Nel settore sempre più affollato degli smartphone che promettono di integrare l’intelligenza artificiale in modo profondo, arriva un annuncio che risulta sorprendente. Un’azienda cinese praticamente sconosciuta al grande pubblico sostiene infatti di aver realizzato il primo telefono agentico della storia, anticipando le voci che da mesi circondano un presunto smartphone firmato OpenAI.

L’azienda in questione si chiama StepFun, è stata fondata nel 2023 a Shanghai da un gruppo di ex dipendenti Microsoft e non è un nome del tutto nuovo nel settore, considerato che negli ultimi anni ha fornito soluzioni di intelligenza artificiale integrata a produttori come Geely e OPPO. Con questo dispositivo di nuova generazione, denominato StepX Neo, l’azienda punta però per la prima volta a proporsi direttamente come produttore di uno smartphone, appoggiandosi a un ODM per la produzione fisica del dispositivo.

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Un sistema operativo e un assistente pensati per gli agenti AI

Al centro della proposta c’è Step AOS, il sistema operativo che StepFun descrive come una piattaforma nativa pensata per ospitare agenti intelligenti autonomi. Secondo l’azienda, il sistema sarebbe stato progettato per risolvere quelli che vengono definiti i tre principali ostacoli allo sviluppo di agenti AI efficaci: la memoria, la capacità di prendere decisioni e quella di eseguire compiti concreti.

A bordo del telefono opera anche Amoo, l’assistente personale con cui l’utente interagisce tramite linguaggio naturale, in un modo che ricorda da vicino il funzionamento di qualsiasi altro chatbot oggi disponibile sul mercato. StepFun sostiene che il recupero delle informazioni in memoria da parte dell’agente richieda appena 15 millisecondi, e rivendica prestazioni particolarmente competitive anche nell’esecuzione autonoma di compiti offline, cioè senza una connessione costante a internet.

Va comunque precisato che non tutte le operazioni legate all’intelligenza artificiale avvengono direttamente sul dispositivo. Per le attività più complesse il telefono si appoggia comunque al cloud, pur garantendo, secondo l’azienda, che nessun dato personale lasci mai il dispositivo fisico.

StepX Neo

Un modello linguistico proprietario, ma senza dettagli verificabili

Il modello linguistico che gira localmente sul telefono si chiama invece Step Edge, e StepFun afferma che si posizionerebbe al primo posto in ben 29 benchmark considerati autorevoli nel settore. Il problema è che l’azienda non ha specificato né quali siano questi benchmark, né con quali altri modelli sia stato effettuato il confronto, lasciando quindi il dato praticamente impossibile da verificare in modo indipendente.

Anche sulla reale natura di Step AOS restano molti dubbi. StepFun descrive il sistema come una combinazione di Android, Linux e un sistema operativo in tempo reale (RTOS), ma la descrizione appare evidentemente piuttosto generica e non permette di capire con certezza se si tratti davvero di un’architettura innovativa oppure, più semplicemente, di un’interfaccia personalizzata costruita su Android, come già accade con molti altri smartphone in commercio.

Design ancora avvolto nel mistero

Per quanto riguarda l’aspetto fisico del dispositivo, l’unico dettaglio finora confermato riguarda un display a matrice di punti LED posizionato sul retro del telefono, con una soluzione che ricorda da vicino quella già adottata dai telefoni del marchio Nothing. Per il resto, non è stata diffusa alcuna informazione su specifiche tecniche, processore, fotocamere, batteria o prezzo: al momento, insomma, si tratta più di un concetto che di un prodotto reale e definito.

Nonostante la scarsità di dettagli tecnici, StepFun ha già reso noti i primi partner che collaboreranno all’integrazione dei servizi sul dispositivo. Tra questi figurano numerose app e piattaforme molto diffuse in Cina, come Meituan, Alipay, Amap, Baidu, Didi e Ctrip, segno che l’azienda punta innanzitutto al mercato interno cinese prima di eventuali ambizioni internazionali.

Tanti annunci, pochi fatti concreti

Al netto dell’entusiasmo comunicativo, quello che emerge ai nostri occhi è che l’annuncio di StepFun si basa quasi interamente su affermazioni generiche e termini d’effetto, senza che siano stati forniti elementi concreti in grado di dimostrare davvero la portata rivoluzionaria del progetto. Non è da escludere che in futuro lo StepX Neo possa trasformarsi in un prodotto reale, magari anche valido nel suo genere, qualunque cosa si intenda davvero per telefono agentico.

Per il momento, però, tutto lascia pensare a un tentativo di un’azienda cinese di dimensioni relativamente contenute di ritagliarsi un po’ di visibilità in un mercato dominato dai grandi nomi del settore, rivendicando il titolo di primo produttore al mondo di uno smartphone che, in realtà, non è ancora stato davvero lanciato.