Molte persone accumulano vecchi dispositivi elettronici in cassetti e garage, convinte che prima o poi possano tornare utili. È esattamente quello che è successo ad Adam Davidson, giornalista tecnologico di How-To Geek, che ha recuperato un Amazon Fire 7 di nona generazione del 2019 e lo ha trasformato in un pratico display di controllo per la propria casa intelligente, gestita tramite Home Assistant.
Il tablet in questione non brilla certo per potenza: un processore quad-core da 1,3 GHz e appena 1 GB di RAM lo rendono lento e poco reattivo per un uso quotidiano normale. Orientarsi tra le app o aprire pagine web risulta un’esperienza fastidiosa. Eppure, Davidson ha notato che il dispositivo se la cava piuttosto bene in un compito specifico, quello di mostrare informazioni in modo statico. Da qui l’idea di trasformarlo in un piccolo cruscotto domestico da tenere sulla scrivania, capace di visualizzare dati essenziali e permettere il controllo di alcuni dispositivi con pochi tocchi.

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La scelta di un’app alternativa
Invece di installare l’app ufficiale Home Assistant Companion dal Google Play Store, l’autore ha optato per una versione distribuita tramite F-Droid, un catalogo di app gestito dalla comunità che raccoglie esclusivamente software libero e open source. La particolarità di F-Droid è che le app vengono compilate direttamente dal codice sorgente pubblico, invece di limitarsi a ridistribuire i file già pronti forniti dagli sviluppatori.
Questa versione dell’app rinuncia ad alcune funzionalità che dipendono dai servizi Google, come la localizzazione e alcune notifiche più avanzate. Per l’uso che Davidson aveva in mente, però, queste limitazioni non rappresentavano un problema, anzi. Gli bastava infatti un’interfaccia essenziale, senza fronzoli. Dopo aver scaricato il file APK, abilitato l’installazione da fonti sconosciute nelle impostazioni del tablet ed effettuato l’accesso con le proprie credenziali, l’app ha iniziato a funzionare normalmente, seppur con la lentezza tipica di un hardware datato.

Funzioni adatte all’essenziale
Piuttosto che configurare tutto direttamente sul tablet, un’operazione che si sarebbe rivelata estenuante viste le prestazioni limitate del dispositivo, l’autore ha preferito creare la nuova dashboard da computer. Il layout è stato pensato per adattarsi perfettamente allo schermo in orientamento orizzontale, una modalità che l’app Companion permette di bloccare tramite un’apposita opzione nelle impostazioni.
Contrariamente a molte configurazioni sovraccariche di widget e controlli, Davidson ha poi scelto un approccio minimalista, inserendo solo pochi elementi essenziali come una scheda per la riproduzione musicale tramite Music Assistant, una previsione meteo, il comando per la luce del proprio ufficio in casa e alcune schede espandibili per accedere, all’occorrenza, alle telecamere di sicurezza e ai lettori multimediali.
Un problema riscontrato riguardava poi la barra laterale e altri elementi dell’interfaccia di Home Assistant, che occupavano spazio prezioso sullo schermo senza essere necessari, dato che l’utente non intendeva spostarsi tra le varie schermate. La soluzione è arrivata grazie al componente aggiuntivo Kiosk Mode, installabile tramite HACS (Home Assistant Community Store), già presente sul sistema dell’autore. Attivandolo per la dashboard dedicata al tablet, l’intestazione e la barra laterale sono scomparse, lasciando spazio solo alle informazioni utili.

Gestire la ricarica in modo intelligente
Un ultimo aspetto da risolvere riguardava l’alimentazione del dispositivo. Lasciare il tablet costantemente collegato alla corrente non è certo l’ideale per la salute delle batterie ricaricabili nel lungo periodo. Fortunatamente, l’app Home Assistant Companion espone diversi sensori del dispositivo, incluso quello relativo al livello di carica della batteria.
Sfruttando questa informazione, Davidson ha collegato il cavo di alimentazione del tablet a una presa intelligente e ha creato un’automazione dedicata. Quando la batteria raggiunge l’80% di carica, la presa si spegne automaticamente interrompendo la ricarica; quando il livello scende sotto il 20%, la presa si riaccende, permettendo al ciclo di ripartire. Inoltre, l’autore ha scelto di spegnere completamente il tablet al termine della giornata lavorativa, dato che non ha bisogno che rimanga acceso durante la notte.


