Con il lancio della serie Pixel 11, Google ha deciso di spostare l’attenzione dai consueti temi delle fotocamere e dell’intelligenza artificiale per concentrarsi su un aspetto spesso sottovalutato, ma fondamentale: la resistenza fisica dei dispositivi. Secondo quanto dichiarato dall’azienda, infatti, sia il Pixel 11 Pro che il Pixel 11 Pro XL introducono un salto generazionale in termini di protezione da graffi e cadute, grazie a una nuova tecnologia applicata direttamente sopra il vetro.

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Un nuovo strato protettivo sopra il Gorilla Glass Victus 2

I due modelli standard della gamma Pro montano ancora il Gorilla Glass Victus 2 come base strutturale, ma questa volta Google ha deciso di migliorare ancora le cose aggiungendo un ulteriore rivestimento anti-graffio pensato per raddoppiare, secondo le stime dell’azienda, la resistenza rispetto ai Pixel delle generazioni precedenti. Non si tratta quindi di un vetro completamente nuovo, ma di uno strato aggiuntivo che lavora in sinergia con la struttura già esistente.

Google descrive questi nuovi smartphone come i Pixel più resistenti mai realizzati, sottolineando come il display sia stato progettato per assorbire meglio gli urti da caduta oltre a resistere maggiormente ai graffi quotidiani. A completare il quadro c’è la certificazione IP68 per la resistenza ad acqua e polvere, sottoposta a test approfonditi, e il pannello Super Actua, che raggiunge una luminosità di picco di 3.600 nit, garantendo una buona leggibilità anche sotto la luce diretta del sole.

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Uno strato sottile quanto un centesimo di capello

A fornire qualche dettaglio tecnico in più è stato poi un portavoce di Google, che ha spiegato come questo rivestimento anti-graffio abbia uno spessore di appena 800 nanometri, una misura che corrisponde circa all’1% dello spessore di un capello umano, e che lo strato si colloca tra il vetro vero e proprio e il classico rivestimento oleofobico che serve a respingere le impronte digitali.

Per validare l’efficacia della soluzione, l’azienda ha condotto test mirati a simulare situazioni di utilizzo reale, come il contatto prolungato con oggetti che normalmente si trovano dentro una borsa, come chiavi, lime per unghie e altri piccoli oggetti metallici o abrasivi che nella vita di tutti i giorni sono tra le principali cause di graffi sullo schermo.

Google non ha voluto rivelare i dettagli tecnici che rendono possibile questo risultato, limitandosi a definire la tecnologia proprietaria e distinta dal Gorilla Glass Victus 2 sottostante, che di per sé offre già un buon livello di protezione. Il fatto è interessante soprattutto se paragonato alle strategie di altri produttori: aziende come Apple e HONOR hanno puntato negli ultimi anni su soluzioni in ceramica per aumentare la durezza dei loro schermi. Google, però, non ha mai menzionato la ceramica in relazione a questo nuovo rivestimento, lasciando intendere che la strada scelta sia diversa, pur muovendosi nella stessa direzione generale di maggiore robustezza.

Il Pixel 11 Pro Fold ha caratteristiche diverse

Se sui modelli Pro e Pro XL la novità riguarda un rivestimento aggiuntivo, il discorso cambia radicalmente per il Pixel 11 Pro Fold, il pieghevole di punta dell’azienda. Qui Google ha infatti abbandonato il vetro tradizionale in favore di un materiale del tutto nuovo: un vetro ceramico, il cui fornitore non è stato reso noto. Non è dunque lo stesso materiale utilizzato sui device non pieghevoli, ma di una soluzione pensata specificamente per affrontare le sfide uniche di un display che si piega più volte al giorno.

Il nuovo vetro ceramico offre, secondo Google, una protezione ancora maggiore sia contro i graffi sia contro le cadute. A rafforzare ulteriormente la scocca posteriore del dispositivo interviene poi un nuovo materiale composito in fibra di vetro, descritto dall’azienda come praticamente impossibile da incrinare. La combinazione di questi due elementi, insieme a una nuova cerniera priva di ingranaggi a vista pensata per proteggere il display interno, porterebbe il Pixel 11 Pro Fold a essere tre volte più resistente rispetto al modello dell’anno scorso, diventando così il pieghevole più solido mai prodotto da Google.

Vale però la pena sottolineare alcuni dettagli. Prima di tutto, questi miglioramenti riguardano principalmente il display esterno del dispositivo, mentre lo schermo interno, quello pieghevole vero e proprio, non ha ricevuto lo stesso tipo di upgrade e resta quindi più vulnerabile rispetto alla parte esterna rinforzata.

Inoltre, le affermazioni di Google sono senza dubbio ambiziose, e per capire se la realtà corrisponde davvero al marketing occorrerà probabilmente qualche test indipendente.