Dopo aver introdotto il supporto per Google Meet su Apple CarPlay all’inizio di aprile, Google ha avviato il rollout della stessa funzionalità anche su Android Auto. La conferma arriva direttamente dall’azienda, che ha aggiornato la propria pagina di supporto con tutti i dettagli su come funzionerà l’integrazione.

Su entrambe le piattaforme, l’approccio di questa implementazione sembra essere il medesimo: la sicurezza prima di tutto. Per questo motivo Google ha scelto deliberatamente di eliminare qualsiasi funzione che potrebbe distrarre il conducente, puntando su un’esperienza esclusivamente audio. Niente video, niente presentazioni di diapositive, niente alzate di mano virtuali. Chi è al volante può partecipare a una chiamata, sentire i colleghi e farsi sentire, ma il resto dell’esperienza tipica di una videoconferenza viene messo da parte fino alla prossima sosta.

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Cosa si può fare (e cosa no) dal cruscotto

Di qui, un’altra scelta molto chiara: l’interfaccia su Android Auto si struttura in modo essenziale. È presente una scheda dedicata alle riunioni programmate, che mostra gli appuntamenti imminenti consentendo di accedervi con un tocco. C’è anche una sezione cronologia, pensata per richiamare rapidamente contatti o gruppi con cui si è già interagito in precedenza.

Vale la pena sottolineare una differenza rispetto all’esperienza su telefono o computer: le chiamate partono immediatamente, senza la consueta schermata di attesa pre-chiamata a cui molti utenti sono abituati. I controlli disponibili durante la chiamata si limitano all’essenziale (silenziare il microfono e riagganciare) mantenendo l’interfaccia il più pulita e sicura possibile.

Uno degli aspetti più pratici dell’integrazione riguarda poi la gestione delle chiamate in corso. L’audio viene trasferito automaticamente tra lo smartphone e il sistema del veicolo a seconda che Android Auto sia collegato o meno, senza interruzioni. In altre parole, si può iniziare una riunione dal telefono prima di salire in macchina, e ritrovarsi a continuarla attraverso gli altoparlanti dell’auto senza dover fare nulla di manuale.

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Per chi vuole di più, meglio fermarsi!

Google è inoltre stata molto esplicita su un punto: chi ha bisogno dell’esperienza completa di Meet, con video, chat, condivisione dello schermo o altri strumenti collaborativi, deve semplicemente parcheggiare e tornare a usare il telefono o il computer. L’integrazione con Android Auto non è infatti stata pensata per sostituire la versione tradizionale dell’app, ma per coprire quei momenti in cui si è in movimento e si ha comunque bisogno di restare connessi a una riunione di lavoro.

Il fatto che Google abbia portato Meet su entrambe le grandi piattaforme automobilistiche (CarPlay e Android Auto) nel giro di pochi giorni suggerisce inoltre che l’azienda stia spingendo con decisione verso una presenza più strutturata negli ambienti di guida, in linea con una tendenza più ampia del settore tech a rendere i propri strumenti di comunicazione accessibili ovunque, anche al volante.