Il modo in cui vengono sviluppate le app Android è cambiato radicalmente negli ultimi anni. Al giorno d’oggi non servono più competenze specifiche in linguaggi di programmazione per sviluppare un’app, perché chiunque abbia un’idea vincente può sfruttare l’intelligenza artificiale per ottenere codice funzionante. Google lo sa, e ha annunciato una novità che migliorerà l’esperienza di sviluppo di applicazioni per il robottino verde.
Negli ultimi anni sempre più sviluppatori in erba si rivolgono a ChatGPT, Gemini, Claude e tutti gli altri chatbot disponibili per sviluppare un’applicazione per Android. Le app create sfruttando codice generato tramite l’intelligenza artificiale non sono però prive di difetti: i diversi LLM si poggiano infatti su informazioni non aggiornate, dando spesso come risultato applicazioni poco ottimizzate che consumano risorse eccessive, avviano processi ormai superati in background o, più in generale, che non seguono perfettamente le linee guida più aggiornate di Android.
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Google aggiorna gli strumenti per sviluppare con l’IA
Per affrontare questi limiti, Google ha annunciato una serie di novità pensate per migliorare il lavoro degli sviluppatori che si affidano agli agenti di coding basati sull’IA. L’obiettivo di questi miglioramenti è quello di garantire che anche il codice generato automaticamente dall’intelligenza artificiale sia il più possibile aggiornato, efficiente e aderente agli ultimi standard di Android.
La novità principale è che i vari chatbot, da Gemini a ChatGPT, potranno accedere in tempo reale alle ultime linee guida ufficiali di Android. Il codice verrà quindi generato basandosi su una fonte sempre aggiornata, in modo da non costruire più applicazioni basate su informazioni ormai superate. Anche se l’ultimo addestramento di un determinato chatbot risale a tempo fa, le linee guida più aggiornate del robottino verde saranno sempre disponibili negli strumenti dell’intelligenza artificiale.
Non si tratta però soltanto di accedere in tempo reale alla documentazione sulle ultime funzionalità di Android, perché Google sta introducendo anche nuovi strumenti operativi, tra cui una CLI dedicata ad Android e una serie di “skill” specifiche, pensate per guidare gli agenti IA nello sviluppo passo dopo passo. L’idea è quella di fornire indicazioni sempre più precise e strutturate, così da ridurre errori e migliorare la qualità del codice generato.
Grazie a questa novità, gli strumenti di intelligenza artificiale riusciranno ad accedere più facilmente anche alle linee guida sulla scalabilità delle app. Le nuove soluzioni studiate da Google faciliteranno la creazione di codice che si adatta meglio ai diversi form factor del mondo Android, inclusi smartwatch, tablet e dispositivi pieghevoli. In questo modo l’intelligenza artificiale potrà creare più facilmente applicazioni che si adattano correttamente a qualunque tipo di display.
Si tratta di cambiamenti che, almeno sulla carta, riguardano soprattutto gli sviluppatori. L’impatto finale, però, lo vedranno soprattutto i consumatori: le nuove app sviluppate sfruttando l’intelligenza artificiale saranno più affidabili, meglio ottimizzate e, probabilmente, anche più innovative grazie al supporto sempre più centrale dell’IA.

