La pubblicità su ChatGPT arriverà anche in Italia. C’è la data, è quella del 24 agosto. Tra meno di una settimana, quindi, nelle conversazioni con l’intelligenza artificiale di OpenAI compariranno gli annunci pubblicitari. Un percorso, quello che ha portato ChatGPT a introdurre la pubblicità, che è iniziato più di un anno fa, quando il responsabile del chatbot Nick Turley aveva definito l’ipotesi degli annunci una soluzione da considerare solo come ultima spiaggia. Pochi mesi dopo sono comparsi i primi indizi concreti nel codice dell’app beta, con riferimenti a funzioni pubblicitarie non ancora attive. All’inizio di quest’anno, poi, OpenAI aveva confermato ufficialmente l’avvio dei test negli Stati Uniti. Ora OpenAI ha reso pubblici tutti i dettagli operativi ed è importante sapere cosa cambia per la privacy, i minori (solo ieri è stato annunciato ChatGPT for Teens) e l’esperienza d’uso degli utenti.

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Chi vedrà gli annunci

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Dal 24 agosto 2026 gli utenti dei piani Free e Go di ChatGPT vedranno gli annunci pubblicitari all’interno delle chat. Come sottolineato da OpenAI, il 20% delle conversazioni con ChatGPT ha una “chiara intenzione commerciale“. Gli annunci pubblicitari, quindi, rispondono in parte a qualcosa che già è presente nel modo in cui gli utenti cercano info su ChatGPT.

Dopo la fase iniziale di test, l’aggiornamento riguarda 31 mercati europei, tra cui anche l’Italia. I piani Plus, Pro, Business, Enterprise ed Edu restano privi di pubblicità. Le inserzioni compaiono in un’area separata sotto le risposte del chatbot, con un’etichetta che le identifica chiaramente come contenuto sponsorizzato. Un elemento interessante (e potenzialmente critico) è che la visualizzazione di un annuncio non implica che OpenAI approvi o raccomandi l’inserzionista o i suoi prodotti.

Nell’introdurre la pubblicità, OpenAI ha spiegato di attenersi a cinque principi pensati per preservare la fiducia degli utenti. Il primo riguarda l’allineamento alla missione dell’azienda, con la pubblicità presentata come strumento per sostenere un accesso più ampio all’intelligenza artificiale. Il secondo è l’indipendenza delle risposte, che restano separate ed etichettate rispetto agli annunci. Il terzo è la riservatezza delle conversazioni nei confronti degli inserzionisti, a cui i dati degli utenti non vengono mai venduti. Il quarto riguarda la possibilità per l’utente di gestire la personalizzazione e cancellare i propri dati pubblicitari in ogni momento, con la garanzia di poter sempre scegliere un’esperienza priva di annunci, tramite un piano a pagamento oppure un’opzione gratuita con limiti aggiuntivi. Il quinto principio è il valore a lungo termine, con OpenAI che dichiara di non ottimizzare il prodotto in base al tempo trascorso dagli utenti in chat, dando priorità alla fiducia e all’esperienza rispetto ai ricavi immediati.

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Come vengono scelti e classificati gli annunci

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OpenAI sottolinea che il sistema incaricato di selezionare gli annunci resta separato da quello che genera le risposte. È una scelta pensata per evitare che gli inserzionisti possano influenzare, classificare o modificare ciò che ChatGPT scrive. La scelta di quale annuncio mostrare tiene conto della pertinenza rispetto al contesto e all’intento della conversazione in corso, della pagina di destinazione dell’annuncio, del titolo e del testo dell’inserzione, delle indicazioni contestuali fornite dall’inserzionista e delle selezioni di targeting impostate.

Quando la personalizzazione è attiva, entrano in gioco anche alcuni segnali provenienti dall’esperienza più ampia dell’utente con ChatGPT. Nel caso in cui più annunci risultino idonei per lo stesso spazio, la classifica finale considera una combinazione di pertinenza e offerte economiche presentate dagli inserzionisti, mentre nelle conversazioni più lunghe il sistema tiene conto anche del contesto generale e dell’esperienza complessiva dell’utente. OpenAI descrive questo meccanismo come un ambiente pubblicitario conversazionale, plasmato dalle intenzioni espresse dagli utenti, in cui le aziende possono proporre contenuti pertinenti nel momento in cui le persone stanno decidendo cosa fare. Una sorta di SEO 3.0 applicata alle risposte generate dall’intelligenza artificiale, con tutto quello che ne conseguirà anche in termini di attività e ricerca da parte degli inserzionisti.

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Se l’utente ha attivato la personalizzazione degli annunci, ChatGPT può utilizzare determinati segnali della sua esperienza complessiva per rendere le inserzioni più pertinenti. Con la memoria attiva, il sistema può fare riferimento anche ai dati salvati e alle chat recenti nella selezione dell’annuncio. Chi preferisce chattare senza che questo avvenga può ricorrere alla Chat temporanea, che resta completamente esclusa dal programma pubblicitario. Nello Spazio economico europeo e in Svizzera, comunque, la personalizzazione basata sull’esperienza complessiva resta inizialmente disattivata, gli annunci potranno comunque essere selezionati in base all’argomento della conversazione in corso, che quindi non scompare disattivando la personalizzazione.

