Da circa una settimana, Google ha avviato il ciclo di sviluppo di Android 17 QPR2, il secondo aggiornamento trimestrale di Android 17 che arriverà in forma stabile a dicembre 2026, e la build della prima beta distribuita agli utenti nasconde alcuni indizi su nuove potenzialità legate all’intelligenza artificiale “agentica”.
Sembra, infatti, che in futuro alcune applicazioni “affidabili” saranno in grado di eseguire operazioni sul dispositivo anche quando questo è bloccato. Non è ancora chiaro quali dispositivi possano godere di questa potenzialità ma i Googlebook potrebbero essere tra i candidati. Scopriamo tutti i dettagli.
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Su Android sono in sviluppo novità in ottica IA agentica
Il 2026 è sempre più l’anno zero dell’era dell’IA agentica, anche e soprattutto per Google che ha da un paio di mesi presentato Gemini Intelligence, un’iterazione di Gemini in cui l’assistente è in grado di svolgere “proattivamente” alcune attività all’interno delle app.
Allo stato attuale, è fondamentale che il dispositivo sia “sbloccato” affinché l’agente IA operi in background ma, in futuro, le cose potrebbero cambiare: dalle parti di Mountain View lavorano per far sì che le funzioni di automazione possano operare anche quando il dispositivo è bloccato.
Nerd’s Chalk e Android Authority hanno individuato una serie di stringhe di codice che fungono da indizi in tal senso nella versione dell’app Companion Device Manager (il componente di sistema che gestisce i dispositivi associati e le app companion) inclusa all’interno della Beta 1 di Android 17 QPR2.
<string name=”trust_pairing_initiator_summary”>The app will be able to see and interact with your devices to use features like helping you complete tasks even when the device is locked. You can turn features on or off in your Android settings.</string>
<string name=”trust_pairing_initiator_title”>Confirm PIN to pair the app <strong>%1$s</strong> with <strong>%2$s</strong>?</string>
<string name=”trust_pairing_responder_title”>Confirm PIN to pair with your <strong>%1$s</strong>?</string>
<string name=”trust_type_proactive_assistance_title”>Proactive assistance</string>
<string name=”trust_type_proactive_assistance_summary”>Uses an app’s screen content so you can see suggestions.</string>
<string name=”trust_type_screen_automation_title”>Screen automation</string
<string name=”trust_type_screen_automation_summary”>See and interact with the screen content of apps you’ve allowed to help you complete tasks even if the screen is locked.</string>
I frammenti di codice mostrano che l’utente dovrà inserire il proprio PIN per associare un’app “affidabile” al proprio dispositivo: questo passaggio dovrebbe servire a fornire una maggiore tranquillità all’utente, donandogli il controllo di stabilire quali app possano accedere al dispositivo ed effettuare operazioni anche quando è bloccato.
Due funzionalità ma resta il nodo sui dispositivi
Una volta che un’app viene associata al dispositivo, l’utente potrà usufruire di due funzionalità anche quando il dispositivo è bloccato: effettuare operazioni/completare attività oppure mostrare suggerimenti contestuali al contenuto presente sullo schermo.
Sebbene il fatto che citavamo poco sopra legato alla richiesta del PIN per abilitare queste app “affidabili” sia un’ottima notizia dal punto di vista della sicurezza, attorno a questa potenzialità resta un nodo importante da sciogliere.
Su quali dispositivi funzionerà? Stando a quanto riportato da entrambe le testate, non sembrano esserci indicazioni su dispositivi esterni al panorama Android. Molto probabilmente queste funzionalità agentiche potrebbero essere disponibili anche sui Googlebook.
L’obiettivo finale di Google potrebbe essere tutto sommato semplice: fare in modo che gli agenti IA possano operare in maniera più approfondita anche quando il dispositivo (smartphone o laptop che sia) è bloccato.
