La Francia compie un passo destinato a far discutere in tutta Europa: il Parlamento ha infatti approvato in via definitiva una legge che vieta l’accesso ai social network ai minori di 15 anni, rendendo il Paese il primo nell’Unione Europea ad adottare un divieto generalizzato di questo tipo. La riforma, fortemente sostenuta dal presidente Emmanuel Macron, introduce inoltre un’altra importante novità per il mondo della scuola, ossia il divieto di utilizzo degli smartphone sarà esteso anche agli istituti superiori.
Si tratta di una delle iniziative più significative dell’ultimo mandato di Macron, che punta a rafforzare la tutela dei minori nei confronti dei rischi legati all’utilizzo intensivo delle piattaforme digitali, in un momento in cui sempre più governi stanno valutando misure analoghe.
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Via libera definitivo del Parlamento, la Francia apre una nuova strada in Europa
L’approvazione della legge è arrivata dopo il voto favorevole di entrambe le Camere del Parlamento francese, il Senato ha dato il proprio via libera con 234 voti favorevoli e appena 2 contrari, mentre l’Assemblea Nazionale ha approvato il testo con 279 voti favorevoli e 81 contrari.
Con questo voto la Francia diventa il primo Stato membro dell’Unione Europea a introdurre un limite d’età vincolante per l’accesso ai social network, al di fuori dell’Europa comunitaria invece, l’Australia aveva già approvato una normativa ancora più restrittiva, fissando il limite a 16 anni, mentre anche Regno Unito, Spagna, Grecia e Danimarca stanno valutando provvedimenti simili.
Macron ha accolto con entusiasmo l’approvazione della riforma, definendola un progresso importante e sottolineando come la Francia stia facendo da apripista nella protezione dei bambini e degli adolescenti dai rischi del mondo digitale. Attraverso un video pubblicato sui propri canali social, il presidente ha ricordato il lungo percorso politico che ha portato all’approvazione della misura, ribadendo che il cervello e le emozioni dei più giovani non sono in vendita.
Cosa cambia con la nuova legge
L’articolo più importante della normativa stabilisce che l’accesso ai servizi di social networking sarà vietato ai minori di 15 anni, l’obbiettivo è impedire ai più giovani di creare nuovi account sulle principali piattaforme social. Il divieto non interesserà però tutti i servizi online, restano infatti escluse le enciclopedie collaborative come Wikipedia, così come le piattaforme dedicate allo sviluppo e alla condivisione di software libero e i progetti educativi open source.
Uno degli aspetti ancora da definire riguarda invece il sistema di verifica dell’età, il testo della legge non impone infatti una tecnologia specifica, sarà compito delle piattaforme come Facebook, Instagram, TikTok, Snapchat e le altre interessate, sviluppare strumenti efficaci per accertare l’età degli utenti e impedire ai minori di registrarsi.
Il governo francese ha comunque promesso di introdurre controlli sull’età a supporto della normativa, mentre la supervisione sarà affidata ad Arcom, l’autorità nazionale che regolamenta i servizi audiovisivi e digitali.
Smartphone vietati anche nelle scuole superiori
La riforma non riguarda esclusivamente i social network, il testo estende infatti il divieto di utilizzo degli smartphone anche alle scuole superiori, ampliando una misura già in vigore nelle scuole elementari e medie.
Gli istituti potranno comunque prevedere alcuna eccezioni attraverso i rispettivi regolamenti interni, ma l’obbiettivo del governo è quello di limitare ulteriormente la presenza dei dispositivi mobili durante l’orario scolastico, favorendo la concentrazione degli studenti e riducendo le distrazioni.
L’intenzione dell’esecutivo è quella di rendere operative le nuove regole già con l’inizio del prossimo anno scolastico, per i nuovi account social il divieto dovrebbe entrare in vigore già a settembre, mentre per gli account esistenti è previsto un periodo transitorio di circa quattro mesi, con piena applicazione delle nuove disposizioni entro l’inizio di gennaio 2027.
Resta però un possibile ostacolo istituzionale, prima dell’entrata in vigore potrebbe infatti essere effettuato un controllo di costituzionalità sulla legge, un passaggio che potrebbe ritardarne l’applicazione.
Una risposta ai timori per la salute mentale dei più giovani
La legge nasce in un contesto di crescente preoccupazione per gli effetti che smartphone e social network possono avere sullo sviluppo dei ragazzi, secondo Arcom, i giovani francesi tra i 12 e i 17 anni trascorrono in media un’ora e ventuno minuti al giorno soltanto su TikTok, mentre l’autorità sostiene che gli algoritmi di raccomandazione tendano a privilegiare contenuti sempre più estremi, aumentando l’esposizione degli adolescenti a video potenzialmente dannosi o in grado di generare ansia.
Negli ultimi mesi anche diversi esperti e organizzazioni hanno chiesto interventi incisivi, se da un lato molti genitori vedono positivamente il nuovo divieto, ritenendolo uno strumento utile per limitare la dipendenza dagli smartphone, dall’altro non mancano le critiche.
Amnesty International Francia, ad esempio, ritiene che la misura rappresenti un passo nella giusta direzione ma non sia sufficiente da sola a rendere internet più sicuro per i minori; secondo l’organizzazione sarebbe necessario intervenire direttamente sul modello di business delle piattaforme, vietando le funzionalità progettate per creare dipendenza e manipolare il comportamento degli utenti.
Anche il ministro dell’Istruzione francese ha sottolineato che i divieti, da soli, non bastano: oltre alle restrizioni servono educazione digitale e nuove opportunità di socializzazione per i ragazzi.
L’Europa guarda con attenzione
Il provvedimento francese arriva mentre il dibattito sulla protezione dei minori online si sta intensificando i tutta Europa. la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen ha recentemente dichiarato che i social media non sono un giocattolo, chiedendo l’introduzione di restrizioni adeguate all’età e ricordando che, così come avviene per qualsiasi altro prodotto destinato ai consumatori, anche le piattaforme digitali dovrebbero essere progettate ponendo al centro la sicurezza degli utenti più giovani.
Resta ora da vedere se la scelta della Francia rappresenterà un caso isolato oppure diventerà un modello destinato a essere seguito anche dagli altri Paesi europei nei prossimi mesi; di certo, l’approvazione della legge segna uno dei cambiamenti normativi più rilevanti degli ultimi anni nel rapporto tra adolescenti, social network e tutela digitale.
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