli generare nuovamente.

La novità potrebbe sembrare secondaria rispetto alle funzionalità più avanzate di ChatGPT, ma in realtà rappresenta un esempio interessante di come l’intelligenza artificiale stia entrando sempre più nelle operazioni quotidiane.

Fino a oggi infatti, chi voleva trasformare un’immagine generata da ChatGPT in uno sticker doveva generalmente salvarla sul dispositivo, eventualmente modificarla o rimuoverne lo sfondo e poi importarla manualmente nell’applicazione di messaggistica; ora buona parte di questo processo viene gestita direttamente da ChatGPT.

Il vantaggio è quindi soprattutto nella semplicità: si crea lo sticker, si sceglie di aggiungerlo alle app di chat e lo si può utilizzare nella conversazione. Un processo che riduce sensibilmente i passaggi necessari e rende la generazione di contenuti personalizzati molto più immediata.

La funzione sfrutta naturalmente le capacità di generazione e modifica delle immagini già disponibili in ChatGPT, ma le trasforma in qualcosa di decisamente più concreto e quotidiano; considerando quanto gli sticker siano ormai utilizzati nelle conversazioni, potrebbe diventare una delle funzionalità più divertenti da provare per molti utenti.