Con la terza beta di Android 17 QPR2, distribuita nel weekend, Google ha migliorato ulteriormente la sicurezza delle connessioni dei cellulari. La funzione era stata introdotta per la prima volta con Android 16 sotto il nome di Mobile Network Security, pensata per avvisare gli utenti quando il dispositivo si collegava a reti non cifrate o a possibili stazioni radio base fasulle, i cosiddetti stingray. Ora, con il nuovo aggiornamento beta, il sistema compie un salto in avanti trasformandosi da un semplice avviso occasionale in un vero e proprio strumento di controllo continuo.

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Gli avvisi sparivano nel nulla

Nella versione precedente, quando il telefono rilevava una minaccia alla rete mobile, l’utente riceveva una notifica in tempo reale. Il problema era che, una volta chiusa, quella notifica scompariva quasi senza lasciare traccia. Solo chi aveva attivato manualmente la funzione di cronologia delle notifiche di Android, opzione che la maggior parte delle persone ignora del tutto, poteva risalire a quegli avvisi in un secondo momento.

Di fatto, la protezione esisteva ma restava poco visibile e difficile da consultare nel tempo.

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Una cronologia persistente delle minacce rilevate dal modem

La novità principale della beta è la cosiddetta SIM security timeline, una cronologia che registra in modo permanente, con data e ora. Ogni evento di sicurezza individuato dal modem del dispositivo.

Pertanto, se una torre cellulare sospetta tenta di intercettare identificativi unici come l’IMEI o l’IMSI del telefono, l’episodio viene salvato automaticamente in questo registro. Per chi utilizza più SIM contemporaneamente, il sistema permette anche di filtrare gli eventi per singola scheda, così da capire con precisione quale operatore sia stato effettivamente preso di mira.

Nuova schermata dedicata alla cifratura della connessione

Accanto a questa cronologia, compare anche una nuova voce collocata proprio sopra l’opzione che riguarda la protezione dalle reti 2G, dedicata alle informazioni di sicurezza della SIM attiva. Aprendo questa sezione, il sistema mostra una panoramica dei cifrari di crittografia utilizzati dalla connessione corrente su quella specifica scheda. Nella descrizione della funzione viene precisato che, se il dispositivo non si è mai collegato a una determinata generazione di rete, i relativi dati sulla cifratura semplicemente non compariranno, perché non esistono informazioni da mostrare.

A seconda del tipo di connessione stabilita, la schermata può includere dettagli su chiamate e SMS, sull’avvio delle chiamate tramite protocollo SIP, sui dati vocali trasmessi via RTP, sull’autenticazione dei dati attraverso il livello NAS, sul traffico dati vero e proprio, sul trasferimento dati a livello AS, oltre a informazioni specifiche relative alle chiamate di emergenza, sia per quanto riguarda l’avvio sia per la trasmissione dei dati vocali. Si tratta, in sostanza, dei diversi protocolli e livelli di rete che uno smartphone utilizza costantemente per gestire chiamate, messaggi e connessione a internet, resi ora visibili e consultabili dall’utente comune.

Nuovi avvisi per una gamma più ampia di attacchi

Analizzando il codice della beta sono emerse anche stringhe che anticipano l’arrivo di notifiche molto più specifiche legate a diverse tipologie di attacco alla rete cellulare. Oltre alle richieste di identificativi del dispositivo, il sistema si prepara a segnalare gli attacchi di downgrade, che costringono il telefono a passare a protocolli più vecchi come il 2G, il 3G o il 4G proprio per aggirare le protezioni crittografiche più recenti.

Sono previsti anche avvisi per gli attacchi di imprigionamento, che intrappolano il dispositivo in cicli di connessione ripetuti per isolarlo dagli operatori legittimi, e per gli attacchi di tipo denial-of-service o jamming, che saturano i canali di frequenza o di segnalazione per interrompere la ricezione.

A questi si aggiungono le notifiche per i tentativi di localizzazione, che sfruttano i protocolli cellulari per triangolare segretamente la posizione dell’utente, e gli avvisi relativi a SMS e messaggi di emergenza non autenticati, ovvero comunicazioni contraffatte che non provengono realmente dall’operatore telefonico. Il codice della beta contiene già le stringhe testuali pronte per ciascuno di questi scenari, segno che l’implementazione è ormai a uno stadio avanzato di sviluppo.