Poste Italiane non si ferma. La sua strategia nel settore delle telecomunicazioni continua a prendere forma, con possibili evoluzioni molto interessanti. Lo scorso 22 marzo Poste Italiane ha lanciato un’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio totalitaria su TIM, del valore complessivo di circa 10,8 miliardi di euro, con l’obiettivo di acquisire l’intero capitale sociale della società e procedere al delisting da Euronext Milan. Una mossa che si inserisce in un percorso già avviato da tempo. Il 23 febbraio era partita la migrazione automatica delle SIM PosteMobile dalla rete Vodafone alla rete TIM. Un’operazione che si è completata nel mese di aprile. Ora, in occasione della presentazione dei risultati finanziari del primo trimestre 2026, emerge un ulteriore elemento, ovvero la possibile fusione tra le attività di telecomunicazione di Poste Italiane e il segmento TIM Consumer.
Segui TuttoAndroid su Google Discover
Cosa prevede la fusione
A margine della presentazione dei risultati del primo trimestre, approvati il giorno precedente dal consiglio di amministrazione di Poste Italiane, l’amministratore delegato Matteo Del Fante ha parlato esplicitamente, per la prima volta, di fusione tra le attività telco di Poste e il segmento consumer di TIM. Secondo quanto dichiarato da Del Fante, la combinazione di queste realtà “creerà l’operatore mobile numero uno in Italia, dando avvio alla prossima fase del consolidamento domestico nel settore delle telecomunicazioni”.
L’operazione, se portata a termine, coinvolgerebbe l’operatore virtuale PosteMobile (attualmente gestito da PostePay S.p.A. e già migrato sulla rete TIM), e il segmento TIM Consumer (che comprende al suo interno diversi brand e servizi, tra cui il marchio mobile Kena e la piattaforma TIMVISION per i contenuti televisivi). Nelle proiezioni dell’azienda, la fusione porterebbe anche a una razionalizzazione dei costi operativi e delle risorse umane. Sul fronte commerciale, è previsto che le offerte di TIM Consumer vengano integrate nell’app unica di Poste Italiane, che nel corso del 2025 aveva già assorbito le funzioni delle precedenti app BancoPosta e Postepay.
I prossimi passi
L’intera operazione dipende però dal buon esito dell’OPAS su TIM, la cui conclusione resta subordinata all’ottenimento delle necessarie autorizzazioni regolamentari, con il perfezionamento atteso entro la fine di quest’anno. Sul fronte della riorganizzazione interna, è già stato approvato il progetto di fusione tra PostePay e BancoPosta per la creazione di un polo finanziario unico, prevista a partire dal 2027. Se l’OPAS dovesse andare a buon fine, le attività telco di Poste (PosteMobile inclusa) potrebbero essere fuse con quelle di TIM, dando vita a quello che Del Fante ha definito il principale operatore di telefonia mobile del Paese.
Intanto a fine marzo PosteMobile contava poco meno di 5 milioni di utenze tra mobile e fisso, in lieve crescita sia rispetto al trimestre precedente che su base annua. I ricavi del segmento “Servizi Telco” nel primo trimestre del 2026 sono rimasti stabili a 82 milioni di euro, mentre l’ARPU (Average Revenue Per User, ovvero i ricavi medi mensili generati da ciascun utente) si attesta a 4 euro per SIM, in lieve calo rispetto ai 4,2 euro dei periodi precedenti.

