Google continua ad ampliare il raggio d’azione di Nano Banana, il suo modello di generazione delle immagini. Dopo il lancio di Nano Banana Pro e il più recente arrivo di Nano Banana 2 Lite e l’integrazione in Google Messaggi, Google Flow e anche Now Brief sui dispositivi Galaxy, Nano Banana 2 arriva ora, a sorpresa, in Google Earth.

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A cosa serve (e come funziona) la generazione di immagini in Google Earth

Google Earth Nano Banana 2

La novità (disponibile a livello globale solamente nella versione web del servizio) permette di sfruttare le immagini satellitari, aeree e i modelli tridimensionali già disponibili su Google Earth come base per generare contenuti inediti attraverso Nano Banana 2.

Basta raggiungere un punto qualsiasi della mappa di Google Earth, toccare l’opzione “create image” e digitare una descrizione testuale di ciò che si desidera visualizzare. Il risultato è un’immagine fotorealistica che si integra con il paesaggio reale del luogo selezionato, mantenendo coerenza con la morfologia del territorio ripreso dai satelliti.

Per chi si stesse chiedendo a cosa possa servire una funzione di questo tipo è Google stessa a spiegarlo suggerendo diversi ambiti di applicazione, da quelli più seri a quelli più curiosi e divertenti. In ambito didattico, un insegnante potrebbe mostrare alla classe un sito storico e chiedere all’intelligenza artificiale di ricostruirne l’aspetto in un’epoca passata, come nel caso delle rovine di Pompei riportate visivamente al 79 d.C. La stessa logica si presta alla creazione di infografiche contestuali su monumenti e luoghi di interesse, generate automaticamente a partire da informazioni recuperate da Gemini.

Il settore immobiliare e quello dell’urbanistica sembrano però gli ambiti in cui la funzione potrebbe avere un impatto più concreto. Architetti, professionisti dell’urbanistica e progettisti possono infatti chiedere a Nano Banana 2 di reimmaginare un’area concreta, come un lotto vuoto o un edificio abbandonato, trasformandola in una resa tridimensionale di un possibile intervento urbano, utile per presentare proposte a clienti e amministrazioni senza dover ricorrere a software di rendering più complessi.

La stessa logica vale per chi sta progettando la costruzione di una casa o di un piccolo edificio, e vuole visualizzarne l’aspetto finale inserito nel contesto reale dell’ambiente circostante.

Oltre agli usi più pratici, Google sottolinea anche la componente più ludica della funzione, che permette di immaginare come potrebbe apparire un luogo esistente in chiave completamente diversa, per esempio trasformando un campus aziendale in un’ambientazione fantascientifica con cupole di vetro e passerelle luminose. Questi sono solo suggerimenti, ma la fantasia e la creatività delle persone potranno trovare, sia a livello personale che professionale, diverse applicazioni di una funzione apparentemente curiosa ma potenzialmente molto utile.