Il debutto del nuovo Sony Xperia 1 VIII, almeno per il momento, non sta andando esattamente come previsto. Il dispositivo di punta della casa giapponese è infatti finito al centro di una discussione piuttosto accesa sui social, con particolare riferimento a una delle novità più interessanti introdotte a bordo dello smartphone: il cosiddetto AI Camera Assistant, una funzione che, nelle intenzioni di Sony, dovrebbe migliorare l’esperienza fotografica sfruttando l’intelligenza artificiale.

Tuttavia, come spesso accade quando si parla di elaborazione delle immagini (e di promesse legate all’IA), la percezione degli utenti sembra raccontare una storia piuttosto diversa.

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L’AI Camera Assistant di Sony divide gli utenti (e non poco)

Sony ha pubblicato alcuni esempi fotografici per mostrare le capacità del nuovo AI Camera Assistant, mettendo a confronto scatti prima e dopo l’elaborazione. Il problema? Secondo gran parte della community, i risultati mostrati sarebbero tutt’altro che migliorativi.

Molti appassionati di fotografia mobile hanno infatti evidenziato come le immagini elaborate risultino sovraesposte, meno vivide e con una gamma dinamica inferiore, mentre gli scatti originali (senza interventi dell’IA) appaiono complessivamente più equilibrati e naturali. Una situazione piuttosto paradossale, soprattutto considerando il messaggio promozionale diffuso da Sony, che parla di foto mozzafiato grazie a regolazioni intelligenti di colore, esposizione, bokeh e obbiettivi.

In altre parole, quello che doveva essere un punto di forza rischia di trasformarsi, almeno a livello comunicativo, in un boomerang.

Ad alimentare ulteriormente il dibattito è stato anche Carl Pei, CEO di Nothing, che ha condiviso il post incriminato chiedendo apertamente se si trattasse di una strategia di engagement farming, ovvero contenuti volutamente controversi per generare interazioni.

Un’uscita che, ovviamente, non è passata inosservata e che ha contribuito ad amplificare la visibilità della vicenda, portando sempre più utenti a commentare (spesso in maniera ironica) gli esempi pubblicati da Sony. Alcuni, per esempio, hanno iniziato a condividere immagini volutamente peggiorate, ringraziando sarcasticamente l’IA Camera Assistant di Sony per averle rese più vivaci.

A questo punto, le ipotesi in campo sono diverse. Una delle più diffuse è quella di un possibile errore nell’etichettatura delle immagini, con i sample prima e dopo invertiti; tuttavia, questa teoria perde forza considerando che gli stessi esempi risultano presenti anche sul sito ufficiale di Sony, suggerendo che non si tratti di un semplice errore superficiale.

C’è poi chi sostiene che l’intera vicenda possa essere stata, volontariamente o meno, una mossa di marketing capace di attirare enorme attenzione sul dispositivo. D’altronde, nel bene o nel male, il nome del nuovo Xperia 1 VIII sta circolando parecchio.

Al momento, Sony non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali in risposta alle critiche, né ha rimosso il post. Un elemento interessante però, emerge analizzando la descrizione stessa della funzione: L’AI Camera Assistant sarebbe pensato per ispirare il fotografo che è in te, suggerendo impostazioni creative piuttosto che miglioramenti oggettivi.

Questo dettaglio è tutt’altro che secondario, perché lascia intendere che potremmo trovarci di fronte a qualcosa di più simile a filtri stilistici piuttosto che a un sistema di ottimizzazione automatica pensato per ottenere scatti tecnicamente migliori. Se così fosse, la polemica potrebbe nascere da un malinteso comunicativo, con aspettative degli utenti non perfettamente allineate all’obbiettivo reale della funzione.

Infine, vale la pena sottolineare che l’AI Camera Assistant è completamente opzionale e può essere disattivato dall’interfaccia della fotocamera, lasciando agli utenti il pieno controllo sull’esperienza fotografica.

Resta ora da capire se Sony deciderà di intervenire per chiarire la situazione, magari con un aggiornamento software o con una comunicazione più precisa, oppure se lascerà che sia il tempo (e l’uso reale del dispositivo) a ridimensionare la polemica.

Di certo, questa vicenda dimostra ancora una volta quanto sia delicato il rapporto tra IA, fotografia e aspettative degli utenti, soprattutto in un segmento, quello dei cameraphone, dove ogni dettaglio viene analizzato con estrema attenzione.