I profili di ricerca sono una delle funzioni più recenti introdotte da Google. Una novità pensata per dare a creator, editori e organizzazioni uno spazio personale e condivisibile in cui riunire articoli, video, post social e link in un’unica pagina. La funzione era stata lanciata da Google lo scorso giugno, ma era riservata a un pubblico piuttosto ristretto (anche geograficamente) a causa di requisiti minimi piuttosto elevati. Ora Google ha deciso di abbassare sensibilmente questi requisiti, aprendo la funzione a una platea molto più ampia di creator e publisher.

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Cosa sono i profili di ricerca di Google

I profili di ricerca permettono a editori e creatori di contenuti di costruire una pagina dedicata, raggiungibile direttamente da Ricerca Google, dal pannello informativo che compare cercando il proprio nome (il cosiddetto Knowledge Panel) oppure da Google Discover. All’interno della pagina è possibile aggiungere un avatar, una breve biografia, l’indirizzo del proprio sito web, gli account social e video collegati, oltre a un pulsante che consente agli utenti di seguire la fonte direttamente dai risultati di ricerca. Chi segue un profilo ha inoltre maggiori probabilità di visualizzare i contenuti di quella fonte all’interno del proprio feed di Discover.

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La nuova soglia di accesso

Per poter richiedere un profilo di ricerca era necessario disporre di almeno 100.000 follower su YouTube, Instagram o X, oppure di almeno 300.000 follower su TikTok. Come conferma la stessa pagina ufficiale di Google dedicata alla funzione, questa soglia è stata ora abbassata a 35.000 follower per YouTube, Instagram e X, mentre il requisito per TikTok scende a 100.000 follower. Si tratta di una riduzione significativa, che apre la porta a un numero maggiore di creator e publisher, finora esclusi nonostante un seguito comunque consistente.

Secondo quanto dichiarato da Robby Stein, vicepresidente Product di Google Search, tramite un post su X, l’obiettivo del cambiamento è proprio quello di consentire a un numero maggiore di creator ed editori di attivare il proprio profilo di ricerca. Robby Stein ha lasciato intendere che l’abbassamento dei requisiti non sarà l’unico cambiamento in arrivo per i profili di ricerca, promettendo ulteriori novità per creator ed editori nei prossimi mesi.

L’espansione oltre gli Stati Uniti

Al momento del lancio (e ancora oggi secondo la pagina di supporto di Google), i profili di ricerca risultano disponibili ufficialmente solo negli Stati Uniti. Google ha però fatto sapere di avere in programma un’espansione verso altri Paesi, senza però fornire una tempistica precisa. Nel frattempo, alcune segnalazioni raccolte sui social suggerirebbero che i profili di ricerca abbiano già iniziato a comparire anche fuori dai confini statunitensi, con avvistamenti che riguarderebbero Brasile, Portogallo, Spagna, Francia e anche Italia.

Un esempio citato è quello della testata francese Reporterre, che avrebbe già personalizzato il proprio profilo con link e informazioni aggiuntive. Anche in Giappone, secondo un utente X, sarebbe già visibile una versione localizzata della schermata di configurazione, un indizio che potrebbe anticipare l’arrivo della funzione anche in quel mercato.

Come richiedere un profilo di ricerca

Chi dispone già di un Knowledge Panel potrebbe ritrovarsi un profilo generato automaticamente da Google. In caso contrario, è possibile verificare la propria idoneità e richiedere un profilo attraverso la pagina dedicata di Google, effettuando l’accesso con l’account social o video che soddisfa i nuovi requisiti minimi. Una volta attivato, il profilo può essere personalizzato con contenuti in evidenza, link aggiuntivi e le principali informazioni sulla fonte.