Dal punto di vista degli inserzionisti, l’accesso a ChatGPT Ads nei nuovi mercati avviene inizialmente tramite il team Ads Solutions di OpenAI e alcune agenzie partner, tra cui Publicis, WPP, Omnicom, MediaPlus, Havas e Dentsu. Una piattaforma self-service pensata per piccole imprese e imprenditori è prevista nei prossimi mesi. Negli ultimi sei mesi OpenAI ha inoltre ampliato gli strumenti a disposizione degli inserzionisti, affiancando ai modelli di acquisto basati su CPM e CPC (rispettivamente il costo ogni mille visualizzazioni e il costo per ogni clic ricevuto) anche l’ottimizzazione delle conversioni, oltre a funzioni di targeting geografico e di pubblico personalizzato. Sul fronte della misurazione dei risultati, l’azienda ha introdotto strumenti come OpenAI Pixel e Conversions API, pensati per offrire alle aziende una visione più completa dell’efficacia delle proprie campagne pubblicitarie su ChatGPT.

Quali dati vengono usati (e quali no)

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OpenAI ha dichiarato che le conversazioni, la cronologia delle chat, la memoria e i dati personali non vengono mai condivisi con gli inserzionisti, così come nome, indirizzo e-mail, posizione esatta, indirizzo IP e informazioni sensibili relative a salute fisica o mentale e temi politici. Le aziende ricevono soltanto informazioni aggregate e non identificative, come il numero complessivo di visualizzazioni o di clic. Se l’utente decide di scrivere direttamente a un inserzionista attraverso un annuncio, quest’ultimo vede soltanto i messaggi che gli vengono inviati in modo diretto.

I dati utilizzati per mostrare gli annunci vengono conservati per un massimo di 30 giorni prima di essere eliminati dai server, e la loro cancellazione non ha alcun effetto sulle chat dell’utente. Anche le interazioni con gli annunci (nasconderli, segnalarli, visualizzarli o selezionarli) non vengono aggiunte alla cronologia di ChatGPT, a meno che l’utente non scelga esplicitamente di condividere un annuncio con il chatbot tramite la funzione “Chiedi a ChatGPT” per farsi rispondere a eventuali domande al riguardo.

Le tutele per i minori

OpenAI precisa che ChatGPT non mostrerà annunci agli account riconosciuti come appartenenti a persone sotto i 18 anni, sulla base delle informazioni sull’età associate all’account e, dove disponibile, di una stima dell’età stessa. Il sistema considera una combinazione di segnali comportamentali e legati all’account, tra cui l’età dichiarata, da quanto tempo esiste l’account, gli orari di utilizzo abituali, i pattern di utilizzo nel tempo e gli argomenti generali di cui l’utente discute. Gli annunci restano inoltre esclusi all’interno di conversazioni su temi personali sensibili (come salute fisica o mentale e politica), indipendentemente dal fatto che l’inserzionista operi in un settore regolamentato. Alcune aziende attive in ambiti come salute e servizi finanziari possono comunque risultare idonee a pubblicare annunci, a condizione che rispettino criteri di idoneità definiti da OpenAI, ma senza che questo comporti il posizionamento vicino a contenuti sensibili degli utenti.

Su ogni annuncio è disponibile un menu che permette di nasconderlo se non lo si vuole vedere, di segnalarlo qualora venga considerato fuorviante, pericoloso o inappropriato, di consultare le informazioni sul motivo per cui viene mostrato, oppure di condividerlo con ChatGPT per farsi rispondere a eventuali domande. Dalle Impostazioni, nella sezione Controlli degli annunci, è inoltre possibile disattivare in qualsiasi momento la personalizzazione, così come cancellare i dati utilizzati per gli annunci, un’operazione che può richiedere fino a 30 giorni per essere completata sui server. Va sottolineato che disattivare la personalizzazione non equivale a scegliere l’esperienza priva di pubblicità, la personalizzazione incide sul modo in cui gli annunci vengono selezionati, mentre l’eliminazione degli annunci richiede un passaggio diverso.

Come evitare la pubblicità

Chi utilizza il piano Free e preferisce non vedere annunci può passare a un’esperienza Ads-Free dalle Impostazioni, selezionando Impostazioni annunci e poi Cambia piano per eliminare gli annunci. L’opzione riduce però i limiti di utilizzo giornalieri e l’accesso ad alcune funzionalità, come la generazione di immagini o la deep research. Se successivamente si raggiunge un limite di utilizzo, ChatGPT può proporre di passare a Plus o Pro oppure di tornare alla versione gratuita con pubblicità.