Per anni, chi voleva toccare con mano uno smartphone Pixel o farsi riparare un dispositivo Google in un negozio ufficiale aveva un’unica opzione: trovarsi negli Stati Uniti. Ebbene, anche se la novità non riguarda direttamente i consumatori europei, quella stagione di esclusività sta per finire, considerato che Google ha annunciato l’apertura del suo primo store fisico al di fuori del mercato americano.

La scelta è caduta sul Giappone, e più precisamente su Tokyo, nel cuore dell’elegante Omotesando.

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Una decisione attesa da tempo

Google gestisce attualmente dieci negozi fisici negli Stati Uniti, dove i clienti possono acquistare prodotti, ricevere assistenza tecnica e far riparare i propri dispositivi.

Nonostante il successo di questo modello, l’azienda non aveva mai replicato l’esperienza al di fuori dei confini americani. Ora, con l’apertura prevista per la tarda estate del 2026, Tokyo diventa la prima città al mondo a ospitare uno spazio fisico Google al di fuori degli USA.

Il Google Store di Omotesando non verrà peraltro configurato come un comune punto vendita perchè secondo quanto comunicato da Google Japan ospiterà un’ampia gamma di prodotti del brand, dagli smartphone della linea Pixel ai dispositivi Nest per la casa intelligente, passando per i wearable Fitbit e una selezione di accessori firmati anche da brand partner. Chi ha già effettuato un acquisto online potrà ritirare direttamente in store i propri ordini.

Oltre agli aspetti più commerciali, il negozio sarà anche un luogo dove esplorare le più recenti tecnologie basate sull’intelligenza artificiale, scoprire come i prodotti e i servizi Google si integrano nella vita quotidiana, e ricevere supporto personalizzato, dalla configurazione iniziale del dispositivo alla risoluzione di problemi tecnici, fino alle riparazioni eseguite direttamente in loco.

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Perché il Giappone e perché adesso

La scelta di Tokyo sembra essere ben coerente con le strategie internazionali di Google. Il Giappone è infatti da tempo uno dei mercati più competitivi e sofisticati al mondo per quanto riguarda l’elettronica di consumo, e Google vi ha costruito nel corso degli anni una presenza solida.

I dati di Counterpoint Research hanno certificato un risultato significativo: nel febbraio 2026, Google ha superato Samsung diventando il secondo brand per quota di mercato nel Paese, alle spalle soltanto di Apple. Un risultato trainato in buona parte dal successo della gamma Pixel 9a, che ha conquistato una fetta rilevante di consumatori giapponesi.

Google stessa ha poi definito questa apertura come il primo passo di un percorso globale, lasciando intendere che altri mercati internazionali potrebbero presto seguire. Non sono stati forniti dettagli su tempistiche o paesi specifici, ma il linguaggio usato dall’azienda suggerisce che la presenza fisica fuori dagli Stati Uniti non resterà un’eccezione giapponese.