Il mercato degli smartwatch aveva chiuso il primo trimestre del 2026 in crescita del 4% su base annua, con Apple sempre saldamente al comando e Samsung in perdita di terreno. A distanza di due mesi arrivano nuovi numeri, questa volta dell’istituto di ricerca Omdia, relativi al secondo trimestre dell’anno. Numeri che restituiscono una fotografia più articolata del settore e raccontano un mercato sempre più diviso in due filoni ben distinti.

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Com’è andato il secondo trimestre

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Secondo il report Omdia, le spedizioni globali di dispositivi indossabili da polso sono calate del 2% su base annua nel secondo trimestre del 2026. Il dato aggregato, però, nasconde una realtà più complessa. Gli smartwatch, infatti, sono cresciuti del 6%, trainati soprattutto dai modelli sportivi più avanzati, mentre i nuovi tracker senza schermo hanno guadagnato terreno tra i consumatori che cercano dispositivi minimalisti da indossare tutto il giorno. A pagare il conto sono invece i tracker di fascia base (in calo del 9%) e gli smartwatch entry level (in flessione del 3%). Quest’ultima è stata penalizzata soprattutto dal mercato indiano, dove la crescita registrata nei mesi scorsi non si è confermata nel 2026.

Jason Low, Research Director di Omdia, ha descritto la situazione come una spaccatura netta tra due tipologie di consumatori. Da un lato chi cerca tracker minimalisti e senza schermo da indossare ventiquattro ore su ventiquattro, dall’altro chi preferisce smartwatch sportivi evoluti con maggiore precisione e autonomia estesa su più giorni. Secondo Low, i dispositivi premium e quelli senza schermo stanno guadagnando terreno, mentre i dispositivi di fascia media restano indietro.

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Garmin cresce, Apple resta prima (ma rallenta)

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Nel segmento degli smartwatch, Apple mantiene la leadership globale con il 46% di quota di mercato. Il dato più significativo riguarda però Garmin, che ha registrato il maggiore incremento di quota, salendo al 15% e raggiungendo così Samsung, rimasta di poco davanti in seconda posizione. Secondo Omdia, la crescita di Garmin riflette una domanda solida per gli usi sportivi avanzati (corsa, ciclismo e attività outdoor) sostenuta anche dall’ampliamento della gamma Forerunner verso fasce di prezzo più accessibili.

Low ha sottolineato come i consumatori siano sempre più disposti a pagare un prezzo maggiore per dispositivi capaci di offrire dati di allenamento accurati e approfonditi. Un tipo di prodotto su cui Garmin avrebbe costruito negli anni la propria identità di marchio.

Sul fronte dei dispositivi indossabili da polso, a guidare la classifica è Huawei (con una quota del 18%) in crescita di un punto percentuale rispetto al secondo trimestre del 2025. Cynthia Chen, Research Manager di Omdia, ha collegato questo risultato all’espansione della gamma di dispositivi con connettività cellulare dell’azienda, incluso il lancio globale del suo smartwatch di punta dedicato ai bambini, reso possibile anche dalla compatibilità multipiattaforma degli smartphone e da funzionalità dedicate alla salute.

La crescita dei tracker senza schermo

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Il report evidenzia come, all’interno della più ampia categoria dei dispositivi base, che nel complesso continua a soffrire, i modelli senza schermo registrano una crescita interessante. Dopo i recenti lanci di Fitbit Air di Google e di Cirqa di Garmin, i dispositivi base senza display hanno superato il 15% delle spedizioni complessive nel corso del trimestre. In particolare, le spedizioni di Fitbit Air sarebbero cresciute rapidamente, tanto da posizionare il prodotto come alternativa credibile in questo segmento.

Low ha comunque invitato alla cautela, sottolineando che lo slancio iniziale è incoraggiante ma che il successo nel lungo periodo richiederà miglioramenti continui in termini di affidabilità e un ampliamento ragionato delle funzionalità, per competere efficacemente con marchi già affermati sul fronte delle prestazioni come Whoop.

L’aumento dei prezzi

Omdia segnala infine come, in tutta la categoria dei dispositivi wearable, l’aumento dei costi di RAM e memorie stia spingendo verso l’alto i prezzi medi di vendita. Secondo l’istituto di ricerca, i marchi con ecosistemi consolidati dovranno puntare su un’integrazione più profonda tra i dispositivi e su funzionalità di intelligenza artificiale personalizzata per giustificare prezzi sempre più elevati. Per la seconda metà del 2026, Omdia prevede che i produttori punteranno sempre di più a distinguersi tra loro, puntando sulla qualità delle informazioni fornite agli utenti, sulla durata della batteria e sulla capacità dei dispositivi di funzionare bene insieme ad altri prodotti e piattaforme.