Condividere file tra smartphone Android è diventata negli anni un’operazione molto più rapida grazie a Quick Share, il sistema di trasferimento locale integrato nei servizi Google. Basta avvicinare due dispositivi e il gioco è fatto.
Ma cosa succede se uno dei due telefoni non ha Google a bordo? È questo il problema che un piccolo progetto open source chiamato Bada prova a risolvere, uno strumento che sarà certamente utile ai possessori di quei dispositivi come i telefoni Huawei, che nei mercati internazionali non dispongono di alcun servizio Google a causa delle restrizioni commerciali, e dei modelli Android distribuiti esclusivamente in Cina, dove i Google Play Services non sono presenti nelle versioni regionali.
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Cos’è Bada e come funziona
Bada è un’applicazione Android open source, pubblicata su GitHub, progettata per essere interoperabile con Quick Share senza che il dispositivo ricevente disponga del servizio Google. In pratica, è sufficiente installare Bada solo sul telefono sprovvisto di Quick Share: l’altro dispositivo, quello con Google, non richiede alcuna modifica.
Il trasferimento dei file avviene tramite rete Wi-Fi condivisa oppure, in alternativa, tramite Wi-Fi Direct per una connessione diretta tra i due dispositivi, senza passare per un router. I permessi richiesti dall’app sono coerenti con la funzione e relativi a connessioni Bluetooth e Wi-Fi nelle vicinanze, notifiche e, facoltativamente, accesso ai file del dispositivo.
L’interfaccia è essenziale. Si sceglie il livello di visibilità (rilevabile solo su scansione oppure sempre visibile) e si inviano file o cartelle con due pulsanti nella parte inferiore dello schermo. Il destinatario deve semplicemente verificare che il PIN coincida prima di accettare il trasferimento.

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I limiti dell’app
Nel corso delle prove pratiche, il comportamento dell’app si è però rivelato non sempre stabile. In particolare, il trasferimento avviato da un dispositivo con Quick Share verso uno con Bada si è dimostrato discontinuo. E anche la condivisione con computer Windows dotati di Quick Share ha presentato problemi, con il PC che accettava la richiesta, ma il trasferimento non andava a buon fine nonostante l’app segnalasse l’invio come completato.
Alcune funzionalità risultano ancora assenti. In particolare, non è supportata la ricezione di file tramite codice QR (l’invio funziona), e la compatibilità con AirDrop di Apple non è ancora disponibile. Per questi motivi, applicazioni alternative come LocalSend rimangono valide opzioni da tenere a portata di mano.
L’app non è presente nel Play Store
Ricordiamo inoltre che l’app è sideloadable, ovvero non distribuita tramite il Play Store ufficiale, il che impone una certa cautela per gli utenti meno esperti. Vale la pena notare la presenza di un file claude.md nel repository, suggerendo (ma si attendono conferme) un qualche coinvolgimento di strumenti di intelligenza artificiale nel processo di sviluppo.
Detto questo, la natura open source del progetto consente a chiunque di esaminare il codice sorgente per verificarne l’integrità. Gli sviluppatori precisano inoltre che i trasferimenti avvengono con la stessa cifratura utilizzata da Quick Share. L’app è scaricabile dal sito GitHub a questo indirizzo.

